Israele ha vouto restituire alla storia il Ghetto di Varsavia.
Sono state scritte, in questi giorni, pagine che apparivano tratte dalla "Banalità del Male" di Hannah Arendt, il resoconto del processo ad Heichmann. Il miglior commento possibile lo troviamo, ancora, in una pagina di Leibniz : " Ho visto qualcosa del progetto dell'abate di San Pierre per mantenere una pace perpetua di Europa. Mi fa ricordare la scritta di un cimitero con queste parole "pax perpetua": i morti infatti non si battono più..."
D'Alambert poi attribuirà l'idea dell'insegna a un mercante olandese. Idea che poi sarà ripresa da Kant nel prologo a "Per la Pace perpetua": "Se questa scritta satirica sull'insegna di una osteria olandese su cui è dipinto un cimitero, valga per gli uomini in generale o per i capi di Stato che non riescono mai a saziarsi delle guerre, o se invece debba valere soltanto per i filosofi che hanno questo dolce sogno.."
La notizia dell'avvio del ritiro delle truppe israeliane da Gaza ci ha suggerito questi pensieri riassumibili, appunto, banalmente: Hanno costruito un cimitero e lo hanno chiamato Pace".
Proprio come avvenne nel Ghetto di Varsavia.
Gaza, Israele ritira le prime truppe
Il premier: l’operazione va avanti
Netanyahu: «Faremo di tutto per riportare a casa il nostro soldato rapito». Fonti palestinesi: «Sabato 78 morti nella Striscia». Renzi al Cairo
Israele ha iniziato il ritiro unilaterale di parte delle sue truppe
dalla Striscia di Gaza, secondo quanto riferiscono i media israeliani.
Ma il premier Benyamin Netanyahu nella serata di sabato interviene e
dice: «L’offensiva va avanti fino a missione compiuta». Poco prima il
quotidiano online Haaretz aveva riferito che parte dell’esercito si era
ritirato di centinaia di metri dentro la Striscia verso il confine con
Israele, mentre le altre unità ancora a Gaza stanno completando la
distruzione dei tunnel di Hamas che, sempre secondo Haaretz, dovrebbe
concludersi entro 24 ore quando arriverà l’annuncio dell’esercito.
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I soldati israeliani al fronte, tra attesa e guerra
Netanyahu: «Avanti fino a missione compiuta»
Il
premier israeliano ha però spiegato che lo Stato ebraico intende
«rischierare» le sue truppe non appena completata la distruzione dei
tunnel di Hamas. In un discorso tv alla nazione Netanyahu ha fatto
sapere che «l’esercito israeliano continuerà ad agire a tutta forza
fino al completamento della sua missione». Operazione che continuerà fin
quando sarà necessario, ma che sta giungendo al termine. L’obiettivo è
la sicurezza dei cittadini di Israele. Finito il compito, tutte le
opzioni saranno sul tavolo. «Ogni ricostruzione e sviluppo di Gaza, con
gli aiuti per la ricostruzione, deve essere legata al disarmo di Hamas e
alla smilitarizzazione della Striscia». E ha aggiunto: «Hamas pagherà
un prezzo intollerabile» se continua a lanciare razzi.
Il soldato rapito
Netanyahu
ha poi parlato del soldato rapito. «Capisco la famiglia Goldin.
Israele farà di tutto per riportare a casa il loro figlio» ha assicurato
il premier dopo che la madre del sottotenente Hadar Goldin, ha
rivolto un appello ai dirigenti israeliani chiedendo di «non lasciare
Gaza» fino a quando non verrà liberato suo figlio.
Hamas: «Ritiro unilaterale non ci impegna»
Poco prima la replica di Hamas alla notizia di un ritiro unilaterale
di Israele dalla Striscia non ci «impegna» a niente. Il portavoce
dell’organizzazione Sami Abu Zuhri,citato dall’agenzia palestinese Maan,
ha sottolineato che Hamas «è pronta a continuare a combattere se
necessario», ma si regolerà a seconda di quello che succederà sul
terreno. «Netanyahu - ha spiegato un altro portavoce di Hamas - vuole
rivendicare falsamente una vittoria al suo governo e al suo esercito»,
ma non ha vinto.
