La riunione di oggi rappresenta un’ulteriore importante
tappa in quel percorso di costruzione di una soggettività politica comunista,
anticapitalista, di opposizione per l’alternativa che riteniamo sia assente nel
panorama politico italiano.
In questo senso non si rileva nessuna contraddizione fra
chi, in Ross@, pensa a un’Associazione politica che può seguire la sua strada e
chi, invece, come noi ritiene necessaria la formazione di un soggetto politico
compiuto che, proprio per il motivo di quell’autonomia di collocazione cui si è
appena accennato non risulterà residuale ideologicamente e politicamente né tanto
meno risulterà minoritario, dal punto d vista della sua vocazione fondativa.
La ricerca di un’identità adeguata alla qualità dello
scontro sociale e politico in atto dovrà essere avanzata in rapporto stretto
con quella che è stata la storia complessiva del movimento operaio sul piano
internazionale, ricostruendone i passaggi più delicati e, insieme, innovando
elementi decisivi sul piano teorico.
Il punto più importante, sul terreno della teoria politica,
è quello della necessità urgente di riflettere sull’intreccio tra quella che è
stata definita contraddizione principale tra capitale e lavoro e quelle
definite post – materialiste: dallo sfruttamento del pianeta a quella cognitiva.
Da questo intreccio deve uscire un progetto di scontro tra
capitalismo e anticapitalismo che ci riporti nella condizione concreta di
progetto per una società futura completamente alternativa a quella attuale:
questo deve essere il nostro obiettivo di fondo tenendo fermi i due pilastri
dell’internazionalismo e della lotta di classe.
Il tema più urgente, però, da affrontare sotto l’aspetto
dell’analisi politica nell’attualità è quello della guerra.
La possibilità concreta dell’esplosione di una guerra a
livello planetario (beninteso che non dobbiamo cadere nella trappola dello “scontro
di civiltà”) è quello che ha maggiore influenza sull’intero sistema di
relazioni internazionali.
La questione dell’Europa si colloca in quest’ambito: nella
fase che si è aperta, di superamento dell’idea della sola superpotenza “gendarme
del mondo” e della globalizzazione così come considerata nel primo decennio del
XXI secolo, verrà avanti con forza l’idea di un riallineamento atlantico nel
quadro di una ricostruzione sostanziale di un meccanismo di tipo bipolare.
E’ su questo punto che va aggiornata l’ipotesi di una
rottura dell’Union Europea piuttosto che sui temi dei Trattati o dell’Euro/Non Euro:
è tornata, sulla scena mondiale, la geopolitica (“conquista degli spazi vitali”
e “ dominio della disponibilità delle fonti energetiche”) e con questo fattore
è necessario fare i conti fino in fondo.
Dal nostro punto di vista la questione della pace appare
così essere uno dei punti fondamentali della possibile identità del soggetto di
opposizione per l’alternativa alla cui formazione stiamo già lavorando
concretamente: questione della pace in una visione assolutamente di tipo
internazionalista.
La questione della pace rappresenta il primo punto di forza
di una “unicità” dell’opposizione che deve risiedere nella qualità e nell’autonomia
della nostra capacità progettuale: autonomia che non deve significare comunque
il rifugio in una sorta di isolamento identitario, anzi deve portarci
costantemente a un confronto con un “pluralismo delle soggettività”.
Il secondo punto da analizzare riguarda la situazione
politica interna nel suo punto di particolare acutezza al riguardo della realtà
politica e sociale: quello della svolta autoritaria.
Una svolta autoritaria che va ben oltre il governo Renzi e l’analisi
delle (pur raccapriccianti) riforme costituzionali e istituzionali.
Una svolta autoritaria che appare un segno costante presente
oltre i confini nazionali (come abbiamo visto anche nella recente crisi di governo
in Francia) e che è contraddistinta dal
formarsi e dal consolidarsi, come è già stato detto in altra sede, non tanto e
non solo da una sorta di “partito unico” (come si può ben notare analizzando la
realtà del sistema politico italiano) ma da un vero e proprio blocco
capitalista all’interno del quale si concentrano tutti gli elementi dello
sfruttamento: del lavoro, del territorio, del sapere, dell’informazione, delle
capacità cognitive. Una visione di tipo totalitario che ci riporta alla memoria
le drammatiche ed esiziali esperienze del ‘900.
Appare così indispensabile che i temi della nostra opposizione,
quella da portare avanti tutti i giorni in stretto rapporto con il nostro
blocco sociale di riferimento, s’intreccino con quelli dell’identità comunista
e anticapitalista.
La prima risposta che dobbiamo fornire riguarda però il
tentativo in atto di cancellazione del concetto (e della stessa realtà) di
rappresentatività politica collettiva.
