domenica 9 dicembre 2012

ALTERNATIVA, AUTONOMIA, OPPOSIZIONE: TRE PUNTI DA CHIARIRE SUBITO di Franco Astengo



Qualità dei programmi, autorevolezza delle candidature: questi elementi saranno sicuramente indispensabili per far sì che una ancora futuribile lista di “sinistra d’alternativa” ,possa muoversi con ragionevoli probabilità di successo nella prossima campagna elettorale, al fine di realizzare  l’obiettivo di un ritorno nel Parlamento Italiano.
A questi elementi ne vanno però anteposti altri, che debbono rappresentare, con grande chiarezza, un fondamento di indispensabile coerenza politica perché questa possibile presentazione elettorale abbia piena dignità e riesca a convincere il proprio elettorato di riferimento:

1)      ALTERNATIVA: deve essere particolarmente netta l’indicazione di una alternativa, non semplicemente posta sul piano politico immediato ma come visione concreta di rappresentanza dei ceti sociali più deboli, della contraddizione di classe, di una visione di società radicalmente diversa dall’attuale;
2)      AUTONOMIA: per fare in modo che la proposta di alternativa possa risultare credibile è necessario sviluppare il massimo di autonomia di pensiero e di azione, sul piano dell’espressione dei contenuti e sul piano delle dinamiche politiche. Un’autonomia che deve derivare, essenzialmente, da una capacità di rappresentare l’insieme dei soggetti protagonisti delle contraddizioni sociali dell’oggi, fornendo una capacità di sintesi programmatica e di efficace intermediazione anche sul piano della rappresentanza istituzionale. Inoltre sarà soltanto attraverso una espressione di piena autonomia, realizzata anche nel corso della campagna elettorale, che potrà essere possibile pensare seriamente alla formazione di una nuova soggettività politica, un partito, della sinistra alternativa che è assente, in questa fase, all’interno del sistema politico italiano.
3)      OPPOSIZIONE: anche questa indicazione deve risultare particolarmente precisa. La campagna elettorale, ma non solo e ben oltre – ovviamente- sul piano della capacità politica complessiva del soggetto che s’intende promuovere, dovrà essere svolta indicando nell’opposizione complessiva a questo quadro politico, la sola collocazione possibile nel Parlamento e nel Paese. Senza timori di essere costretti a fronti comuni perché “Annibale è alle porte” e senza concessioni di sorta a eventuali espressioni di ambizione soggettiva e di gruppo, mascherate magari da pseudo-intenti unitari. L’unità, indispensabile, delle forze che si richiamano all’idea dell’alternativa, potrà essere realizzata soltanto da “questa parte” del sistema politico, tra chi – appunto – si oppone prima di tutto al liberismo imperante, che non è soltanto appannaggio del centrodestra o dei “professori”, ma pensa anche alla necessità di proseguire la lotta anticapitalistica, come è necessario in questo momento storico.
Le preposizioni appena sopra ricordate appaiono ancora più valide se rapportate alla stretta attualità : le dimissioni annunciate dal primo ministro Monti e la prevedibile accelerazione nei tempi della crisi proiettano direttamente lo stesso Monti verso la candidatura con il sostegno, se ne vedranno le forme concrete, dei partiti che lo hanno sostenuto fino in fondo, PD e UDC, sulla linea del cosiddetto “rigore” e dell’altrettanto cosiddetta “credibilità internazionale”.
Uno scenario complesso, forse non facilmente inquadrabile in questo momento e pur tuttavia perfettamente plausibile che rende ancor più evidente e necessaria la presenza di una sinistra fondata sui tre elementi che abbiamo cercato qui di indicare: ALETERNATIVA, AUTONOMIA, OPPOSIZIONE


1 commento:

felice besostri ha detto...

Assolutamente d'accordo che una sinstra deba essere alternativa e autonoma, sono due prerequisiti per definirsi di sinistra, senza bisogno di essere rivoluzionari, sul metodo per la conquista del potere ci si può dividere ma il mdo di esserre e gli obiettivi finali debbono prevdere una società diversa da quella esistente.
la terza gamba OPPOSIZIONE è assolutamente da respingere. Trovarsi all'oposizione può esere un dato di fatto, ma la scelta di collocarsi prima dele elezioni all'opposizione ha unb senso soltanto se si rifiuta in linea di principio la democrazia rappresentativa, ma allora va detto con chiarezza. Soltano chi rifiuta il sistema parlamentare, squalificandolo come parlamentarismo, può proporsi di essere opposizione. Esere minoranza come punto di partenza è realistico, ma pensare di non avere un programma nell'interesse della maggioranza del popolo italiano toglie forza alla proposta. Se non si è convinti delle proprie proposte, come giyste e buone anzi le migliori, perché gli elettori dovrebbero dsarci fiducia. Non si va in parlamento per fare testimonianza o per farne tribuna per denunciare il capitalismo e la borghesia. Megio allora organizzare moti sociali o preparare la rivoluzione. Cogliamo o no che dietro le politiche economiche dominanti non c'è soltanto il peggioramento delle condizioni economiche, ma la scomparsa della democrazia, ne sono il segno il rafforzamento degli esecutivi rispetto ai parlamenti, una magistratura che entra nei conflitti di potere rinunciando alla sua terzietà. L'emergenza democratica deve essere al primo posto, invece si è avuta una sinistra complice, compresa quella che voleva elezioni anticipate con la legge elettorale vigente, invece di fare una battglia di principio per la forma di governo parlamentare e una legge elettorale proporzionale.La centralità del parlamento contro la Costituzione è stata minata dal porcellum. L'elezione si faceva prima delle elezioni, erano nomine riservate ad una oligarchia partitocratica di 100 max 200 persìone che hanno nominato 945 parlamentari. Quel parlamento ha tolto autorevolezza e prestigio alla massima espressione democratica. Nonb solo il comportamento degli eletti compravenduti in misura mai vista. Un parlamento che agisca nell'interesse dela nazione non si sarebbe fatto commissariare. Invece si voleva votare per la terza volta con il porcellum. Il disegno sta riuscendo. Quindi se si vuol mantere la speranza bisogna proporsi di vincere non di stare all'opposizione.

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