martedì 5 marzo 2013

QUE SE LIXE A TROIKA di Giorgio Cremaschi



Tutto il mondo politico italiano rappresentato nel nuovo parlamento, compreso il movimento 5  stelle, vive  in una nuvola lontana anni luce dalle drammatiche scadenze della crisi economica e dai vincoli europei.


Pare che tutte le principali forze abbiano dimenticato le politiche di austerità che ci hanno portato ai confini della catastrofe sociale in cui già è sprofondata la Grecia e in cui stanno scivolando Portogallo e Spagna, in un terribile contagio destinato ad estendersi.

Così si ignora che il prossimo governo, ammesso che se ne faccia uno, ha già i compiti e le decisioni assegnate dagli impegni assunti dal governo Monti e approvati quasi alla unanimità dal precedente parlamento. Questi impegni sono stati furbescamente ignorati in una campagna elettorale concentrata sul ruolo dei partiti. La crisi economica è diventata così quasi una derivata della crisi di questi ultimi. Troppo facile, purtroppo.u

Già alla fine di aprile i vincoli del pareggio di bilancio in Costituzione, che nessuna delle attuali forze parlamentari ha messo in discussione, faranno sentire il loro carico devastante. Quei vincoli fanno parte dell'insieme di servitù economiche contenute nel fiscal compact europeo, da noi sottoscritto nel totale vuoto di informazione della opinione pubblica.

Quel patto ci impegna a venti anni di politiche di austerità, tagli sociali, controriforme, per dimezzare il debito pubblico e pagarne i lauti interessi al sistema finanziario. E le autorità europee da questa primavera avranno il potere di controllo sulle nostre decisioni, mentre dall'autunno potranno addirittura correggere il nostro bilancio, se non sufficientemente  austero e rigoroso, esautorando il parlamento.

Questo è scritto nella sequela di patti che hanno commissariato il nostro paese e sottoposto tutto il continente al governo autoritario della Troika formata da Fondo Monetario Internazionale, Banca Europea, Commissione Europea.

La Troika  si è macchiata dei più infami crimini economici in Grecia e ora sta preparando la stessa ricetta per Cipro, mentre somministra una diversa dose della stessa medicina a Portogallo e a Spagna e mette noi sotto osservazione, preparando l'intervento.

Questo mentre tutte le forze parlamentari parlano di altro e soprattutto mentre i cittadini italiani continuano a non sapere che la loro democrazia è commissariata, che le decisioni più importanti sono già prese chiunque governi.

In tutta Europa il confronto politico principale avviene attorno alle politiche di austerità, e per fortuna cresce nelle opinioni pubbliche il rifiuto verso di esse. Quello che qui viene presentato da tutto il palazzo come un dato naturale non contestabile, altrove è il principale oggetto del confronto e dello scontro.

Chi l'ha detto che si deve continuare a morire per il debito? Dove è scritto che bisogna cancellare l'Europa civile e sociale per far quadrare i conti della finanza, così come vogliono le banche tedesche e i vari Marchionne sparsi per il continente?

Le politiche di austerità sono il nemico principale della democrazia in Italia ed in Europa. La lotta alla corruzione politica e ai privilegi di casta, per quanto essi siano intollerabili,  è  solo una piccola parte della lotta alle ingiustizie sociali. Le grandi banche e la grande finanza in un  solo minuto possono depredarci ben più di quanto possa fare la più corrotta delle caste politiche in una intera legislatura.

Sabato scorso un milione e mezzo di persone è sceso in piazza in Portogallo con  un semplice ed inequivocabile appello: "Que se lixe a Troika", che si fotta la Troika.

Nella Svizzera delle banche i cittadini hanno deciso con un referendum di mettere un tetto ai super bonus dei manager. In tutta Europa si diffonde uno spirito antiliberista e  anticapitalista.

Noi non siamo ancora a questo, tutto il nostro conflitto politico sembra ridotto alla questione del potere dei partiti, non al potere della Troika o delle multinazionali.

Ma anche se mascherato e depistato, il rifiuto delle politiche di austerità è alla base dello sconquasso delle elezioni. E siccome la crisi economica continuerà ad aggravarsi e i vincoli europei saranno sempre più insopportabili, ben presto lo spirito della rivolta sociale che percorre il nostro continente si manifesterà senza mediazioni anche da noi.