La rinuncia di Israele ai colloqui del Cairo
Prima
di dare il via al ritiro unilaterale Israele ha deciso di non
partecipare ai colloqui in Egitto per arrivare a una tregua. Sulla
decisione del Gabinetto di difesa avrebbe pesato l’incertezza sulla
sorte del soldato rapito. Sabato l’esercito israeliano intanto ha
avvertito gli abitanti del quartiere di Beit Lahiya, nel nord della
Striscia, che è «sicuro» il rientro nelle loro case con l’avviso di
«fare attenzione agli ordigni esplosivi disseminati nella zona da
Hamas». Testimoni hanno riferito di aver visto i militari ritirarsi
dall’area.
Delegazione palestinese al Cairo
Per
negoziare una tregua nella serata di sabato è invece attesa al Cairo la
delegazione palestinese dell’Olp, mentre i rappresentanti di Hamas
dovrebbero arrivare domenica mattina. Nella capitale egiziana si
aspetta anche un assistente del numero due del Dipartimento di Stato
americano William Burns.
Si continua a combattere
Anche sabato sono proseguiti gli scontri nella Striscia. Almeno 44
palestinesi sono stati uccisi in seguito a un bombardamento nella città
di Rafah sabato mattina all’alba, secondo quanto riferito da un
funzionario sanitario palestinese, Ashraf al-Kidra. L’uomo ha spiegato
che il principale ospedale della zona è stato evacuato a causa degli
attacchi che venerdì hanno provocato la morte di almeno 70 persone e il
ferimento di 440 civili. I funzionari palestinesi fanno sapere che nella
città di Gaza nelle ultime ora hanno contato più di 150 attacchi aerei,
tra cui uno contro l’università. Secondo il portavoce del ministero
della Salute di Gaza, Ashraf al-Qedra sono almeno 78 i palestinese
morti sabato (3 i bambini) e oltre 400 feriti. Al-Qedra rende noto
inoltre che sono 1.648 i palestinesi rimasti uccisi dall’inizio
dell’operazione israeliana (quasi 300 sono bambini e adolescenti dice
l’Unicef), 8.870 sono stati feriti. Sul versante israeliano le vittime
sono 65, di cui 63 militari, più un cittadino straniero che lavorava in
una cooperativa agricola raggiunta da colpi di mortaio. Intanto, a
Washington si protesta contro i bombardamenti israeliani: 5mila filo
palestinesi (moltissimi americani) hanno manifestato in corteo davanti
alla Casa Bianca per dire no alla morte di civili.
Renzi in Egitto: «Liberare soldato israeliano»
«Faccio
mio l’appello di altri colleghi per l’immediato rilascio del soldato
israeliano rapito». Così Matteo Renzi, dal Cairo al termine
dell’incontro con il presidente egiziano al-Sisi, riferendosi alla
cattura del sottotenente israeliano 23enne Hadar Goldin da parte di
Hamas (che ha negato la cattura e ipotizza che il soldato sia morto «sotto le bombe»).
Il capo del governo italiano ha sottolineato che «l’Italia appoggia la
proposta egiziana per la risoluzione della crisi a Gaza» e che questa
«è l’unica possibilità per uscire dalla crisi». «Abbiamo bisogno di
un’Europa che sia ancora più decisa e forte nella politica estera» ha
poi aggiunto Renzi. Da parte sua il Presidente egiziano, Al Sisi ha
invece sottolineato: «I fatti di Gaza si ripetono periodicamente: 2008,
2012 e oggi nel 2014. Bisogna dare uno Stato e una speranza ai
palestinesi».
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