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| dal sito: informazionescorretta.altervista.org |
Dal canto nostro continueremo, con la tenacia necessaria, a
difendere la Costituzione Repubblicana e a reclamarne la piena applicazione.
Il signor JP Morgan, illustre epigono di una lunga schiatta
di omonimi svolge la professione di banchiere, di conseguenza “affamatore del
popolo” e ha individuato, allo scopo di superare (dal suo punto di vista,
naturalmente) la crisi in atto, la necessità di cancellare quelli che sono
stati definiti “sinistrismi” presenti nei testi delle Costituzioni Europee
(quasi come gli “elementi di socialismo”, cari a Enrico Berlinguer).
Dedichiamo a lui e agli altri suoi colleghi, provocatori
della crisi sulla quale stanno lucrando spaventosi profitti, una breve analisi
del testo (una forma assolutamente scolastica) della Costituzione Italiana.
Lo scopo è quello di far riflettere quanti leggeranno queste
poche righe per cercare di aiutarli a capire la natura vera dello scontro
innescato dalla situazione attuale: l’obiettivo di lorsignori (per dirla con
Fortebraccio) è quello di cancellare diritti, garanzie, equilibrio con i
doveri. L’obiettivo di lorsignori è quello di tornare alla servitù. Grandi
masse di popolo, uomini e donne, al “servizio” sacrificati al gran Moloch del
potere e al suo gran sacerdote, il denaro.
Andiamo però per ordine, occupandoci dei “sinistrismi” della
Costituzione Italiana, quella – tanto per non farci mancare un po’ di retorica
– nata dalla Resistenza.
La Costituzione italiana si apre con un gruppo di 12
articoli in cui sono enunciati i principi fondamentali dell’ordinamento
giuridico della Repubblica.
La loro collocazione, all’inizio del testo, non può essere
considerata come casuale.
Tali principi, infatti, rappresentano la base, il fondamento
su cui poggiano tutte le altre norme dell’ordinamento.
Essi, infatti, non disciplinano specifiche materie, ma
esprimono un complesso di valori e di idee che guidano il legislatore e gli
altri poteri dello Stato a un chiaro indirizzo nell’esercizio della funzione
legislativa, esecutiva e giurisdizionale.
Attraverso questi principi l’Assemblea Costituente ha
descritto i principi fondativi dello Stato Repubblicano, creando una società
fondata sulla democrazia, sulla partecipazione dei cittadini alla vita politica
del Paese, sul riconoscimento e sul rispetto dei diritti e delle libertà
fondamentali, sul principio di eguaglianza e sul diritto al lavoro come mezzo
attribuito al singolo per affermare la propria personalità.
In questo modo i Padri Costituenti hanno ripudiato
definitivamente il modello di Stato Autoritario e hanno dato spazio a un nuovo
rapporto tra pubblici poteri e cittadini, anche attraverso il riconoscimento
delle Autonomie Locali e il rifiuto della guerra come mezzo di offesa per gli
altri popoli.
La Costituzione garantisce il rispetto dei diritti e delle
libertà fondamentali, ossia di quei diritti originari e inviolabili,
connaturati alla persona, che preesistono all’ordinamento giuridico e che
consentono all’individuo di esplicare liberamente la propria personalità.
Per questo la Costituzione li considera patrimonio di ogni
donna e di ogni uomo e li riconosce a tutti gli individui, anche agli
stranieri.
L’Assemblea Costituente ha voluto definire con precisione il
tema della tutela delle persone e del ruolo da esse svolto nell’ambito della
società.
Il riconoscimento delle formazioni sociali (famiglia,
scuola, associazioni, comunità di vario tipo) e l’attribuzione a esse degli
stessi diritti dell’individuo rappresentano un aspetto importante della
Costituzione Repubblicana.
Essa ha voluto valorizzare il patrimonio di esperienze
personali e, quindi, il contributo di solidarietà che il singolo porta in tali
formazioni sociali e, contemporaneamente, ha inteso preservare la possibilità
per l’individuo di crescere e di arricchirsi sul piano del proprio patrimonio
culturale, grazie al confronto e alla collaborazione con gli altri.
Per questo la Costituzione garantisce al singolo il diritto
di manifestare liberamente il proprio pensiero e le proprie idee, ma
soprattutto il diritto di partecipare alla vita politica e sociale del Paese,
anche aggregandosi con altri.
