Nelle scorse settimane abbiamo promosso l'appello “perché la sinistra d'alternativa ritorni nel Parlamento italiano”.
Oggi
riteniamo utile aprire una interlocuzione al riguardo dei temi proposti
in vista dell'assemblea di sabato 1° dicembre organizzata dai firmatari
del documento “Cambiare si può”.
La
prospettiva sembra essere quella della presentazione elettorale di un
“quarto polo” posto al di fuori dal recinto del centro-sinistra e
dall'alleanza PD-SEL: un fatto politico da rimarcare come importante,
all'interno di una fase difficile e complessa.
E'
il caso allora di entrare nel merito delle opzioni di fondo che questo
possibile “quarto polo” dovrebbe necessariamente presentare
all'elettorato.
Dalle
scelte che compaiono all'interno dei diversi documenti e articoli fin
qui pubblicati ad opera dei promotori dell'assemblea sorge
spontaneamente una domanda:
“chi volete rappresentare, e come?”.
Rispondere
alla domanda potrebbe significare aprire un autentico processo di
riaggregazione di quei settori sociali e di movimento che stanno
impegnandosi nelle lotte, privi di adeguata rappresentanza, al fine di
ritrovare la smarrita consapevolezza di una piena identità di classe
attraverso la quale realizzare sul piano ideale, programmatico, delle
scelte politiche un chiaro indirizzo alternativo.
Ci
siamo interrogati sulle ragioni dell'assenza di una prospettiva di
fondo di trasformazione della società e di una proposta di medio periodo
capace di qualificare, pezzo per pezzo, l'iniziativa e la possibile
futura presenza istituzionale.
Serve
una effettiva opposizione e un'idea di alternativa collocate ben oltre
la semplice fuoriuscita dalle politiche liberiste a partire dai temi
dell'Europa, i cui parametri economici e politici non possono essere
“ri-contrattati” ma che occorre invece ridisegnare completamente.
1 commento:
Spero, con tutta la passione politica che mi pervade, che dal 1° dicembre possa nascere un'alternativa vera al sistema politico attuale ed a quello futuro, che purtroppo non si prospetta diverso: basta con le mezze misure, la pseudo-riduzione del danno, il meglio loro che gli altri, il meno peggio...Occorre far sorgere con tenacia e determinazione - adoperandoci per la massima inclusione - una forza d'urto che si contrapponga a Monti ed al Montismo-senza-Monti (da qualunque schieramento in campo rappresentati, chi un pò più e chi un pò meno) per ridare speranza alla nostra martorizzata gente, altrimenti annichilita e non in grado di reagire ai salassi continui ai quali è, è stata e sarà sottoposta...Non possiamo permettere che l'alternatività al neo-liberismo sia rappresentata da altri, non è giusto, lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo a chi vorremmo rappresentare, lo dobbiamo alla nostra storia ed al futuro...
Fausto Tenti (Segretario Provinciale Arezzo PRC...ma in questo caso persona che spera davvero tanto nel 1° dicembre...)
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