sabato 29 dicembre 2012

CAPITALISMO, CORRUZIONE ED ECONOMIA CRIMINALE di Giorgio Cremaschi

Siccome non son mai stato una vittima del nuovo in politica, di quel nuovismo attraverso il quale si sono perpetuate da trenta anni le stesse politiche e le stesse classi dirigenti, non mi scandalizza che la lista del cosiddetto quarto polo sia diventata l'ennesima lista personale, ove il leader è la sostanza della proposta. Né mi sconvolge che i partiti siano alla fine l'architrave della lista. I partiti esistono sempre e chi li rifiuta semplicemente ne sta fondando un altro.
Ciò che non mi convince della coalizione Ingroia è l'ordine delle priorità e il messaggio  di fondo del programma annunciato dal suo leader.
L'Italia è un paese devastato dalla corruzione e dalle mafie, una parte della classe politica è soggetto  contraente di questo sistema, i berlusconiani, una parte è debole o subalterna, Monti e anche il PD. Una lotta vera alle mafie e alla corruzione finora non si è fatta per colpa di questa classe politica e il paese ne paga i costi con la crisi economica. Mettere al governo una classe dirigente che distrugga davvero le mafie è condizione di giustizia e base per una ripresa economica non pagata dai più poveri.
Questa a me pare la sintesi del pensiero di Ingroia e non  c'e dubbio che essa individui uno dei nodi della crisi italiana. Il peso della corruzione, della evasione fiscale, della criminalità nella nostra economia è da tempo documentato.
Tuttavia non mi pare che questo possa essere sufficiente a motivare  una lista alternativa ai principali schieramenti ed in particolare a Monti. Il quale ha nella sua agenda temi e proposte molto vicine a quelle di Ingroia proprio su questo terreno.
L'attuale presidente del consiglio mette al centro del suo programma liberista l'idea che in Italia una buona economia emergerà dalla  distruzione dell 'economia corporativa e criminale. E non a caso individua in Marchionne l 'esempio imprenditoriale da esaltare sulla via delle ''riforme'. Il liberismo  è spesso criminale per i suoi risultati sociali, ma chi lo propugna può proporsi  di combattere l'economia criminale.
Naturalmente Monti mette al primo posto della sua agenda la politica di austerità, così come viene definita dai vincoli del fiscal compact, del pareggio costituzionale di bilancio, dei trattati europei. La lotta alla criminalità economica e mafiosa sarebbe ancora più stimolata da questi vincoli, perché essi ci imporrebbero di trovare lì i soldi che servono per lo sviluppo. Ingroia afferma di combattere il montismo, ma perché allora non contesta questo punto che è il punto cardine di esso? Perché nel suo discorso d'investitura è assente la critica ai vincoli europei e del capitalismo internazionale, quello formalmente onesto?
A mio parere questo non avviene perché Ingroia pensa   che la questione sociale ed economica siano una derivata della questione criminale e che basti essere rigorosi davvero e non a parole, per creare le condizioni economiche per la giustizia e lo sviluppo. No non è così.
Per affrontare questa crisi economica da una punto di vista alternativo a quello di Monti si deve programmare un gigantesco intervento pubblico nell'economia e la rottura di tutti i vincoli europei. O si segue questa strada oppure ci si deve affidare al mercato magari regolato.
 Non è un caso che il PD sia spiazzato dalla candidatura di Monti. Perché ha sinora sostenuto una politica di mercato e non ha alcun programma realmente alternativo  ad essa.
Una politica del pubblico e dell'eguaglianza sociale richiede un forte controllo democratico sull'economia. E qui diventa decisiva la lotta a mafie e corruzione. Perché il liberismo si è sempre alimentato con il corrompimento della classe politica.
Tutto il sistema delle partecipazioni statali è stato privatizzato sventolando le tangenti e le mazzette dei  manager pubblici e dei politici che li controllavano. È lì che è nata la egemonia anche a sinistra della ideologia del mercato come antidoto alla corruzione. Ma come ci ha insegnato Bertold Brecht è più profittevole fondare una banca che rapinarla.
Nella crisi attuale la priorità è la lotta alla disoccupazione ed al super sfruttamento del lavoro e dell'ambiente. Questa la può fare davvero solo il pubblico, e  per questo il potere pubblico dev'essere liberato dalla criminalità e dalla corruzione. Perché dobbiamo affidargli una nuova politica economica e sociale.
Per me l'alternativa a Monti nasce dalla rottura con le politiche liberiste Europee e con quella economia criminale amministrata dalla Troika internazionale che ha distrutto la Grecia. Dove oggi trionfa l'economia illegale. La questione sociale comanda sulla lotta alla criminalità e non viceversa. Questa è la differenza di fondo tra la lotta alle mafie dei liberali onesti e quella del movimento operaio socialista e comunista. Una differenza ancora più vera oggi, se davvero ci si vuol collocare su un fronte alternativo a tutto il quadro politico liberista dominante.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Che dire se non che Cremaschi ha ragione! Ci si apettava una lista di sinistra che avese come primo punto la rinegoziazione degli accordi europei, il rifiuto del pareggio in bilancio e del fiscal compact e invece ci troviamo a sentire la solita tiritera sulla giustizia e la mafia, per carità, giusta, ma che va inquadrata in un quadro sociale di lotta al capitalismo, che è il produttore stesso della mafia e della corruzione. E si lascia alla destra di Berlusconi l'agitazione su un tema fondamentale come la messa in discussione del fiscal compact, perchè il cavaliere lo dice. Insomma, andiamo male, credo che con la lista Ingroia manco si arriverà al quorum, ma è poi tanto male? Piuttosto che esserci con pochi deputati di provenienza eclettica, senza un programma chiaro, parte dei quali si accorderà subito con il PD e altri rimaraano a fare testimonianza, forse è megli ocontinare a fare lotte politiche e sociali come negli utlimi cinque anni.

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