La Costituzione riconosce e tutela i diritti dell’uomo che
hanno rilevanza sociale, cioè i diritti che spettano all’individuo come membro
delle formazioni sociali.
I nuclei di aggregazione prioritariamente riconosciuti, in
questo senso, sono la famiglia e la scuola.
Il presupposto delle norme che tutelano l’individuo è
rappresentato, però, dal diritto alla salute, inteso non solo come prevenzione
e cura delle malattie, ma anche come necessità delle persone di vivere in un
ambiente salubre, che ne rispetto l’equilibrio psicofisico.
Le norme che concernono i rapporti economici sono il frutto
del compromesso tra le istanze di eguaglianza della sinistra, la dottrina
sociale del cattolicesimo e il liberismo economico (attenzione al confine tra
liberalismo e liberismo: oggi al centro di dotte dispute teoriche).
La Costituzione delinea così un sistema economico misto, in
cui iniziativa e proprietà privata dei mezzi di produzione convivono con
imprese in mano pubblica e partecipazione dello Stato alla vita economica, fino
al punto da prevedere che determinate attività, considerate strategiche per lo
sviluppo del Paese, possano essere sottratte ai privati o riservate
originariamente allo Stato, come le fonti energetiche e il servizio
radiotelevisivo (su questi punti si ravvede con chiarezza l’enorme distanza tra
la realtà odierna e il quadro delineato dal dettato costituzionale).
I rapporti di lavoro e di produzione non sono stati dal
Costituente abbandonati al libero gioco del marcato (anche qui c’è da notare
l’assoluta incostituzionalità che si sta verificando con quanto sta accadendo
sul piano delle relazioni industriali e di quelle sindacali, addirittura con
l’acquiescenza se non la complicità delle stesse centrali sindacali).
La Costituzione impone, infatti, di assicurare il rispetto
della libertà, della sicurezza e della dignità umana e la piena realizzazione
del diritto al lavoro.
Il legame esistente tra l’individuo e lo Stato, espresso dal
meccanismo della cittadinanza, comporta il diritto e il dovere di ogni
cittadino di partecipare alla vita e allo sviluppo del Paese.
Questa partecipazione si realizza attraverso il diritto di
voto, di candidarsi alle elezioni, di prendere parte a un partito politico e,
quindi, di esprimere le proprie idee e le proprie valutazioni sulla politica
nazionale e su quella locale.
Accanto a tali diritti la Costituzione affianca
l’indicazione di una serie di doveri, come quello di difendere la Patria,
essere fedeli alla Costituzione (non sempre i due concetti collimano, come nel
caso delle presunte “missioni di pace”..), osservare le leggi e soprattutto di
dare il proprio contributo alle spese pubbliche, mediante il pagamento di
tributi in relazione al proprio reddito, con criterio di progressività (anche
in questo caso il grado di applicazione del dettato costituzionale appare,
nella realtà, assolutamente relativo).
L’articolo 48 rappresenta, ancora, un’ideale cerniera tra la
prima parte della Costituzione, di cui ci si è occupati in questo frangente,
che vede protagonista l’esercizio del diritto di cittadinanza e la parte
seconda che disciplina l’organizzazione e il funzionamento degli organi dello
Stato.
La norma, infatti, pur disciplinando il diritto di voto dei
cittadini, detta anche alcuni principi essenziali in materia di elezioni del
Parlamento, vale a dire dell’organo considerato assolutamente centrale
dell’intero ordinamento politico della Repubblica.
La Costituzione riconosce e promuove il pluralismo
democratico che si attua attraverso la presenza sulla scena politica di una
pluralità di partiti. Questa scelta è stata dettata dalla necessità di segnare
un netto cambiamento rispetto alla precedente esperienza del regime fascista,
caratterizzato da un partito unico e, perciò, priva di ogni dialettica
politica.
Appare facile valutare come l’impianto politico –
istituzionale delineato dai Costituenti per la Repubblica Democratica confligga
irrimediabilmente sia con l’idea corrente del Presidenzialismo, sia con una
legge elettorale (del tipo di quelle che abbiamo avuto tra il 1994 e il 2013)
privilegianti in maniera assoluta un astratto concetto di governabilità, in
luogo di un concreto concetto di rappresentanza politica dell’intero corpo
elettorale.
