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| Ross@ a Bologna il 2 agosto 2014 - Foto di Vincenzo Facciolo |
Il prossimo 6 Settembre il
coordinamento nazionale di Ross@ sarà chiamato a costruire in
termini politici l'assemblea nazionale di ottobre. Dal nostro punto
di vista si dovrà delineare la prospettiva di questa esperienza.
Inutile nascondere che esistono due diverse impostazioni a questo
riguardo. Intendiamo esplicitare il nostro orientamento e chiediamo
reciprocità di confronto e massima chiarezza.
Esistono volontà, risorse, capacità
di costruzione d’iniziativa politica per ravviare la fase di un
“Movimento per Ross@ soggetto politico” (adempiendo a quella
indicazione “costituente” contenuta nel dispositivo finale del
documento approvato all’unanimità il 29 Giugno e poi accantonato
senza spiegazioni nelle conclusioni della riunione successiva il 12
Luglio)?
La nostra risposta è assolutamente
affermativa in virtù essenzialmente dall’analisi di fase che
stiamo portando avanti. Il quadro internazionale e quello interno,
caratterizzato dalla trasformazione della nostra democrazia in un
vero e proprio Regime autoritario, reclamano la presenza di
un’opposizione sistemica, presente a livello politico e sociale,
che parta da un proprio adeguato “corpus” programmatico
all’interno del quale si declinino le nozioni fondamentali
d’internazionalismo, lotta di classe, affermazione di una “piena”
democrazia. L’opposizione “sistematica” rappresenta il punto di
riferimento teorico-politico che fa di Ross@ un soggetto del tutto
originale e autonomo all’interno del quadro politico italiano.
Perchè del tutto originale e
autonomo?
Perchè la realtà di quella che fu
l’antica sinistra “radicale” o “Arcobaleno” rappresenta
elementi di vera e propria drammaticità: sia sul piano
dell'autonomia d'analisi e proposta che nella carenza assoluta di
riferimento al riguardo delle insorgenze sociali presenti nel Paese,
estremizzate da una situazione d’impoverimento generale, di
disoccupazione, di subalternità del quadro parlamentare ai dettami
della Troika europea, dalla distruzione del welfare state.
Non ha senso attardarci nel cercare in
questi soggetti residui e fallimentari gli elementi utili per una
politica di alleanze di antico e ormai superato stampo, tanto più
che comunque si collocano come satelliti del regime imperniato sul
PD.
Il nostro messaggio va lanciato molto
più avanti: nel profondo delle lotte sociali e delle sedi di
riflessione politica più avanzata. Più presto daremo corpo a questa
assoluta necessità storica e più presto faremo a produrre quegli
elementi di sintesi che servono per far decollare il progetto di una
nuova soggettività politica della sinistra d’opposizione per
l’alternativa (che abbiamo denominato “Movimento per Ross@
soggetto politico).
Nessun concessione a idee di risulta -
e quindi minoritarie – date dalla raccolta delle macerie di
soggetti ormai superati. Men che meno risulta credibile un termine
come “soggetto politico” da utilizzare strumentalmente per
presentare una sorta di un “pensiero magico” per aggregare
“oltre” rispolverando quell'idea dell'unità della sinistra tante
volte fallita.
Questo è stato ampiamente dimostrato
nella fase iniziale di Ross@ dove la possibilità della doppia
tessera aveva permesso di raccogliere consensi e adesioni in buona
parte rivelatisi fallaci non avendo retto alle prime prove dei fatti
(Congresso CGIL, elezioni europee e politiche anti-troika).
Altrettando impossibili sono le
ipotesi di ritorno sulla scena di imitazioni del PCI.
Il vero segreto di una prospettiva
unitaria della sinistra sta proprio in questo punto: Ross@ assuma
anche un ruolo pivotale per la costruzione di un Fronte popolare
dell’opposizione.
Per far questo, però, Ross@ ha
necessità assoluta di strutturarsi e di proporre un progetto
compiuto: non è affrontando lotte settoriali che la capacità
complessiva di un progetto politico può svilupparsi positivamente
nelle difficoltà dell’oggi sul piano della militanza, della
disponibilità all’organizzazione, della quotidianità
dell’iniziativa sul luogo di lavoro, nelle scuole, là dove si
combatte tutti i giorni la battaglia dell’eguaglianza e della
solidarietà.
Non bisogna aver paura delle parole.
In particolare di quelle parole che il lessico del pensiero dominante
ha volutamente demonizzato: conflitto, classe, partito,
internazionalismo, …
Il tema dell’organizzazione politica
è sul tappeto, non può più essere nascosto e va affrontato senza
avere “paura della politica”.
Sulla forma della soggettività
possono essere avanzate molte ipotesi d’innovazione: dal nostro
punto di vista, proprio per fronteggiare l’innegabile distacco
esistente tra la politica e la gran parte dei soggetti sociali,
proponiamo una definizione di struttura politica sul modello della
“via consiliare”. Una proposta che vorremmo cominciare, da
subito, a discutere con tutti quelli che fanno parte di Ross@ e con i
tantissimi che guardano con attenzione all’idea del ritorno
nell’arena politica di un soggetto comunista, anticapitalista,
d’opposizione per l’alternativa.
Il “Movimento per Ross@ soggetto
politico” rappresenterà il terreno di impegno sul quale da subito
intendiamo misurarci per costruire collettivamente un percorso che ci
porterà alla definizione di una adeguata struttura politica.

2 commenti:
un ottima analisi condivisibile, se questa e una ripartenza saremo sulla giusta strada.ora tocca ai militanti porsi nei piani decisionali.babbo stefano
la drammaticità della vita quotidiana che vivono tante famiglie, dovrebbe indurre ogni organizzazione, che ritiene la lotta di classe dei lavoratori come strumento principe per cambiare lo stato presente delle cose, a valutare attentamente la proposta del fronte popolare dell'opposizione sociale e politica; il tentativo va fatto, se davvero si vuole rappresentare gli interessi degli strati sociali subalterni; si faccia questo tentativo senza cercare il pelo nell'uovo per attardarsi nella difesa del proprio orticello onde evitare contaminazioni letali per le proprie certezze, nell'attesa che maturi l'ora x per la rivoluzione; intanto le masse popolari continuano a vivere nell'incertezza quotidiana, e nella paura per il futuro.
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