martedì 4 giugno 2013

TURCHIA: PROCLAMATI SCIOPERI MENTRE LA RIVOLTA PROSEGUE di AA VV

Immagine emblematica del modello di
comunicazione immediata dalla Turchia
durante gli scontri
dal sito: http://www.ilpost.it
Le notizie reali, i video, le immagini dalla Turchia arrivano quasi esclusivamente via twitter e social network, e a pochi giornalisti occidentali. Intanto sono state proclamate giornate di sciopero.
Riportiamo di seguito una serie di link utili per seguire da vicino quel che sta avvenendo e un articolo comparso stamane su Rassegna.it ed un elenco utile per seguire da vicino quel che sta avvenendo.


Via Twitter la lista alla quale iscriversi per avere news costanti ed in tempo reale è:
https://twitter.com/xho/info-turchia a cui afferiscono anche i principali reporter free-lance, locali e attivisti turchi. Ricordiamo che l'hastag è e
 
Segnaliamo questa selezione di interessanti articoli e blog (se potete fate girare, grazie):

http://www.balcanicaucaso.org/aree/Turchia/Occupy-Gezi-la-Turchia-grida-no-ad-Erdogan-137004

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=76851&typeb=0 

http://mazzetta.wordpress.com/2013/06/02/la-turchia-che-dice-no/

http://www.mobeseizle.com/2012/05/taksim-meydan-canl-izle.html

http://myphilosofia.com/creative-blog/people/whats-next-turkey/#.Ua2czs7SWBu  (in lingua inglese)

http://italiansonline.net/iolblog.php?b=8&c=0&a=944&p=0

http://www.lastampa.it/2013/06/04/esteri/noi-i-ragazzi-di-piazza-taksim-cos-nata-la-rivoluzione-uZSxgbfsDmabwH8kCifx1I/pagina.html



Turchia: i sindacati proclamano due giorni di sciopero

Non si placa la protesta contro il governo Erdogan a Istanbul e in tutto il paese. Il Kesk, confederazione dei lavoratori pubblici, ha proclamato due giorni di astensione dal lavoro contro la repressione. Intanto, c'è una terza vittima tra i manifestanti
Resta tesissima la situazione in Turchia ad una settimana dall'inizio dei disordini iniziati per difendere Gezi Park, ad Istanbul, minacciato dalla costruzione di un centro commerciale, e poi sfociati in una grande protesta contro il governo del premier Recep Tayyip Erdogan e in particolare contro alcuni provvedimenti approvati di recente che, secondo i manifestanti, sarebbero segnali del tentativo di islamizzare la società.

Scendono in campo anche i sindacati turchi. Il Kesk - la Confederazione dei sindacati dei lavoratori pubblici - ha proclamato due giorni di sciopero per protestare contro la repressione delle manifestazioni antigovernative. E' quanto si legge in una nota pubblicata sul sito web dell'organizzazione, citata dall'agenzia d'informazione 'Dpa'. “Il terrore di Stato messo in atto contro proteste assolutamente pacifiche sta continuando in modo tale da minacciare la sicurezza della vite dei civili”, è scritto nella nota.  

E intanto sale a tre il numero dei morti negli scontri in Turchia. La nuova vittima, Abdullah Comert, è un ragazzo di 22 anni deceduto in ospedale dopo essere stato colpito da un colpo d'arma da fuoco durante scontri nel sud della Turchia al confine con la Siria ed è poi deceduto in ospedale. Lo ha annunciato la televisione privata Ntv.

“Abdullah Comert - spiega Ntv - è rimasto gravemente ferito da alcuni colpi sparati da una persona non identificata”. Secondo un parlamentare del partito di opposizione, Hasan Akgol citato da Ntv, Comert Abdullah era membro del del Partito Repubblicano del Popolo (Chp). La polizia ha avviato un'indagine sulle circostanze della morte.

La prima vittima si chiamava Ethem Sarisuluk. E' deceduto ad Ankara dopo essere stato colpito da un colpo di arma da fuoco alla testa. La seconda vittima aveva 20 anni. Il ragazzo è morto ad Istanbul investito da un taxi che si è lanciato contro la folla di manifestanti. Proprio ieri sera, durante una visita in Marocco, il premier islamico Recep Tayyip Erdogan, spiegava: “la situazione in Turchia si sta calmando e al mio ritorno da questa visita i problemi saranno risolti”. Ma poco dopo la sua dichiarazione, piazza Taksim a Istanbul si riempiva nuovamente di manifestanti e scoppiavano nuovi tafferugli che si sono visti anche ad Ankara. E più tardi anche nel sud del paese.

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