Prima della discussione, aperta con una relazione di Giorgio Cremaschi (sarà anche questa pubblicata quanto prima, tenendo conto del dibattito odierno), sono stati letti i messaggi dei compagni “promotori” che non hanno potuto essere presenti ma che hanno ribadito la propria partecipazione al progetto e al percorso: Nicoletta Dosio, Antonio Di Stasi, Antonio Moscato, Carlo Formenti.
Pasquale Voza. La questione del debito pubblico già capita e studiata da Marx, citazione.(“Il
debito pubblico, ossia l’alienazione dello Stato — dispotico,
costituzionale o repubblicano che sia — imprime il suo marchio all’era
capitalistica. L’unica parte della cosiddetta ricchezza nazionale che
passi effettivamente in possesso collettivo dei popoli moderni è il loro
debito pubblico. Di
qui, con piena coerenza, viene la dottrina moderna che un popolo
diventa tanto più ricco quanto più a fondo s’indebita. Il credito
pubblico diventa il credo del capitale. E col sorgere dell’indebitamento
dello Stato, al peccato contro lo spirito santo, che è quello che non
trova perdono, subentra il mancar di fede al debito pubblico.
Il
debito pubblico diventa una delle leve più energiche dell’accumulazione
originaria: come con un colpo di bacchetta magica, esso conferisce al
denaro, che è improduttivo, la facoltà di procreare, e così lo trasforma
in capitale, senza che il denaro abbia bisogno di assoggettarsi alla
fatica e al rischio inseparabili dall’investimento industriale e anche
da quello usurario.In
realtà i creditori dello Stato non danno niente, poichè la somma
prestata viene trasformata in obbligazioni facilmente trasferibili, che
in loro mano continuano a funzionare proprio come se fossero tanto
denaro in contanti. Ma anche
fatta astrazione dalla classe di gente oziosa, vivente di rendita, che
viene cosi creata, e dalla ricchezza improvvisata dei finanzieri che
fanno da intermediari fra governo e nazione, e fatta astrazione anche da
quella degli appaltatori delle imposte, dei commercianti, dei
fabbricanti privati, ai quali una buona parte di ogni prestito dello
Stato fa il servizio di un capitale piovuto dal cielo, il
debito pubblico ha fatto nascere le società per azioni, il commercio di
effetti negoziabili di ogni specie, l’aggiotaggio: in una parola, ha
fatto nascere il giuoco di Borsa e la bancocrazia moderna.)- Bisogna essere al tempo stesso retroguardia politica e avanguardia culturale….
Franco
Russo. Ricorda le roposte di referendum di indirizzo sul Fiscal Compact
e i trattati europei, e su una legge popolare sulla rappresentanza
sindacale; il giudizio totalmente negativo sull’accordo del 31 maggio è
vera discriminante; tanta sinistra e parti di Rifondazione però non
firmano..
Sergio
Cararo. Non bisogna guardare alla crisi solo dal lato dei partiti; il
mondo del sociale pruò anche essere “brutto e contraddittorio”, ma la
sinistra non può essere elitataria e antipatica… Bisogna comprendere a
fondo l’”ideologia delle masse”, quella che concretamente esprimono in
un certo momento. In Turchia, per esempio, si scende in piazza con la
bandiera nazionale… Dobbiamo capire che le lotte avvengono anche su
terreni e culture diverse da quello cui ci riferiamo. La scadenza
elettorale delle europee non è decisiva…
Imma
Barbarossa. Tenere presente a rispettare il ruolo delle persone…
L’essenza del libertarismo.. Su Grillo: il male di fondo è il
trasversalismo di un’ideologia che copre i poteri veri che stanno dietro
la casta e l’apparente democrazia, che in realtà trasforma i sudditi
non in cittadini ma in spettatori…
Franco Turigliatto…. Il nostro è un percorso lento, non come è avvenuto con Cambiare si può….
In Rifondazione Comunista ci sono tanti bravi militanti, ma la loro
“non scelta” è un dato di fondo del loro modo di pensare pensare. C’è
ancora una debolezza politica di Rossa nei territori… I nostri avversari
ed il potere temono la rivolta popolare più di quanto noi ci crediamo…
Umberto
Oreste. Ci si sta organizzando sul territorio. Ci sono circoli di
Rifondazione che agiscono autonomamente. Ci vedremo come Campania in
assemblea a Salerno il 28 giugno. I conflitti avvengono. Per esempio
stamattina le cariche della polizia a Pomigliano… Ma ci sono anche
momenti di mobilitazione unitaria, come per i migranti di Caserta e I
disoccupati di Napoli, assieme… Ma le difficoltà esistono… Sulle
elezioni europee nutro dubbi, sono troppo vicine; a meno di non essere
parte di un fronte anticapitalista europeo, più forte, ampio e unitario
di quanto ora non sia…
Mauro
Casadio. La crisi della sinistra radicale è stata dovuta non solo a
errori, ma alla mancata rifondazione del pensiero comunista… Ci vuole
un’analisi nuova… L’Europa rappresenta progetto imperialista moderno per
reggere la nuova competizione mondiale tra sistemi e aree monetarie…
Anche gli USA fanno lo stesso, come dimostra il fatto che fanno
rientrare le produzioni delocalizzate…. Le classi dominanti europee
operano su base continentale, hanno costruito gabbie salariali europee, e
i salari italiani (greci, portoghesi, spagnoli, ecc) ne diventano
vittima … Dall’Afghanistan fino all’Africa c’è una fascia ove non ci
sono più gli stati…. Una proposta di lavoro e discussione teorica: fare i
Quaderni di Rossa..
