Un controsemestre di lotta, per opporsi al governo Renzi e alla Troika
E’ riuscita al di là delle aspettative l’assemblea di ieri a Roma per discutere come affrontare in termini di lotta l’appuntamento del semestre europeo a guida Renzi. Sala piena, sedici interventi di realtà politiche, sindacali e sociali rappresentative ( Ross@, Cobas, Usb, reti come “Noi saremo tutto” o campagne come quella degli studenti di “Noi restiamo” ed ancora Rete No War, opposizione Cgil, Rete dei Comunisti, Sinistra Anticapitalista, Clash City Workers, Prc, Pcl etc,) hanno discusso fuori dai denti la necessità di ricostruire lo “spirito della mobilitazione del 18 e 19 ottobre” per affrontare con maggiore forza e unità i diktat che l’Unione Europea e il governo Renzi caleranno sulla società italiana appena si sarà diradato il polverone elettorale e le conseguenti operazioni di “melina”.
L’obiettivo della disarticolazione del lavoro per
renderlo totalmente subalterno, le privatizzazioni delle
municipalizzate, i rischi di guerra alle “porte dell’Europa”,
l’autoritarismo crescente come modello di imposizione di una governance
oligarchica, sono stati i temi evocati in più interventi.
Le proposte avanzate, che verranno definite in un
nuovo incontro “largo” il prossimo 20 maggio, riguardano le
mobilitazioni a ridosso dell’inizio del semestre europeo e quelle da
mettere in piedi con una campagna coordinata durante i sei mesi in cui
l’Italia sarà la sede dei vertici dei ministri europei sulle numerose
materie di conflitto con i diktat dell’Unione Europea.
Tra le proposte in discussione quella di una
manifestazione nazionale a Roma nella seconda metà di giugno, a cavallo
quindi tra la manifestazione per i beni comuni convocata per il 17
maggio e la mobilitazione intorno al vertice sulla disoccupazione che,
per ora, pare indicato per l’11 luglio a Torino (anche se a Bruxelles
circolano voci su un vertice europeo inaugurale a Firenze nello stesso
periodo). Ma soprattutto c’è stata convergenza su due aspetti
importanti: la necessità di muoversi in modo più unitario possibile per
includere nella mobilitazione un blocco sociale più ampio di quello che è
stato espresso dopo le giornate del 18 e 19 ottobre e prevedere i sei
mesi di campagna per il contro-semestre come sbocco e prosecuzione
coordinata, organizzata e naturale della manifestazione di giugno. Una
campagna che articoli i temi, una modalità comune di lavoro ed una
conseguente agenda di iniziative centrali e locali da giugno a dicembre.
Nel frattempo si andrà in piazza insieme il 1 maggio nelle varie città e
il 17 maggio a Roma.
Dunque una proposta di mobilitazione che intende
essere inclusiva – anche se non sono mancati rilievi critici alle
manifestazione del 12 aprile e alla rimozione operata contro le
possibilità messe in campo dalle giornate del 18 e 19 ottobre e che la
manifestazione di giugno intende ricostruire – ma che ricade interamente
sul senso di responsabilità delle forze che hanno promosso l’assemblea
di ieri e di quelle che hanno preferito “strappare” per muoversi su una
prospettiva differente.
Ancora una volta si delineano le potenzialità e le
possibilità offerte dalle contraddizioni che presenta la realtà, ma si
intravede ancora la difficoltà nel riempirle di contenuti, soggetti e
modalità d’azione capaci di dare espressione politica ad un blocco
sociale antagonista ai diktat del governo Renzi e dell’Unione Europea.
Un passo avanti sicuramente, ma c’è ancora molto lavoro da fare.
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