Giovedì 20 Giugno ore 20.45
Savona Piazza Pippo Rebagliati
Sala chiamata del porto
Presentazione del
MOVIMENTO POLITICO ANTICAPITALISTA E LIBERTARIO Ross@ (Rete per la organizzazione Sociale Solidale @anticapitalista)
Il programma - Gli obiettivi
presentazione del gruppo Ross@savona
Interviene Giorgio Cremaschi
Un articolo di Giorgio Cremaschi
Ma è puramente
casuale che il PD come forza politica macini successi, mentre come forza di
governo registri un fallimento dopo l'altro?
Non credo questa
sia una domanda assurda, anche se non la vedo minimamente accennata nello
svolgersi quotidiano del talk show
politico.
Il PD ha
realizzato alle amministrative un vero e proprio sfondamento, non riconducibile
ad altri successi del passato. Galleggiando sapientemente sulla sfiducia di una
metà dell'elettorato, che in parte ha già disinvestito il voto di protesta sui
5 Stelle. Approfittando della disgregazione in atto nella destra, a cui basta sempre meno il soccorso di Silvio
Berlusconi. Usufruendo della lunga crisi e del processo di dissoluzione della
sinistra radicale, nonché del solido appoggio del concerto delle parti sociali
fondato su CGIL CISL UIL e Confindustria, il PD si è posto al centro di un
sistema che controlla quasi completamente e che occupa oramai quasi tutto lo
scenario politico ufficiale.
Il sistema PD
attrae forze a destra nel mondo dei poteri economici e della Chiesa Ufficiale.
A sinistra ha riassorbito Vendola, Landini, persino settori dei centri
sociali. E con questa costellazione di
corpi attratti da varie direzioni, ha stravinto le amministrative.
Il sistema PD ha
in realtà ben poco a che vedere con il vecchio PCI, la cui struttura restante
viene sempre più utilizzata come logistica e fureria. Non è un caso che il
segretario del partito sia un ex socialista, il presidente del consiglio un
democristiano, così come lo è il possibile leader alternativo.
La dialettica
intera al PD e al suo sistema non ha nulla a che vedere con quella interna ai
vecchi partiti di sinistra, essa è un incrocio di alleanze e contenuti
intercambiabili tra loro a seconda delle cordate che si costruiscono, e dei vari
leader che si presentano alla ribalta politico televisiva.
Sotto questo
aspetto il sistema PD ha quasi integralmente occupato lo spazio del vecchio
pentapartito. Un pentapartito che sfonda a sinistra e spinge ai margini le
destre e le sinistre che vogliano restare incompatibili, mentre opera per la
distruzione del Movimento 5 stelle. In questo ben aiutato dalle contraddizioni
e dalla debolezza culturale e politica che sta rivelando quel movimento.
Così Berlusconi,
nonostante vorrebbe stare all'opposizione, sta al governo e SEL e la Lega, nonostante siano alla opposizione,
si comportano come se fossero al governo.
Così il sistema PD dilaga elettoralmente e sembra
persino smentire la cosiddetta "legge del PASOK ", il partito di
centrosinistra greco schiantatosi nella politica di austerità e unità nazionale
con la destra. Da noi su quella politica il sistema PD trionfa e la destra
crolla. Ora ci si accinge persino a riformare la Costituzione per adeguarla al
sistema di potere vincente, che non vuole più esserne condizionato. Quello che
non è riuscito a Bettino Craxi, la "grande riforma presidenzialista",
pare possibile al sistema PD presieduto da Giorgio Napolitano.....Eppure....
Mentre i
risultati elettorali del PD inanellano i segni più, quelli economici presentano
una valanga di meno.
La politica economica del governo di larghe
intese sta già fallendo non solo e non tanto perché la
disoccupazione di massa si espande senza freni. È evidente infatti che essa è
anche il prodotto voluto delle politiche economiche di austerità ed è da
escludere che i governanti che attuano queste politiche non sappiano che esse
cancellano posti di lavoro.
La questione di
fondo è che tutta questa distruzione non è affatto creatrice di nuovo sviluppo.
Tra tutti i dati economici negativi di questi giorni, quello più significativo
e nuovo è la caduta delle esportazioni.
