Lettera aperta al Presidente della Camera di G. Angelo Billia

Caro Presidente Laura Boldrini,
ho ascoltato con attenzione il tuo discorso d’insediamento e ti dico, onestamente, che mi ha lasciato qualche perplessità.
Sono sufficientemente d’esperienza per capire che un discorso non può
contenere tutto lo scibile umano, per comprendere che a volte gli
argomenti possono essere anche semplicemente “telefonati”, per sapere
che ciò che si dice deve incontrare la comprensione e il gradimento
dell’uditorio (soprattutto se lo si deve poi rappresentare) e che il
gradimento di chi ascolta, in questo caso me medesimo, non può
consistere nel cercare la corrispondenza perfetta dell’oratore al
proprio modo di vedere.
Detto questo, per sgomberare il campo da
possibili malintesi, vorrei farti notare alcune incongruenze. Come puoi,
nello stesso discorso tessere le lodi di Napolitano e sostenere la
giustezza della nostra Costituzione? In rapporto a questo argomento
dovresti sapere che la nostra Costituzione continua ad essere ampiamente
scavalcata senza che l’uomo del colle senta la necessità di fare anche
un semplice richiamo. Cos’è, silenzio di cortesia, dimenticanza o
condivisione?
Hai fatto riferimento al cimitero dei migranti che è
il mediterraneo e hai parlato della condanna di Strasburgo per le
condizioni di vita dei carcerati. Se vuoi posso far finta di vedere il
bicchiere mezzo pieno, perché comunque ne hai parlato, ed è già
qualcosa. In mancanza di richieste in questo senso ti dico come la
penso. Tu non puoi ignorare che alcuni del tuo uditorio hanno la
responsabilità diretta di ciò. Cos’è, hai scelto di metterci una pietra
tombale sopra? Magari è la stessa pietra che ti permette di parlare in
termini così lusinghieri del tuo predecessore?
Ti rifai a Spinelli e
all’Europa unita, encomiabile, certo, ma perché non una parola sul
fatto che quest’Europa è tutta un’altra cosa?
Sei proprio sicura
che, come dici, in quell’aula saranno presenti prima di tutto i diritti
degli ultimi? Ti sembra opportuno parlarne senza accennare alle ragioni
di fondo che rendono naturalmente una parte dell’umanità “gli ultimi”?
Come puoi omaggiare il Capo del Governo tralasciando che è, con
Berlusconi, Bersani e altri, responsabile dell’aumento corposo degli
“ultimi” stessi?
Parli degli imprenditori suicidi e non parli delle
responsabilità dell’imprenditoria legata alle banche e alla finanza
internazionale. A proposito di questi suicidi, non una parola ti sfugge
sul fatto che la campagna in atto serve a dire agli ultimi: vedete?
Anche gli imprenditori si suicidano. Senza contare quelli, e sono la
maggioranza taciuta, che neanche per scommessa puoi far passare per
imprenditori.
Parli giustamente delle donne uccise, sottintendendo
autorevolmente che bisogna superare una volta per tutte il problema
della sudditanza della donna. Ve bene, ma come puoi nello stesso
discorso omaggiare Francesco le cui posizioni sulle donne sono arcinote?
Capisco… dovere istituzionale. E sia, ma cosa c’entra col fatto che non
hai minimamente ricordato le condizioni obiettive riservate dalla
società alle donne? Forse parlare della mancanza o del costo proibitivo
degli asili e dei nidi d’infanzia, per dirne una, sarebbe stato meno
specifico del femminicidio?
Per brevità ti risparmio considerazioni
sugli esodati e sui disoccupati di cui hai parlato, così come ignoro il
fatto che non hai accennato alle “missioni” militari all’estero.
Concludendo, senza malevolenza, credimi, ti dico onestamente che
apprezzo il tuo sforzo di fare un discorso d’alto profilo, ma ti
confesso che nel mio personalissimo gradimento, sicuramente, volendo si
poteva fare di meglio.
1 commento:
A parte alcune effettive omissioni o dimenticanze, probabilmente, però, il "tempo a disposizione" per un discorso di apertura,è troppo breve...
Posta un commento
La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie