E’ per ragioni politiche, non certo per ragioni di retorica
nostalgia, che di seguito sono pubblicati alcuni passaggi dell’intervento
pronunciato da Umberto Terracini al congresso di Livorno del 1921 (il testo è
tratto dal “Resoconto stenografico del XVII Congresso Nazionale del Partito
Socialista Italiano, Livorno 15-20 gennaio 1921.) Contenuto in “Il socialismo
italiano tra riforme e rivoluzione. Dibattiti congressuali nel PSI 1892-1921 a
cura di Luigi Cortesi. Editori Laterza Bari 1969.)
Ci troviamo oggi, infatti, di fronte a ragioni di necessità
storica molto diverse da quelle di allora, con un’esperienza del tutto
particolare alle spalle ma anche con esigenze sociali e politiche molto
precise.
Per questo motivo vale la pena rileggere il passato perché
senza il riconoscimento delle proprie radici sarà impossibile progettare il
futuro.
Riconoscere il passato anche per dare atto a quegli uomini
di allora di essersi lasciate alle spalle remore e tatticismi, aver saputo
osare: il fascismo inflisse loro una tremenda sconfitta, ma dentro le loro
ragioni di quei giorni del 1921 stavano già gli elementi del riscatto
successivo, della lotta per vittoriosa contro il nazismo e il fascismo: si
legga l’ultima frase che ho inteso qui riportare del discorso di Terracini come
emblematica per il futuro e ancora valida per l’oggi.
Umberto Terracini
…Un Partito si forma quando le condizioni sociali lo
richiedono.
C’è una classe che acquista coscienza di se stessa, che
acquista un’organizzazione, che si pone una meta da raggiungere, una classe che
affiora nella vita politica e comincia a partecipare alla vita politica, e
allora si forma il Partito di quella
classe, e quando la classe si modifica, il Partito si modifica, e quando la
classe scompare il Partito scompare.
Oggi sulla scena politica internazionale vi è una classe che
avendo già molto operato negli anni passati, la quale avendo già molto
combattuto, ha acquistato in questi ultimi anni una conformazione speciale, e
si è posta una meta speciale da raggiungere che è la conquista del potere; e
allora il Partito di quella classe, che si era formato venti, trenta, quaranta
anni fa per quella determinata lotta, che non era quella della conquista del
potere, e si era affermato con quei determinati strumenti che non tendono alla
conquista del potere, oggi quel partito si modifica perché ha una meta nuova da
raggiungere.
E la creazione del Partito Comunista non è che la
risoluzione del problema della creazione del Partito di Classe del proletariato
che ha come sua meta la conquista del potere.
Occorre dunque risolvere pregiudizialmente una questione: “ se
il proletariato quest’oggi deve conquistare il potere”.
Occorre vedere se la situazione attuale internazionale è
tale per cui la classe proletaria deve andare verso la direzione della cosa
pubblica e sociale.
Se noi risolviamo questo problema noi avremo risolto anche
il secondo, cioè se occorre creare il Partito specifico per la conquista del
potere.
Orbene ci sono le premesse materiali rivoluzionarie in
Italia?
Io ho detto poco fa che ci sono.
Perché lo Stato borghese è in impossibilità di
funzionamento, perché la società borghese si spezza: noi vediamo gli organismi
massimi, i puntelli più forti di questa società borghese che mal ne reggono il
peso.
Le premesse materiali ci sono per la rivoluzione, e non so
se sia marxista dire che ad esempio tutti gli eccidi, tutte le convulsioni
delle folle, tutti gli scioperi, le agitazioni, i disordini che danno
un’apparenza di caos alla vita interna della società italiana, siano proprio il
risultato della mentalità di guerra.
E’ vero: la mentalità è un coefficiente nello svolgimento
degli avvenimenti sociali, ed anche da un punto di vista del materialismo
storico l’uomo, che ha un’anima, pesa nello svolgimento dei fatti.
Ma voler dare la responsabilità di tutto quanto avviene
soltanto a questo che è restato un residuo di mentalità di guerra, a questa
passione, a questa violenza bestiale che noi abbiamo respirato sui campi di
battaglia e vogliamo trasportare nelle piazze delle nostre città, questo non è
troppo giusto e non è troppo marxista.
No, ci sono dei disordini perché c’è il periodo
rivoluzionario, e il periodo è rivoluzionario non solo perché c’è disordine.
E quindi non crediamo con un’opera di rieducazione, di
gentilezza, con il disamo degli animi, di poter far sì che a un tratto in
Italia passino i disordini e ricominci la vita idilliaca e beata del periodo
pre-bellico. Oggi la situazione è mutata nell’anima e fuori dell’anima.
Oggi le premesse materiali per la rivoluzione ci sono.
Ci sono le premesse spirituali? Questo è il problema!
Ed è perché le premesse spirituali non ci sono, in Italia, che noi diciamo che occorre creare il Partito Comunista, perché solo la sua esistenza, l’esistenza cioè di un Partito che vuole andare alla conquista del potere in quella determinata forma che accennerò tra poco, può creare in Italia le premesse spirituali per la rivoluzione, che non è la mentalità sfrenata di violenza che non soltanto noi, per non dire non noi, compagni comunisti abbiamo adoperato e ci siamo affaticati per creare tra le masse italiane!
Ed è perché le premesse spirituali non ci sono, in Italia, che noi diciamo che occorre creare il Partito Comunista, perché solo la sua esistenza, l’esistenza cioè di un Partito che vuole andare alla conquista del potere in quella determinata forma che accennerò tra poco, può creare in Italia le premesse spirituali per la rivoluzione, che non è la mentalità sfrenata di violenza che non soltanto noi, per non dire non noi, compagni comunisti abbiamo adoperato e ci siamo affaticati per creare tra le masse italiane!
Getti la prima pietra chi di voi non ha fatto un discorso di
pazza rabbia e di violenza senza dare a questi discorsi un seguito effettivo!
Il Partito Comunista
è il creatore delle premesse spirituali della rivoluzione…
…Perché il partito
politico di classe è un’arma assolutamente necessaria per la lotta proletaria
della conquista del potere…
…Noi non pensiamo ai
piccoli ceti ristretti che fanno la rivoluzione e creano degli eroismi; non
siamo per la teoria degli eroi, anzi pensiamo che soltanto le masse, inquadrate
e ben dirette, possono compiere gradi cose, e non abbiamo il feticismo per
persone ed è per questo che pensiamo che il Partito non può lui solo fare la
rivoluzione, ma pensiamo che debba essere organizzato in una determinata
maniera, perché non sia di ostacolo alla rivoluzione.
Un Partito politico
di classe è quello che non crea la situazione ma sa sfruttare la situazione.
Il Partito politico
di classe è quello non che organizza e fa secondo la sua convenienza ma è
quello che non si lascia mai sorpassare dai fatti, è quello che li prevede e sa
guidarli verso una meta: è il Partito che ha questa meta da raggiungere…
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