Jacopo
Venier. Non bisogna sottovalutare la scelta di stare sul terreno
politico, che significa misurarsi con il mondo politico. Esempio;
sull’Europa è chiaro il no al fiscal compact etc, meno chiaro è se siamo
su base nazionale o per un’altra Europa… Le relazioni internazionali
sono necessarie.. Se partiamo davvero dal parlare il linguaggio della
verità ,allora ci vogliono proposte concrete per affrontare il conflitto
generazionale… Il nostro essere “retroguardia” non vuol dire arroccarsi
nelle istituzioni, ma neanche l’opposto, ovvero ignorarle… La questione
della “speranza”: come inganno no, ma la fiducia nella possibilità di
cambiare serve… Occorre far sapere che siamo forti… Noi non dobbiamo
pensare a andare in tv, ma a costruire una nostra rete di comunicazione e
informazione..
Emidia
Papi. Sì al promemoria di Giorgio, di taglio garibaldino…. Bisogna
mantenere piattaforma di Bologna, perché va bene. La questione di fondo è
la costruzione del blocco sociale. A Roma, per dirne una, Marino ha
preso più voti nei quartieri bene che in quelli popolari…. C’è stato nei
giorni scorsi un omicidio a Roma, in un quartiere popolare di vecchi
occupanti di case; costoro sul referendum Europa ci risponderebbero a
pernacchie…. Oggi il blocco sociale non è in grado di individuare il
nemico…. C’è stata una devastazione culturale e la frantumazione degli
interessi… Vedo tre blocchi: destra guidata dai furbetti del
quartierino, PD che copre il lavoro tutelato e il ceto medio, Grillo che
ha cercato di rappresentare i precari e chi sta fuori… Rossa deve stare
nelle lotte e promuoverle, non solo “dare solidarietà” a quelle che si
verificano autonomamente..
Andrea
Ricci. Sì ai punti di fondo del progetto politico, anche con la critica
al l’opportunismo della sinistra radicale…. è ancora debole invece la
posizione sull’Europa… Bisogna avere una posizione precisa sull’euro… La
crisi non è affatto risolta, la bolla in Borsa si è gonfiata di nuovo… E
c’è un connubio con crisi sociale… La questione dell’Euro è politica e
viene usata per legittimare le classi dirigenti italiane… Nel ’92
l’uscita dallo SME fu a tempo, per fare poi ingresso nell’Euro.. Oggi
non sarebbe così.. Uscire dalla moneta significa andare in mare aperto, e
questo ci pone davanti all’interrogativo: noi lavoriamo per il crollo o
dobbiamo aspettare di essere forti? La decisione è comunque necessaria
…. Ci vuole un sito web adeguato per comunicare…
Nando
Simeone… Il punto centrale è essere alternativi al centrosinistra…
D’accordo con Casadio su analisi dell’imperialismo europeo, che ha al
centro la distruzione dello stato sociale… Bisogna valorizzare il
movimento di lotta in atto dal 2011, con eccezione Francia e Italia…
Valorizzare occupy USA anche se elitario, le rivoluzioni arabe e
soprattutto Turchia ove la lotta usa modalità dei movimenti come l’acampada…
Rossa è importante perché unisce diverse collocazioni sindacali… Ma no
al sindacato unico di Rossa, meglio un fronte sindacale antagonista… C’è
un rischio a centrare tutto sull’Euro; si parte dalla questione sociale
e casomai si arriva all’Euro… Bisogna mantenere un’ottica
sovranazionale… C’è autorganizzazione dei movimenti, come gli insegnanti
lo scorso anno che hanno ottenuto l’unico risultato positivo… Sulle
elezioni, evitiamo il passaggio distruttivo delle aspettative come a
Roma… Si fanno solo se servono…
Aldo
Romaro. In Veneto non ci sono neanche più le macerie: tutto è rimasto
spianato. Le adesioni sono ancora poche, ci vuole organizzazione per
reggere… Bigona misurarsi con la classe reale, che è “brutta sporca e
cattiva”… L’euro è un progetto politico. se era il dollaro non avremmo
avuto problemi a creare uno schieramento contro… Dobbiamo scegliere, ma
lavorare per organizzare: non solo lotte, nel sociale c’è di tutto,
anche il mutualismo…
Nico
Vox. Troppe certezze negli interventi… Quanti lavoratori conoscono
l’accordo del 31 maggio ?.. Come lo si spiega… Secondo me con brutale
chiarezza: o si accetta la tomba o si organizza la ribellione.. Bisogna
misurarsi con le altre esperienze… Grecia Turchia Spagna …. Mancano
ancora i giovani..