L’adeguamento a questa idea, attraverso la tragica
introiezione dei due “opposti estremismi” della personalizzazione e del
movimentismo, ha rappresentato la causa vera del crollo definitivo nella
presenza organizzata dalla sinistra in Italia: ed è proprio in virtù di quest’analisi
che la costruzione di Ross@ riempirà un vuoto se saremo capaci di proporre un
soggetto organizzato in maniera completamente diversa da ciò che sono stati –
loro sì – i soggetti residuali usciti dal tracollo dell’esperienza
governativista (compresa quella, del tutto micidiale, compiuta a livello locale
nelle Regioni, nelle Province e nei Comuni).
La lista Tsipras, sul giudizio della quale all’interno di
Ross@ sono avvenute fibrillazioni e si sono verificati distacchi fino al punto
da farne mutare natura e composizione politica, rappresenta niente di più e niente
di meno della del tutto fallimentare esperienza in continuità con quella della
Lista Arcobaleno presentata nel 2008.
Un’esperienza dalla quale intendiamo segnare un preciso,
netto, inequivocabile, distacco riproponendo autonomia e identità di un soggetto
di opposizione per l’alternativa, andando anche oltre – in questa espressione –
a quell’idea di “rottura del sistema PD”.
Oltre, perché non si tratta soltanto di rompere ma di
proporre, insieme, opposizione e alternativa di tipo “sistemico”.
Sei punti debbono contraddistinguere la capacità di Ross@,
in stretta connessione con il proprio blocco sociale di riferimento e della
disponibilità di lotta di avanguardie che ci sono e che – come abbiamo anche
già avuto occasione di verificare – dispongono di una capacità di
mobilitazione:
1) Il
tema della pace come punto prioritario d’analisi e d’azione nel quadro della
proposta di “rottura dell’Unione Europea”;
2) L’opposizione
secca al progetto di riforme costituzionali e istituzionali da svilupparsi all’interno
di un quadro di analisi politica relativa al concetto di rappresentanza che
deve richiamare, immediatamente, l’idea del sistema elettorale proporzionale;
3) Il
lavoro e la recessione costante dei diritti, fino all’idea di riscrittura dello
Statuto dei Lavoratori. Su questo punto non basta la semplice opposizione ma è
necessario contrapporre il massimo di mobilitazione sociale e di progettualità.
Specificatamente si impone qui il
discorso sulla necessità di costruire un sindacato confederale di classe,
considerata l’ormai conclamata e definitiva caduta di ruolo e di funzione della
CGIL;
4) Il
tema delle privatizzazioni nei settori produttivi strategici come quelli dell’energia,
in modo da bloccare qualsiasi ipotesi di nuovo piano industriale. Economia e
finanza: nazionalizzazioni, pubblicizzazioni, economia mista. Ecco punti sui quali
metterci a lavorare con grande serietà d’intenti al fine di realizzare davvero
quella progettualità alternativa “di sistema” che dovrà caratterizzare la
nostra identità. Non serve, sotto quest’aspetto, muoverci soltanto per via
difensiva o a “spezzoni”;
5) Il
tema dell’acculturazione di massa e della detenzione collettiva dell’insieme
delle capacità e disponibilità dell’informazione, della formazione, della
cultura. E’ il tema della scuola, dell’Università, dell’informazione, della
formazione complessiva che ormai si tende a ridurre esclusivamente alla logica
di un privato al servizio del potere capitalistico;
6) Lo
sfruttamento del territorio nelle sue varie forme e delle fonti vitali per
stessa sopravvivenza umana.
Sono questi gli assi portanti della politica dello
sfruttamento che s’intende perseguire in Italia, in Europa, nel Mondo per
soffocare tutte le istanze di liberazione, di eguaglianza, di solidarietà.
A noi, come Ross@, tocca anche lavorare al rinnovamento
delle forme di azione e di agibilità politica.
Senza un’organizzazione stabile sarà difficile affrontare
tutti nodi che abbiamo di fronte: ma ci serve anche un’organizzazione non
burocratica, agile, all’interno della quale il concetto di personalizzazione
deve essere superato dalla ricostruzione di un vero e proprio “intellettuale
collettivo” capace di svolgere effettivi compiti di direzione politica.
La nostra costante tensione deve essere rivolta verso la
rappresentanza sociale del conflitto nella sua dimensione di massa: è per
questo motivo che abbiamo avanzato l’idea di lavorare su di una proposta di “via
consiliare” al riguardo delle forme concrete di organizzazione che, nei
prossimi mesi, dovremo definire.
Sono queste le proposte, sommariamente elencate, sulla base
delle quali pensiamo sia possibile affrontare le prossime scadenze interne a
Ross@, dal coordinamento del 6 Settembre all’Assemblea Nazionale del 5 Ottobre:
senza però rinchiuderci in un dibattito esclusivamente nostro ma realizzando
già appuntamenti esterni, magari su temi specifici coinvolgendo anche altri filoni di pensiero e
diverse soggettività politiche, sociali e culturali.
Il nostro obiettivo ravvicinato è quello della costituzione
di un “Movimento per Ross@ soggetto politico”: in questo senso l’auspicio è che
la riunione di oggi, così ampiamente partecipata come stiamo vedendo,
rappresenti un momento di fondamentale sviluppo nella sua realizzazione.
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