mercoledì 16 aprile 2014

CINA VICINA di Marcello Pesarini




 Seguendo il TG 3 ieri sera ho visto un interessante servizio sugli scioperi operai in Cina, molto partecipati e continui.
 
Una riflessione sulle crepe dell’informazione di Stato è sempre utile. Durante giornate segnate dalle premesse elettorali di Matteo Renzi, dall’arroganza sorella dell’ignoranza delle sue ministre, dai venti di guerra soffiati da oltre Atlantico che sottolineano l’inesistenza di un pensiero europeo, la nostra originalità di Sinistra ci deve soccorrere. Proviamo a confrontare i famosi “Due pesi e due misure”.
Seguendo il TG 3 ieri sera ho visto un interessante servizio sugli scioperi operai in Cina, molto partecipati e continui. Si tratta di scioperi operai, legati ai ritmi di lavoro ed alle paghe, inseriti in un modello che dal 1976 del Dopo Mao si è sempre più avvicinato all’Occidente mantenendo e potenziando, senza che noi ce ne vergognassimo, lo sfruttamento dei lavoratori. Chi scrive ha tessera PRC, collabora volentieri con  SEL, si impegna nella CGIL. Mi si scusino eventuali svarioni ideologici, spero che l’esperienza mi aiuti.
Dopo una spiegazione sul difficile equilibrio fra uno sviluppo forzato e controllato ed un mercato libero, il giornalista ha puntualizzato che le forze dell’ordine non contrastavano i manifestanti se non quando si avvicinavano troppo ai palazzi simboli del potere. Speriamo non ci sia una nuova Tien An Men, oppure che ce ne siano tante fino a poter riparlare di lotta di classe.
Facendo un parallelo con le manifestazioni italiane, i cui protagonisti non sono certo principi ereditari o indossatrici di moda, debbo dire che in Italia è sufficiente spesso la sola manifestazione per dare nell’occhio, e l’occupazione di stabili sfitti per ospitare persone indigenti e senza tetto per mettere in moto tutte le forze dell’ordine. Vorrei qui riportare, parlando di queste ultime lotte, citando solo Casa de’ Niantri di Ancona e Angelo Mai di Roma, ed evitando i grandi  teleschermi, come anche lotte concrete e strutturate, non manifestazioni che per loro natura nascondono pericoli di spettacolarizzazione e deviazione, siano comunque un pericolo per i palazzi del potere. Parlando di quanto è successo ad Ancona, occupazione a Natale di un ex asilo in disuso da parte di 50 senza tetto, fra migranti ed altri italiani, da parte di centri sociali e pezzi di sinistra, la sollevazione di un lembo del tappeto che copriva i disagi della società capoluogo delle Marche, ha incontrato nemici nella Sinistra, nel Centro Sinistra e nei Sindacati. Si potrebbe dire che chi ha avuto, magari strumentalmente, qualche parola intelligente e non si è accodato ai cori scandalizzati, siano stato il Centro Destra e la gente che si incontra nelle strade. A due mesi dallo sgombero forzato, che ha impiegato tutti i corpi dell’Ordine, i senza tetto sono stati spartiti in varie soluzioni tampone volute dal Comune, si cominciano a gestire non si sa come i nuovi profughi dall’Africa ma i ben pensanti in tanti palazzi, anche senza potere, hanno paura solo di discutere di queste cose.
Ricordo una visita di Gorbaciov in Italia, con incluso incontro con i nostri presidenti e primo ministro. In parallelo uno sciopero della CGIL o azione simile; dai giornali benpensanti si scriveva:”Il vostro capo si incontra con i democristiani, e voi cosa e chi contestate?”.
Chiedere diritti è doveroso e si rischia la repressione in Cina: in Italia invece è sbagliato?


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