La democrazia italiana che oggi ci pare bloccata si rimetterà in moto quando sarà sottoposta al conflitto tra le scelte vere da compiere. Il confuso e ambiguo quadro attuale si chiarirà nei suoi contorni e nelle sue alternative quando l'urlo "si fotta la Troika " si alzerà anche dalle nostre piazze.


1 commento:

Giorgio ha detto...

Sono davvero piacevolmente sorpreso di aver letto una simile precisa e cruda analisi su temi scomodi che nessuno si sente di toccare.
Quelli del cartello ABC se ne guardano bene, avendo approvato e votato con la fiducia a luglio sia il famigerato MES che il fiscal compact e a dicembre il pareggio di bilancio con annessa adulterazione di ben tre articoli della Costituzione. I montiani e il loro capo ovviamente, no ci pensano neppure a ricordare ciò che il leader ha messo in atto e che, come dice saggiamente Cremaschi, è in scadenza.
Ieri Draghi ha ricordato per chi facesse finta di niente e per chi ha illusione di poter dirottare il transatrlantico Italia lontano dal gorgo eurocratico, come ormai ogni eventuale sforzo per sovvertire i piani della troika sarebbe vano e la nave può navigare "con il pilota automatico" su certe faccende ormai fuori dal controllo della nostra Repubblica Sovrana. Un ammonimento poco rassicurante a non cercare di interferire con i piani del conducente il quale ha mezzi e strumenti per eventualmente sostituirsi da Bruxelles al pilota automatico per imporre direttive in caso di emergenza dovuta al (citazione ) "RISCHIO SOVRANO" ..! RISCHIO SOVRANO???? ma questo e' un insulto bello e buono. un insulto al pari di quello proferito dal tedesco che definiva clown i vincitori delle elezioni. Le intromissioni e le ingerenze negli affari del nostro Paese iniziarono nell'agosto 2011 a cura della BCE e sono continuate con le piu' svariate azioni sia economiche (spread pilotato) che politiche (Merkel, PPE, Obama) per arrivare addirittura ai tentativi di interferire nelle elezioni politiche. Cremaschi fà riferimento ai moti di protesta dei paese vessati e umiliati dalle "politiche" finanziarie della troika e dei oteri forti eurocratici quali Portogallo e Spagna ma dimentica che il nostro Paese ha prodotto una protesta democratica dagli effetti ancora più pregnanti e decisivi: ha sovvertito l'assetto politico in una maniera democratica INIBENDO QUALSIASI AMBIZIONE DEL PROFESSORE A DIVENIRE L'AGO DELLA BILANCIA E POTERSI ARROGARE il diritto a volere un secondo governo tecnico nominato. Questo scampato pericolo, poco percepito e ancor meno evidenziato dai media, ci ha permesso di guastare le uova nel paniere di chi già preguistava L'INTEGRALE ASSOLVIMENTO DEI PUTNI PROGRAMMATICI MEDIOEVALI DELLA LETTERINA DELLA BCE DEL 2011. Per ora la brutta faccenda dlel'assogettamento integrale alla troika subisce uno stop e i proproisiti di rivedere i trattati a cura del M5S fanno ben sperare in un recupero di parte della nostra sovranità naziuonale, a partire dalla ri-contrattazione di importanti e penalizzanti ratifiche come quella del pareggio di bilancio... vero primo problema su cui il confronto delle parti politiche è ormai ineludibile o improcrastinabile.
COmunque, Cremaschi, La ringrazio di aver parlato ancora del vero nocciolo del problema, visto che è argomento poco trattato e poco diffuso, a causa degli scenari apocalittici che contempla e di INGIUSTIFICABILI RESPONSABILITA' DI CHI HA PERMESSO CHE IL PAESE FOSSE SVENDUTO IN QUESTO MODO.
Quindi, piaccia o no, gli Italiani hanno fatto qualcosa di più rispetto alle manifestazioni di piazxza e lo hanno fatto con l'unico movimento che CHIARAMENTE HA DICHIARATO IMPORTANTI TEMI PROGRAMMATICI SUL TEMA EUROCRATICO.
Io per primo, come molti altri, ho votato il M5S dopo aver appurato il loro interesse e la presenza nel programma di queste tematiche.
GRAZIE DEL BELLISSIMO ARTICOLO.

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