Ma come, si
agisce sulla leva della disoccupazione e su quella della precarietà per avere
un lavoro flessibile e disponibile a basso prezzo. Si lascia andare in malora
il sistema industriale e produttivo contando sulla crescita della competitività
di ciò che rimane. Si distrugge stato sociale per far fronte al debito e
attirare capitali Esteri....
Insomma si
restringe tutto il sistema per vendere di più all'estero, e poi si scopre che
tutti i paesi stanno facendo la stessa
cosa e quindi proprio le esportazioni cadono. E a causa della recessione senza
fine il debito pubblico, la cui insostenibilità ci spiega Napolitano ci obbliga
all'austerità, il debito pubblico aumenta.
Ci vorrebbe un
piano Marshall, afferma Marchionne sbagliando il paese dove fare una così acuta
affermazione. Quel piano, infatti, fu finanziato dagli Stati Uniti nel
dopoguerra anche per impedire con la crescita economica la crescita comunista
nella Europa distrutta. Marchionne dovrebbe parlarne a Obama, non a Renzi.
Così tra
chiacchiere e battute la casta politico manageriale che ci governa ci porta
alla rovina senza neppure accennare a fare qualcosa di diverso da ciò che ha
fatto fino ad ora. Tutti vincoli europei sono intoccabili, anche se poi se ne lamenta il
peso e la politica di austerità continua
a mietere le sue vittime.
Non c'è luce in
fondo al tunnel e le speranze alimentate dal palazzo servono solo,a tener buone
le persone. Indietro, al benessere relativo del passato, non si torna e avanti
non si va. Si precipita nella crisi con
crescente velocità.
Per la
particolare storia politica italiana il sistema PD è diventato il centro motore
di tutte queste politiche e della loro
inevitabilità. D'altra parte la destra si occupa di giudici, CGIL CISL UIL di
non si sa cosa, , e una forte sinistra
anticapitalista e anti austerità che sappia proporre alternative, in Italia non
c'è a differenza di altri paesi d'Europa.
Così la vittoria
del PD tra la metà del paese che va ancora a votare, diventa, al di là delle
buone intenzioni di tanti, lo specchio
di un declino. Il PD oggi non è il partito del cambiamento, ma quello
della onesta rassegnazione a fare il meglio in
assenza di alternative.
Quanto durerà
questo stato felice? Fino al verificarsi di due possibili conseguenze : il collasso drammatico del processo di crisi,
o la ripresa del conflitto sociale e politico contro l'austerità e i suoi
interpreti . Meglio darsi da fare per la seconda che rassegnarsi ad aspettare
la prima.

1 commento:
Trionfo del PD ?
Ma il PD non ha perso voti anche a queste amministrative ?
Mi sembra che Cremaschi stia ragionando un po' troppo con le lenti del paradigma elettorale, in realtà si può solo dire che il PD sia stato quello che ha subìto meno degli altri partiti l'astensione, che è il vero dato politico rilevante.
Come dicono benissimo gli autori in questo bell'articolo http://www.sinistrainrete.info/sinistra-radicale/2865-g-bausano-e-e-quadrelli-gli-insegnamenti-delle-giornate-di-roma.html , l'astensione , al di là delle rituali prese di posizione d'allarme, è un dato voluto e perseguito dalle oligarchie che di tutto hanno bisogno meno che della partecipazione democratica.
Le masse popolari ormai hanno privato di legittimità questo sistema parlamentare e si stanno guardando attorno, la parabola del M5S ne è una controprova : ha suscitato mirabolanti speranze quando sembrava che potesse incarnare quel salto nell' "oltre" desiderato da tanti ma quando si è visto che in realtà quel movimento non riusciva ad andare oltre scontrini e filmini di parlamentari fuori posto lo hanno abbandonato.
Questa esperienza ci dà indicazioni preziose, e cioè che ci sono spazi per forze anche "di rottura" , ma guai a deludere le masse, "Rossa" dovrà riuscire in quello che per il M5S data la sua natura piccolo-borghese era impossibile riuscire : e cioè essere ad un tempo momento di critica radicale dell'esistente ma anche elemento propulsivo verso una soluzione veramente nuova.
Ma dovremo dimenticare certe parole che solo a pronunciarle ci si declassa agli occhi di sempre più nostri connazionali : "PD", "PDL", "SEL"...
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