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| Immagine dal sito: www.presseurop.eu |
...Rovesciare
questa Europa è condizione necessaria per riprendere il cammino della
democrazia e della crescita sociale. Di questo si devono convincere tutte le
forze democratiche che oggi siano davvero intenzionate ad opporsi al governo.
...Non basta dire
un semplice no a Letta e a Alfano, bisogna alzare la voce fino a che quel no lo
senta quella Troika che guida autoritariamente tutti i governi del continente.
Se qualcuno
davvero aveva creduto che il nuovo governo si distaccasse di qualche centimetro
dal percorso segnato dal governo Monti, ora dovrebbe ammettere di essersi
sbagliato.
Il patetico
viaggio in Europa di Enrico Letta ha dimostrato che non c'è trippa per gatti.
Chi è che diceva che dobbiamo rinegoziare? Cosa poi? Quante inutili
chiacchiere.
Noi non abbiamo
goduto neppure del parziale indulto della pena concesso a Francia e Olanda. Se
rispettiamo quel rigore che ha prodotto in Italia la più grave depressione
dagli anni trenta del secolo scorso, ci tolgono dalla procedura d'infrazione,
cioè ci lasciano esattamente come siamo ora. E poi basta, per il resto dobbiamo
fare le "riforme".
Così la crisi
diventa eterna. Viene smentita ufficialmente la precedente disonesta previsione
di governo e Banca d'Italia, che vedeva la luce della ripresa in fondo al
tunnel del 2013. Se ne riparla alla fine dell'anno prossimo. Secondo Prometeia
nel 2020 saremo ancora dentro la crisi. I disoccupati ufficiali saliranno ancora
fino al 2014, dopo non si sa. Insomma il disastro sociale che è avvenuto in
Grecia, Spagna e Portogallo, è alla fine
giunto anche da noi.
La ragione di
fondo è molto semplice, l'Europa non è la soluzione, ma il problema.
Le attuali
istituzioni europee sono organizzate e programmate per una politica economica
di rigore liberista. Non possono e non sanno fare altro che ciò che stanno
facendo, cioè la distruzione dell'Europa sociale. Chi va in Europa o in
Germania per rinegoziare l'austerità, se onesto, ha la stessa ingenuità di un
liberale che prima del 1848 fosse andato alla corte di Vienna dal conte di
Metternich per chiedere la Costituzione.
L'Europa ideale
non alloggia nelle attuali istituzioni,
quella reale invece può solo essere rovesciata se si vuole un nuovo edificio,
costruito su altre basi.
Siccome la
politica italiana dominante considera
una bestemmia solo accennare a questo, si condanna all'impotenza e al delirio
maniacale su quello che non c'entra.
La convenzione
sulla riforma costituzionale è una mostruosità incostituzionale, come ci ripete
giustamente Rodotà, ma è il solo modo che la politica dominante ha trovato per
compiacere OCSE, Troika, tutti coloro che ci chiedono "riforme".
Siccome
accettiamo la controriforma liberista che ci viene imposta dall'Europa e dalla
finanza mondiale, dobbiamo per forza fare la controriforma della nostra
Costituzione. E se non ci riusciremo, saremo ancora una volta inefficienti,
vecchi, non competitivi.
Con la stessa
logica la disoccupazione di massa è
tornata un altra volta ad essere una questione di flessibilità. La legge
Fornero è troppo rigida, ci vuole qualche tacca di precarietà in più, la
ritoccheremo ha detto Letta. Che così si accinge a vincere la non facile
impresa di essere più a destra di Monti. A quando la pensione a ottant'anni?
Rigore,
competività, flessibilità sono le parole malate che tornano a dominare il
dibattito politico, come accade da
trenta anni.
Allo stesso
modo,la grande novità che CGIL CISL UIL e Confindustria sanno elaborare è un altro
patto corporativo, che cancelli il dissenso e il conflitto nei luoghi di lavoro
e prometta sviluppo in cambio di produttività. Il fallimento di Marchionne che
da tre anni somministra questa nuova dose della
stessa ricetta, non insegna nulla, anche questo nuovo giro di vite sul
lavoro lo chiede l'Europa.
Siamo un paese
paralizzato che ripete sempre lo stesso errore perché le classi dirigenti tutte
sono o complici o vittime della sindrome europea. Ogni ferocia sociale che ci
vien fatta precipitare addosso nasce al grido: "lo vuole l'Europa".
Bene la sola
vera e utile novità politica è che anche in Italia ci sia finalmente un
movimento politico che nel nome della democrazia e dei i diritti sociali dica
no a questa Europa.
Qualcuno che
oggi governa con Berlusconi ci risponderà che questo è populismo di destra. No
è questa Europa che alimenta il peggio di
sé con il liberismo delle sue istituzioni. È questa Europa che
fornisce sempre nuova vita a Berlusconi
e a quelli come lui.
Rovesciare
questa Europa è condizione necessaria per riprendere il cammino della
democrazia e della crescita sociale. Di questo si devono convincere tutte le
forze democratiche che oggi siano davvero intenzionate ad opporsi al governo.
Non basta dire
un semplice no a Letta e a Alfano, bisogna alzare la voce fino a che quel no lo
senta quella Troika che guida autoritariamente tutti i governi del continente.

2 commenti:
E non è forse l'uscita dall'euro il metodo migliore per uscire da questa Europa ?
Certo , quando parliamo di uscita dall'euro dobbiamo necessariamente associarci : la fine del divorzio tra banca d'italia e parlamento; la ripresa del pieno controllo della politica fiscale etc.., come viene mirabilmente spiegato da bagnai : http://www.sinistrainrete.info/europa/2453-alberto-bagnai-lqagenda-bagnaiq-e-la-maldicenza-e-mediocrita-molto-tenaci-.html
Però che peccato...
Come sarebbe stato bello fare l'europa dei popoli...
Chi ha creduto all'Europa dei Popoli è stato specialmente il blocco di partiti di matrice comunista ma , a differenza di tutti gli altri, avevano già previsto la deriva del sistema economico capitalista verso la catastrofe finanziaria ove l'egemonia delle banche ha prevalso sulle persone e i loro diritti. Nonostante gli avvertimenti che mai si sono stancati di offrire, sul fallimento del modello capitalistico, purtroppo, anch'essi sono caduti trappola del piano di un europa delle banche e dei poteri forti. Non poteva essere che così...!...il miraggio di un europa dei popoli ha fottuto tutti, anche quelli che disponevano dell'antidoto alla tossina del capitalismo. Spero che oggi abbiano rinunciato a credere a quel miraggio e si siano resi conto della effettiva forza malefica del sistema che stanno combattendo. Neppure se la socialistizzazione convolgesse tutta l'area europea si potrebbe avere la certezza di riuscire a sovvertire il sistema finanziario che stà imperando. Anzi..per certi versi temo che alcuni poteri forti siano addirittura radicati dove non dovrebbero essere...
come pare ormai evidente anche a casa nostra...
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