sabato 16 marzo 2013

Lettera aperta al Presidente della Camera di G. Angelo Billia


Caro Presidente Laura Boldrini,
ho ascoltato con attenzione il tuo discorso d’insediamento e ti dico, onestamente, che mi ha lasciato qualche perplessità.
Sono sufficientemente d’esperienza per capire che un discorso non può contenere tutto lo scibile umano, per comprendere che a volte gli argomenti possono essere anche semplicemente “telefonati”, per sapere che ciò che si dice deve incontrare la comprensione e il gradimento dell’uditorio (soprattutto se lo si deve poi rappresentare) e che il gradimento di chi ascolta, in questo caso me medesimo, non può consistere nel cercare la corrispondenza perfetta dell’oratore al proprio modo di vedere.
Detto questo, per sgomberare il campo da possibili malintesi, vorrei farti notare alcune incongruenze. Come puoi, nello stesso discorso tessere le lodi di Napolitano e sostenere la giustezza della nostra Costituzione? In rapporto a questo argomento dovresti sapere che la nostra Costituzione continua ad essere ampiamente scavalcata senza che l’uomo del colle senta la necessità di fare anche un semplice richiamo. Cos’è, silenzio di cortesia, dimenticanza o condivisione?
Hai fatto riferimento al cimitero dei migranti che è il mediterraneo e hai parlato della condanna di Strasburgo per le condizioni di vita dei carcerati. Se vuoi posso far finta di vedere il bicchiere mezzo pieno, perché comunque ne hai parlato, ed è già qualcosa. In mancanza di richieste in questo senso ti dico come la penso. Tu non puoi ignorare che alcuni del tuo uditorio hanno la responsabilità diretta di ciò. Cos’è, hai scelto di metterci una pietra tombale sopra? Magari è la stessa pietra che ti permette di parlare in termini così lusinghieri del tuo predecessore?
Ti rifai a Spinelli e all’Europa unita, encomiabile, certo, ma perché non una parola sul fatto che quest’Europa è tutta un’altra cosa?
Sei proprio sicura che, come dici, in quell’aula saranno presenti prima di tutto i diritti degli ultimi? Ti sembra opportuno parlarne senza accennare alle ragioni di fondo che rendono naturalmente una parte dell’umanità “gli ultimi”? Come puoi omaggiare il Capo del Governo tralasciando che è, con Berlusconi, Bersani e altri, responsabile dell’aumento corposo degli “ultimi” stessi?
Parli degli imprenditori suicidi e non parli delle responsabilità dell’imprenditoria legata alle banche e alla finanza internazionale. A proposito di questi suicidi, non una parola ti sfugge sul fatto che la campagna in atto serve a dire agli ultimi: vedete? Anche gli imprenditori si suicidano. Senza contare quelli, e sono la maggioranza taciuta, che neanche per scommessa puoi far passare per imprenditori.
Parli giustamente delle donne uccise, sottintendendo autorevolmente che bisogna superare una volta per tutte il problema della sudditanza della donna. Ve bene, ma come puoi nello stesso discorso omaggiare Francesco le cui posizioni sulle donne sono arcinote? Capisco… dovere istituzionale. E sia, ma cosa c’entra col fatto che non hai minimamente ricordato le condizioni obiettive riservate dalla società alle donne? Forse parlare della mancanza o del costo proibitivo degli asili e dei nidi d’infanzia, per dirne una, sarebbe stato meno specifico del femminicidio?
Per brevità ti risparmio considerazioni sugli esodati e sui disoccupati di cui hai parlato, così come ignoro il fatto che non hai accennato alle “missioni” militari all’estero.
Concludendo, senza malevolenza, credimi, ti dico onestamente che apprezzo il tuo sforzo di fare un discorso d’alto profilo, ma ti confesso che nel mio personalissimo gradimento, sicuramente, volendo si poteva fare di meglio.

1 commento:

Ade ha detto...

A parte alcune effettive omissioni o dimenticanze, probabilmente, però, il "tempo a disposizione" per un discorso di apertura,è troppo breve...

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