lunedì 21 aprile 2014

DISASTRO ITALIA: NON RESTA CHE RIVOLGERCI AL PAPA PERCHE’ PREGHI PER GLI OPERAI? della redazione di "Perchè la Sinistra"




 Si tratta della fotografia di un disastro che dura ormai da troppo tempo e sta fiaccando non solo l’economia ma il tessuto stesso vitale del Paese sfibrando le persone, cancellando la loro stessa possibilità di vita.
 
Mentre s’intensificano gli “sbarchi della disperazione” in Sicilia e dall’Africa migliaia di donne, bambini, uomini cercano in Italia e in Europa un minimo di dignità per vivere, i dati dell’IST diffusi oggi ci dicono di milioni di cittadine e cittadini italiani posti ormai al limite della sopravvivenza quotidiana.
Oltre un milione di famiglie, in particolare al Sud, risultano sprovviste di qualsiasi fonte di reddito da lavoro dipendendo da sussidi vari e facendosi aiutare dai nonni che riscuotono ancora una pensione (il 50% tra questi si colloca al di sotto dei 1.000 euro il mese).
Si tratta della fotografia di un disastro che dura ormai da troppo tempo e sta fiaccando non solo l’economia ma il tessuto stesso vitale del Paese sfibrando le persone, cancellando la loro stessa possibilità di vita.
Intanto gli operai di Piombino (della storia “Magona d’Italia) hanno realizzato un video (in collaborazione con la CGIL) nel quale si rivolgono al Papa perché pronunci una parola in difesa della loro fabbrica che sta per essere chiusa dopo che la privatizzazione della siderurgia aveva aperto alla logica speculativa del “padrone” bresciano Lucchini.
Una preghiera al Papa in luogo di uno sciopero, la lotta di classe relegata a una categoria dello spirito.
Domani approderà in Parlamento il job act, già oggetto delle solite – stucchevoli – polemiche politiche attraverso le quali si evita accuratamente di andare al nocciolo della questione: quello della creazione di lavoro “vivo”.
Non serviranno a nulla le liberalizzazioni, la possibilità di prorogare contratti a termine e periodi di apprendistato e la finta lotta alla burocrazia.
Serve uno sforzo grandioso destinato a investimenti soprattutto pubblici che rimettano in moto i settori strategici dell’industria e delle infrastrutture: le infrastrutture che possono servire davvero a una nuova fase di sviluppo del Paese così come una politica ambientale ed energetica alternativa rispetto a quella fin qui portata avanti.
Occorre spostare i termini dell’economia dalla finanza agli investimenti e nel far questo il ruolo del pubblico deve risultare determinante.
L’Europa si oppone, seguendo la logica dei Trattati? I Trattati vanno denunciati subito: occorre reclamare che si muova subito in questa direzione, organizzare la lotta, andare avanti nell’elaborazione di proposte politiche chiaramente alternative.
Il “disastro Italia” è stato generato certamente dalle condizioni generali dell’economia e dalla gestione capitalistica del ciclo ma soprattutto è stato dovuto dalla pessima qualità di governo del Paese espressa da centrosinistra e centrodestra omologati nel seguire i dettami liberisti che ci hanno cacciato in questa drammatica situazione.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il fatto che gli operai si rivolgono al Papa per difendere i propri diritti la dice lunga della credibilita' che ha raggiunto la sinistra (?) in Italia.I miei complimenti al PD che e' stato il principale artefice della distruzione delle aspirazioni democratiche e progressiste dei lavoratori.

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