In conclusione: quali dovrebbero essere gli elementi di
“sinistrismo” da cancellare
nell’ordinamento costituzionale italiano? Forse per l’eterno inquisito,
storico playmaker e pivot dell’intero sistema politico dal 1994 a oggi, il
concetto di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge e il criterio di
progressività nel pagamento di tributi (forse ancora meglio cancellare
completamente il pagamento di tributi al di sopra di una certa soglia di
reddito), mentre per l’affamatore del popolo JP Morgan, sicuramente l’accenno
così pericolosamente demagogico dal suo punto di vista, delle finalità sociali
dell’economia.
Dal canto nostro continueremo, con la tenacia necessaria, a
difendere la Costituzione Repubblicana e a reclamarne la piena applicazione.

7 commenti:
Mi tolgo un vecchio sassolino dalla scarpa: la recente dichiarazione della potente banca d'affari J. P. Morgan "Basta Costituzioni antifasciste contaminate dai partiti della sinistra" smentisce, se ce ne fosse ancora bisogno, un fondo dell'Unità del 1990 (a volte la memoria non svanisce!), a firma del filosofo ex-sinistrorso Biagio De Giovanni, secondo il quale "non esiste democrazia senza capitalismo". E conferma il carattere tutt'altro che arretrato, ma ipermoderno del fascismo stesso (oggi nella forma del totalitarismo di mercato), convalidando la Tesi VIII di "Sul concetto di storia", laddove Walter Benjamin rimproverava agli oppositori di "affrontare [il fascismo] nel nome del progresso [...]", come se si trattasse, per l'appunto, di un fenomeno legato all'arretratezza.
Giacomo Casarino
Condivido l'impostazione data dal compagno Giacomo Casarino, innanzi tutto perchè il fascismo fu fenomeno assolutamente legato alla modernità, sia dal punto di vista politico, sia economico - sociale, sia al riguardo della situazione odierna. Si affrontano in chiave di arretratezza le questioni al riguardo delle quali si è incapaci di esercitare una "critica" vera e coerente alla modernità: proprio come oggi rispetto alla qualità del capitalismo globalizzato e dei fenomeni di finanziarizzazione in atto. In quel caso si finisce con l'assumere la presunta "modernità" in quanto tale, introiettandone canoni e modelli senza esprimere una propria autonomia di pensiero. Ogni accenno alla situazione italiana e al PD (ed ai suoi ascendenti: non a caso è stato citato Biagio De Giovanni) è puramente voluto.
Franco Astengo
bisogna insistere per il ripristino della proporzionale alle elezioni; altrimenti le minoranze, che oggi assieme agli astenuti superano di gran lunga il 50% dell'elettorato, non avranno diritto di rappresentanza alcuna nelle istituzioni; sarà un lotta di lunga durata, ma bisogna essere determinati e tenaci, molto più tenaci e determinati di coloro che hanno partorito il mattarellum e di porcellum.
Préambule - pcf.fr (2004 - pse) - cfr. Termine laïcité:
Les motivations de l adhesion au parti communiste francais sont diverses: Elles sont: gay, femministes, humanites, antiracistes, écologistes, pacifistes, anticolonialistes, pour la laïcité, contre toutes les discriminations, Et exclusions, etc. Elles traduisent une volonté d'engagement pour trouver avec le parti les voies de l efficacité pour se propres combats.
La parola laïcità é inserita nello statuto.cosa ne pensate ?
Distinti saluti. Formica operaia. Circolorossellimilano.org
laicità e sistema elettorale proporzionale rappresentano punti del tutto costitutivi del nostro modesto esistere. Franco Astengo
Legge mattarellum ? Migliore - sel:
Le affermazioni di g. Migliore sono frutto di una consultazione dalla base in ogni sezione. In ogni livello territoriale - in tutta italia , o sono espressione del vertice del partito di sel?
Non era piú onesto avviare un dibattito-pubblico in ogni sezione e poi votare dalla base fino al vertice ?
Cordiali saluti. Formica operaia.
Circolorossellimilano.org
Legge elettorale - migliore - ritorno al mattarellum:
Le afferma di g. Migliore - sel - sono frutto di una consultazione dalla Base, in ogni sezione, in ogni livello territoriale? O
sono espressione di qualche dirigente piú o meno egemone al vertice del partito di Sel?
cordiali saluti. Formica operaia.
Circolorossellimilano.org
Milano. 29 luglio.
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