Il caso proprio appare, come si diceva una volta “più unico
che raro”: non era mai accaduto, nella storia della Repubblica, che un partito
riuscisse a compiere un capolavoro di autolesionismo come quello di cui è stato
capace il PD nelle ultime settimane.
Non ricostruiamo, ovviamente, tutti i passaggi che hanno
portato, prima alla rielezione di Napolitano e, successivamente, alla
formazione del governo Letta: certo che se qualcuno avesse voglia di scrivere
un florilegio delle dichiarazioni dei dirigenti “democrack” (come definisce il
partito, da molto tempo, “Il Manifesto”) ci sarebbe proprio da divertirsi.
Ma l’essenza della questione sta da un’altra parte.
Cominciano, infatti, ad arrivare i sondaggi sull’indice di
gradimento del nuovo esecutivo (a fortissima marca democristiana): ebbene che
cosa ha calcolato l’IPR Marketing, istituto di fiducia del TG3, diretta
dall’ultras bersaniana Bianca Berlinguer?
L’indice di gradimento complessivo del governo, secondo
questa fonte, sarebbe del 51% (più o meno la sua base elettorale, perché alla
somma di Centrosinistra, Centrodestra e Scelta Civica vanno sottratte SeL e
Fratelli d’Italia, oltre alla Lega Nord che si è astenuta).
Ebbene, come si compone questo 51%: la fiducia negli
elettori del PD è quotata al 36%, mentre sale al 71% quella riscontrata tra gli
elettori del PDL.
Del resto nei giorni scorsi, Ilvo Diamanti analizzando la
valanga di proteste provenienti da elettori e iscritti PD al riguardo
dell’incarico di vicepresidente del Consiglio (e Ministro dell’Interno: un
siciliano come Scelba e Restivo) ad Alfano, faceva notare come nessuno
ricordasse come, se quello era il vicepresidente, il presidente era il vicesegretario
del partito cui appartenevano (o votavano) i protestatari: un dato,
evidentemente, che non veniva tenuto in alcun conto.
Un’operazione eseguita totalmente in perdita, in sostanza,
nel discredito generalizzato dei propri elettori e nel plauso degli elettori
avversari, quelli demonizzati per anni e al riguardo dei quali avrebbe dovuto
esserci l’alternatività del bipolarismo.
Un elemento da segnalare e da riflettere, mentre lo stesso
PD cerca di correre ai ripari assumendo le vesti di partito “vero”, con
l’abolizione delle primarie per l’elezione del segretario (si torna al
congresso…) e del modello Westminster (che in Italia, in verità, ha sempre
fatto un po’ ridere..).
Probabilmente si assisterà anche, all’interno del PD, alla
formalizzazione e alla strutturazione delle correnti superando l’ambiguo
concetto di “area” che fin qui aveva caratterizzato la struttura di un partito
che se davvero ha fallito un obiettivo è stato quello dell’esercizio della
cosiddetta “vocazione maggioritaria”.
Quali saranno gli esiti immediati di questo tracollo nel
riguardo del complesso dell’elettorato?: non ci pare il caso di commentare i
sondaggi riguardanti le forze politiche, da questo punto di vista i sondaggisti
– per tornare a essere minimamente credibili – debbono dimostrare di aver
abbandonato lo “schema fisso” usato nel corso della campagna elettorale appena
concluso, ritrovando una capacità di rendere flessibile il proprio asse di
riferimento nel porre le domande a seconda degli avvenimenti che possono
influenzare fortemente il giudizio delle elettrici e degli elettori.
Del resto tra pochi giorni, il 26 e 27 Maggio avremo
sott’occhio i dati di un’importante tornata elettorale amministrativa: e
saranno risultati “veri”.
Forse, in quell’occasione, sarà l’esito elettorale di Siena
a darci davvero il polso della situazione.

2 commenti:
Annoto in calce che tra le mille anime del PD si annidano anche gli spiriti ""liberi"", coloro i quali dichiarano l'assoluta importanza e priorità della base e del necessario avvicinamento ad essa e alle sue volontà. Che belle anime questi spiriti leggeri, questi visini belli e giovani : intendono incarnare il cambiamento, ma si guardano bene da una coerente rottura e fuoriuscita dal partito. Cosa replicherebbero costoro ? Credo ci griderebbero parole così "noi vogliamo cambiare dall'interno il partito!!" Come no..... La verità, quella che almeno saltuariamente va scritta, è invece riassumibile in una questione di massimo confort: loro amano guardare il paesaggio della base dalla business class e gridare "ehi laggiù, noi siamo con voi, noi rappresentiamo voi, noi siamo il cambiamento". Intendevo riferirmi a Serracchiani, Civati e altri ? credo proprio di si . Michele
..E va'bene tutto:
-che l'emergenza del momento (effettiva ma come noto generata da elementi pilotati di origine dichiaratamente finanziaria e non appartenenti al mondo produttivo relae)imponga l'inciucio ... OOPPSS! non si può dire ..è stato bandito e censurato il termine, rettifico: imponga le larghe intese;
-che un intero blocco elettorale di sinistra stia metabolizzando la tossina inoculata dal proprio partito e se ne stia facendo una ragione;
-che gli organismi incaricati di traghettarci fuori dalla crisi siano palesement epersonaggi filo europeisti a prescindere e non si facciano problemi ad accettare misure e politiche comunitarie ormai rifiutate da tutto il gotha dell'econ0omia mondiale tra cui una lunga serie di premi Nobel;
-che il PD sia in ostaggio del PDL oltre che della troika..
e và bene tutto ....
MA CHE ORA, SENZ AMANDATO ELETTORALE DI QUEL POPOLO SOVRANO TITOLARE, SI INTEND AANCHE MANOMETTERE LA COSTITUZIONE AD USO E CONSUMO DI CHI INTENDE ASSOGETTARE E SOTTOMETERE COMPLETAMENTE LA REPUBBLICA AI POTERI EUROCRATICI...QUESTO NO.
SI VERTGOGNINO I POLITICI ITALIANI (O PRESUNTI TALE) CHE OFFRONO ASSIST E APPOGGIO A QUESTO PROPOSITO IN QUESTO CASO CHE SAREBBE RALMENT EUN GOLPE.
LA COSTITUZIONE E' CHIAR AANCHE PER QUANTO RIGUARDA LA SUA MODIFICA E LA PRIOMA PARTE, MI SPIACE PER I LIQUIDATORI,
...E' I-N-T-O-C-C-A-B-I-L-E-!
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