mercoledì 1 maggio 2013

IL CAPOLAVORO POLITICO DEL PD di Franco Astengo




Il caso proprio appare, come si diceva una volta “più unico che raro”: non era mai accaduto, nella storia della Repubblica, che un partito riuscisse a compiere un capolavoro di autolesionismo come quello di cui è stato capace il PD nelle ultime settimane.


Non ricostruiamo, ovviamente, tutti i passaggi che hanno portato, prima alla rielezione di Napolitano e, successivamente, alla formazione del governo Letta: certo che se qualcuno avesse voglia di scrivere un florilegio delle dichiarazioni dei dirigenti “democrack” (come definisce il partito, da molto tempo, “Il Manifesto”) ci sarebbe proprio da divertirsi.

Ma l’essenza della questione sta da un’altra parte.

Cominciano, infatti, ad arrivare i sondaggi sull’indice di gradimento del nuovo esecutivo (a fortissima marca democristiana): ebbene che cosa ha calcolato l’IPR Marketing, istituto di fiducia del TG3, diretta dall’ultras bersaniana Bianca Berlinguer?

L’indice di gradimento complessivo del governo, secondo questa fonte, sarebbe del 51% (più o meno la sua base elettorale, perché alla somma di Centrosinistra, Centrodestra e Scelta Civica vanno sottratte SeL e Fratelli d’Italia, oltre alla Lega Nord che si è astenuta).

Ebbene, come si compone questo 51%: la fiducia negli elettori del PD è quotata al 36%, mentre sale al 71% quella riscontrata tra gli elettori del PDL.

Del resto nei giorni scorsi, Ilvo Diamanti analizzando la valanga di proteste provenienti da elettori e iscritti PD al riguardo dell’incarico di vicepresidente del Consiglio (e Ministro dell’Interno: un siciliano come Scelba e Restivo) ad Alfano, faceva notare come nessuno ricordasse come, se quello era il vicepresidente, il presidente era il vicesegretario del partito cui appartenevano (o votavano) i protestatari: un dato, evidentemente, che non veniva tenuto in alcun conto.

Un’operazione eseguita totalmente in perdita, in sostanza, nel discredito generalizzato dei propri elettori e nel plauso degli elettori avversari, quelli demonizzati per anni e al riguardo dei quali avrebbe dovuto esserci l’alternatività del bipolarismo.

Un elemento da segnalare e da riflettere, mentre lo stesso PD cerca di correre ai ripari assumendo le vesti di partito “vero”, con l’abolizione delle primarie per l’elezione del segretario (si torna al congresso…) e del modello Westminster (che in Italia, in verità, ha sempre fatto un po’ ridere..).

Probabilmente si assisterà anche, all’interno del PD, alla formalizzazione e alla strutturazione delle correnti superando l’ambiguo concetto di “area” che fin qui aveva caratterizzato la struttura di un partito che se davvero ha fallito un obiettivo è stato quello dell’esercizio della cosiddetta “vocazione maggioritaria”.

Quali saranno gli esiti immediati di questo tracollo nel riguardo del complesso dell’elettorato?: non ci pare il caso di commentare i sondaggi riguardanti le forze politiche, da questo punto di vista i sondaggisti – per tornare a essere minimamente credibili – debbono dimostrare di aver abbandonato lo “schema fisso” usato nel corso della campagna elettorale appena concluso, ritrovando una capacità di rendere flessibile il proprio asse di riferimento nel porre le domande a seconda degli avvenimenti che possono influenzare fortemente il giudizio delle elettrici e degli elettori.

Del resto tra pochi giorni, il 26 e 27 Maggio avremo sott’occhio i dati di un’importante tornata elettorale amministrativa: e saranno risultati “veri”.

Forse, in quell’occasione, sarà l’esito elettorale di Siena a darci davvero il polso della situazione.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Annoto in calce che tra le mille anime del PD si annidano anche gli spiriti ""liberi"", coloro i quali dichiarano l'assoluta importanza e priorità della base e del necessario avvicinamento ad essa e alle sue volontà. Che belle anime questi spiriti leggeri, questi visini belli e giovani : intendono incarnare il cambiamento, ma si guardano bene da una coerente rottura e fuoriuscita dal partito. Cosa replicherebbero costoro ? Credo ci griderebbero parole così "noi vogliamo cambiare dall'interno il partito!!" Come no..... La verità, quella che almeno saltuariamente va scritta, è invece riassumibile in una questione di massimo confort: loro amano guardare il paesaggio della base dalla business class e gridare "ehi laggiù, noi siamo con voi, noi rappresentiamo voi, noi siamo il cambiamento". Intendevo riferirmi a Serracchiani, Civati e altri ? credo proprio di si . Michele

Anonimo ha detto...

..E va'bene tutto:
-che l'emergenza del momento (effettiva ma come noto generata da elementi pilotati di origine dichiaratamente finanziaria e non appartenenti al mondo produttivo relae)imponga l'inciucio ... OOPPSS! non si può dire ..è stato bandito e censurato il termine, rettifico: imponga le larghe intese;
-che un intero blocco elettorale di sinistra stia metabolizzando la tossina inoculata dal proprio partito e se ne stia facendo una ragione;
-che gli organismi incaricati di traghettarci fuori dalla crisi siano palesement epersonaggi filo europeisti a prescindere e non si facciano problemi ad accettare misure e politiche comunitarie ormai rifiutate da tutto il gotha dell'econ0omia mondiale tra cui una lunga serie di premi Nobel;
-che il PD sia in ostaggio del PDL oltre che della troika..
e và bene tutto ....
MA CHE ORA, SENZ AMANDATO ELETTORALE DI QUEL POPOLO SOVRANO TITOLARE, SI INTEND AANCHE MANOMETTERE LA COSTITUZIONE AD USO E CONSUMO DI CHI INTENDE ASSOGETTARE E SOTTOMETERE COMPLETAMENTE LA REPUBBLICA AI POTERI EUROCRATICI...QUESTO NO.
SI VERTGOGNINO I POLITICI ITALIANI (O PRESUNTI TALE) CHE OFFRONO ASSIST E APPOGGIO A QUESTO PROPOSITO IN QUESTO CASO CHE SAREBBE RALMENT EUN GOLPE.
LA COSTITUZIONE E' CHIAR AANCHE PER QUANTO RIGUARDA LA SUA MODIFICA E LA PRIOMA PARTE, MI SPIACE PER I LIQUIDATORI,
...E' I-N-T-O-C-C-A-B-I-L-E-!

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