La natura propagandistica del governo Renzi appare sempre più evidente,
oltre al balletto sulle “coperture” dei famosi 80 euro in busta paga, è da
assegnare a questo tipo di categoria anche la lettera inviata all’UE per richiedere il rinvio al 2016 del pareggio
di bilancio.
La “situazione di eccezionalità” richiamata nella lettera sarebbe dovuta alla
necessità di sbloccare il pagamento da parte della Pubblica Amministrazione di debiti
dovuti alle imprese: si tratta di un chiaro riferimento, anche in questo caso, a esigenze di carattere elettorale dovute alla
scadenza del 25 Maggio, giornata nella quale gli esponenti del governo si giocano una fetta
importante del loro destino politico: allora 80 euro e pagamenti alle imprese tutto fa brodo nel
minestrone della propaganda.
Il problema posto nella lettera inviata dal Governo all’UE è però reale, ma è risolvibile soltanto muovendoci in una sola
direzione: quella della denuncia dei Trattati comunitari con la conseguente
rottura dell’Unione.
Questo primo punto, denuncia dei Trattati e rottura dell’Unione deve però essere accompagnato da un altro elemento sul quale aprire la discussione:
è necessario anche presentare un progetto di un’impalcatura istituzionale europea del tutto alternativa a quella
esistente.
L’Europa rimane, infatti, il
solo possibile campo d’azione politico nell’attualità e,
proprio in ragione di questa considerazione va analizzato un altro punto
decisivo riguardante i cambiamenti in atto nello scenario geopolitico.
Un punto che riguarda il profilarsi di una ripresa del confronto bipolare
tra le due superpotenze imperialiste, Russia e USA: in quest’ambito, come abbiamo già avuto modo di osservare
proprio in questi giorni, il rischio è quello
del mantenere in piedi un’anacronistica “fedeltà atlantica” trasformando l’Europa in una base USA.
Due elementi: la necessità di rompere i Trattati e di schierare l’Europa dalla parte della pace s’impongono per definire il
quadro di una possibile politica europea delle forze anticapitaliste, d’opposizione e di alternativa.
La lista Tsipras pare ferma all’antico “Manifesto di Ventotene”: per non lasciare campo libero alla destra i
soggetti della sinistra d’opposizione
verso l’UE hanno l’obbligo di fare un salto “dentro la politica”.
1 commento:
Sono sostanzialment edaccorod con Astengo: la denuncia di trattati iniqui, frettolosamente e incautamente firmati e ratificati dal governo "tecnico", sostenuto da PD PDL e UDC, forse in ossequio ai diktat della "medioevale" ( per le inaudite misure che invocava) letterina del 5/8/2011 dela BCE, pare l'unica strada percorribile, pe rporcedere al'abbattimento di questa istituzione poco credibile e afflitta da una genesi anomala e viziata forse da interessi poco vicini alle esigenz edei vari paesi membri.
Io vedo quale unioca opportunità in alternativa all'l'isolamento del nostro paese, una ocnfederazione composta dai paesi del sud europa bagnati dal Mar Mediterraneo, la culla della civiltà, quali Spagna Portogallo, Francia, Italia, Grecia e ovviament eTurchia per ovvi motivi strategici. Una specie di nuovo MEC dove le identità dei paesi siano rispettati, tale da avere un importante peso politico ed economico con il resto dell'europa germano-centrica.
Posta un commento
La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie