giovedì 14 agosto 2014

Comunicato del “NOA” RIECCOCI, COME DA COPIONE di G.Angelo Billia



Non mi piacciono le citazioni, ma qualcuno ha detto, secondo me giustamente: “il comunista si muove fra le masse come il pesce nell’acqua”.
Ci sono due modi per combattere il nemico, uno è l’eliminazione fisica e l’altro è il contrasto politico-ideologico. La rivoluzione d’ottobre e la lotta partigiana sono esempi di “pesci nell’acqua” i quali, a causa delle situazioni reali nelle quali si muovevano, hanno potuto applicare concretamente ambedue i modi. I risultati conseguiti esulano da questa trattazione.

Eh sì, situazione reale. Pensando all’Italia e nello specifico alla TAV, vedo una lotta di popolo che, per le condizioni in cui si è sviluppata merita di essere indicata ai nostri figli e nipoti come esempio, ma guai se la presentassimo come un afflato rivoluzionario del popolo della Val di Susa. Una delle condizioni per rendere rivoluzionaria una lotta, importante, ma parziale, è che essa sia inserita nella realtà di un contesto tattico-strategico che abbia come obiettivo la rivoluzione, appunto.
Per conseguire quell’obiettivo non basta “sentirsi” avanguardia, occorre “essere” avanguardia. Non basta neppure definirsi “organizzazione”, anche qui occorre “essere”.
Capisco, la differenza non è da tutti percepibile perché a volte mancano le conoscenze storiche, altre volte semplicemente il senso della realtà, resta il fatto che, senza la consapevolezza che un movimento che lotta contro un obiettivo parziale, non cancella affatto i danni culturali prodotti fra le masse lavoratrici dal monopolio borghese dei media e dalla scelta di campo irreversibile fatta dall’ex PCI e affini, non si va da nessuna parte.
Ciò che accade attorno alla TAV ad opera delle istituzioni, è il tentativo di far apparire come terroristi coloro che combattono contro lo scempio ambientale-economico del traforo. La cosa ha la sua ragion d’essere nell’opera sistematica di disinformazione portata avanti dal regime, secondo la quale ogni oppositore, interno od internazionale è un “terrorista”, a prescindere. In parole povere si evoca, per converso, la legittimità della repressione per “salvare” gli “innocenti”, cioè le scelte scellerate del regime stesso.
In questa situazione, appare evidente che uno dei compiti principali dell’avanguardia è quello di conquistare le masse alla ragione obiettiva, insidiando i rimasugli di organizzazioni che un tempo avevano come scopo la difesa dei lavoratori e che oggi sono parte diligente della disinformazione imperante e non solo.
Non voglio scomodare paragoni con situazioni del passato, anche relativamente recente, ma certo il comunicato del NOA che invita alla lotta armata, ricorda molto “fughe in avanti” variamente pilotate, che sono servite al regime borghese per imbavagliare i movimenti di massa reali.
Nello specifico, prescindendo dalle convinzioni soggettive degli estensori, ma dando una risposta alla domanda di sempre “a chi serve”, affermo che serve a chi, nelle stanze del potere è impegnato a costruire le basi del potere assoluto.

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