Fabrizio
Burattini… Sono d’accordo… è necessario decidere una posizione chiara
sull’ Euro. Ma rischiamo di illudere se centriamo su Euro… Tatticamente
sarebbe un errore apparire come una ruota di scorta di sinistra ai 5
stelle, che hanno parlato a volte di referendum su Unione europea… Le
elezioni europee non sono una scadenza ghigliottina.. Dobbiamo
organizzarci davvero, consapevoli delle difficoltà… Occorre chiarezza
con le altre forze della sinistra radicale e chiarezza sul fare
dell’accordo del 31 maggio una discriminante ..
Fabrizio
Tomaselli. Non serve più discutere delle divisioni di sessanta anni fa…
E no all’elettoralismo tanto per fare. Si affronta semmai come un
passaggio… Blocco sociale e “movimenti sociali a km 0” sono realtà
spesso indistinte; ciò che decide è la radicalità delle pratiche e non
la costruzione di ipotetici bisogni… Per esempio: andarsi a prendere una
casa…. Tutte cose per cui ci vuole l’organizzazione, comunicazione e
…soldi. Sulla questione elettorale: ricordiamo che alle europee ci
vogliono tante firme, non è che sia una cosa che si fa senza
organizzazione…
Francesco
Piccioni. Rossa deve dimostrare di essere una novità. Il progetto di
unità non è un appello, ma richiede l’individuazione dell’avversario per
concentrare forze altrimenti impotenti… Occorre un discorso chiaro e
obiettivi su cui unire… Ad esempio: l’Euro è una domanda ineludibile:
dobbiamo decidere… Ci vuole una struttura comunicativa comune, che
superi le microstrutture…. Per questo tipo di movimento occorrono
servono attivisti, non specialisti in “rappresentazione”. Abbiamo visto
sindacati trasformarsi in centri servizi e partiti in comitati
elettorali… Le elezioni: dobbiamo ricordare che sono “il tepo del
raccolto”, ma solo se prima si è seminato; altrimenti il risultato è
scontato… Ci vuole organizzazione a livello territoriale, partirei con
l’obiettivo di fare le assemblee per definire anche dei coordinamenti a
livello regionale… L’obiettivo e la tensione deve essere a parlare a chi
è fuori dai nostri giri…
Eleonora
Forenza. Io mi sento dentro la sconfitta, sulle condizioni materiali e
sul senso comune sull’assenza di classe per sé… Indietro non si torna
significa anche capire lo sfruttamento di oggi, non tornare ad analisi
di prima del femminismo e di altre maturazioni e intrecci… Unità delle
forze antagoniste è l’obiettivo… Le elezioni europee e i referendum
sill’austerità: tutti i movimenti anti-austerità hanno radici nazionali e
si proiettano sull’Europa… Nuove forme di precarizzazione e i “pride”
fanno parte delle nostre pratiche? Come dirigente di partito sento il
rapporto tra organizzazione e pratica… È il partito il problema… Rossa
deve essere una casa comune, un’organizzazione di pratiche e non un
partito…
Luigi
Marinelli. Indietro non si torna significa anche impossibilità di
tornare al modello socialdemocratico, che per alcuni versi non è mai
esistito ma di cui tutti sentono una qualche nostalgia… Anticapitalisti
dunque, ma se ne è parlato poco… Bisogna superare l’”europeismo”
residuale nella sinistra, che va sostituito con l’internazionalismo di
questo secolo… Sull’Euro: è la divisa della macchina di guerra europea..
L’organizzazione del blocco sociale è un impegno a tutto tondo, teorico
e pratico, non un semplice discorso… Su Rossa: è mancato fin qui un
approfondimento sull’organizzazione territoriale… Ci vuole almeno una
dimensione regionale, per ora…
Francesco
Musumeci. Il “che fare?” per noi parte sempre dalla crisi… Il capitale
può superare la sua crisi se non si fa avanti un soggetto alternativo…
Senza risposte adeguate si va a una ripresa della destra… Bisogna
lavorare dal basso per ricongiungerci… è stata importante, per esempio,
la riunione a Milano sulla Palestina… Dico spesso che la sinistra fa
come i porcospini quando è freddo: ci si avvicina, ma poi ci si
respinge… Meglio essere le “vecchie talpe”, e riemergere.. Noi comunisti
siamo costretti a vincere, paradossalmente… E infine condivido
l’esigenza di una “zona comune di comunicazione”…
dal sito: http://perunmovimentoanticapitalista.wordpress.com

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