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| L'avv. Trivelloni |
Pubblichiamo la terza parte della relazione redatta dall'avvocato Carlo Trivelloni nel 1983 su "Loggia P2 e Bombe di Savona" non pubblicata per molti anni. La pubblicazione prosseguirà nei prossimi giorni
P2, POTERI OCCULTI ED EVERSIONE NERA
Restano fondamentali in materia le seguenti pubblicazioni:
AAVV “L’Italia della P2”, Milano, Mondadori, 1981; Gianni Rossi e Francesco
Lombrassa “In nome della Loggia”, supplemento a “Nuova Polizia”, n.8 Settembre
1981 e gli atti del Convegno di Arezzo 26-28 Novembre 1982, sul tema “La
vicenda della P2: poteri occulti e stato democratico”, convegno promosso dal
Centro studi e iniziative per la Riforma dello Stato del PCI e dalla segreteria
regionale toscana di quel partito.
Sono da segnalare oltre all’interesse dimostrato dai
maggiori organi della stampa quotidiana, gli accurati servizi dedicati alla
questione in esame da Panorama, L’Espresso, L’Europeo, Rinascita, L’Astrolabio.
Anche settimanali come Famiglia Cristiana hanno rivolto la
loro preoccupata attenzione al fenomeno dei pericolosi intrecci tra P2,
corruzione politica ed eversione mano a mano che essi apparivano più evidenti.
E’ opportuna inoltre una avvertenza.
Sebbene ci sembri di per sé evidente, desideriamo sottolineare
che parlando di destra eversiva non intendiamo riferirci al MSI-DN, che è
rappresentato nei due rami del Parlamento e che nella nostra provincia, per
quanto ne sappiamo, svolge il suo ruolo di partito di destra, nell’osservanza
delle leggi dello Stato.
Non avendo neppure la pretesa di effettuare una ridotta
sintesi del copioso materiale sopra citato, ci limiteremo a brevi citazioni di
fatti accaduti in periodi di tempo vicini a quelli degli attentati terroristici
di Savona e che potrebbero anche fornire risposta ai molti interrogativi che
gli inquirenti, allora, si posero.
Il 17/12/1974, il direttore dell’Ispettorato antiterrorismo,
Emilio Santillo, inviò un rapporto su Gelli e la P2 al magistrato Giovanni
Tamburino che stava indagando a Padova sulla “Rosa dei Venti”.
Il 27 Dicembre 1975, Santillo fece avere un altro rapporto
su Gelli, la P2 e gli ambienti neofascisti al giudice di Bologna Vito Zincani,
che indagava sulla strage del treno Italicus e su Ordine Nuovo.
Il 9 Ottobre 1976 ancora Santillo inviò al giudice di
Firenze Pier Luigi Vigna che indagava sull’uccisione del giudice romano
Vittorio Occorsio, un altro dettagliato rapporto su Gelli e la P2 (Il Mondo,
7/8/81).
Ma l’attività oscura della P2 ha inizio molto tempo prima
con l’ingresso in loggia di personaggi dei servizi segreti, della polizia, dei
carabinieri, della guardia di finanza; schiera andata man a mano infoltendosi.
Il col. Rocca, capo di un importante ufficio del SIFAR eppoi
trovato suicida con molti dubbi degli inquirenti, era stato investito dal
problema del “reclutamento” ai fini del “Piano Solo” e tale reclutamento
avveniva tra ex paracadutisti, ex aderenti alla X MAS, ex repubblichini
(l’Astrolabio, 6/6/82).
Molti delitti, molti oscuri suicidi, molte stragi, molte
strane morti accidentali, da piazza della Fontana all’Italicus a Bologna, vanno
rivisti sotto una nuova luce.
Scrive Panorama del 22/6/81: “ L’esempio più drammatico
d’inquinamento di un’inchiesta l’ha vissuto a Roma Domenico Sica, sostituto
procuratore della Repubblica.
Doveva scoprire da dove fossero usciti alcuni documenti
riservatissimi, in particolare il rapporto M-FO-Biali sulla guardia di finanza
pubblicato da OP e trovati tra le carte di Pecorelli…
Chiamò Giuseppe Santovito, capo del SISMI (spionaggio
militare).
“Non so nulla” si sentì rispondere.
Si rivolse a Giulio Grassini, capo del SISDE (sicurezza
interna): stessa risposta.
E a Orazio Giannini, comandante generale della Guardia di
Finanza: tempo perso.
Infine a Walter Pelosi, il Prefetto coordinatore dei servizi
segreti. Un muro di silenzio.
Arrivata la lista P2, Sica vi ha scoperto i nomi di
Santovito, Grassini, Giannini e Pelosi.
E anche quello dell’uomo che negli ultimi mesi gli era stato
più vicino nelle indagini, il vice questore Elio Cioppa.
Nella lista ha trovato lo stesso Pecorelli, oltre ad altri
ufficiali dei servizi segreti.
Riferisce Paese Sera del 19/11/81…”Il processo bolognese per
la strage dell’Italicus ( 4 Agosto 1974) ha subito fatto perno sulla loggia P2
di Licio Gelli…centinaia di carte raccolte sulla cosca massonica
dall’istruttoria, ma sempre da essa trascurata, si stanno appunto confermando
uno dei perni del processo. Ma ancor più clamorosa è apparsa la reazione degli
imputati, Luciano Franci e Mario Tuti, alle contestazioni del P.M Luigi Persico
che mirano ad accertare se tra loro e gli uomini della P2 fossero intercorse
intese: una reazione irritata quasi rabbiosa. Franci è giunto a minacciare di
sottrarsi all’interrogatorio ove le domande su Gelli e soci fossero continuate.
E Tuti gli ha dato immediatamente manforte. E’ lecito chiedersi perché mai gli
imputati si esentano dalla minaccia di un loro coinvolgimento nella P2 con la
stessa foga con cui si difendono dall’accusa, ben più tragica, di strage”.
Sempre Paese Sera, nello stesso giorno, pubblica un verbale
di interrogatorio del neofascista Marco Affatigato, poi transfuga in Francia,
comparso come testimone davanti al giudice Vigna di Firenze che indagava sul
delitto Occorsio.
Nell’autunno del 1972, raccontò Aggatifato che lui e Marco
Tomei “vennero contattati, in quanto rappresentanti toscani di Ordine Nuovo, da
un esponente della massoneria di Piazza del Gesù (proprio in quei mesi verso la
fusione con la massoneria di Palazzo Giustiniani).
Il massone offrì un finanziamento, poi, ha raccontato
Affatigato: “ cominciò a fare discorsi strani sull’organizzazione che Ordine
Nuovo avrebbe dovuto darsi e che doveva prevedere gruppi armati clandestini
anche per il resto del movimento e destinati a compiere azioni violente. Ci
fece anche l’offerta di armi e tritolo per usarli contro obiettivi statali,
tipo centrali elettriche, ecc.”.
Offerte respinte, secondo Affatigato.
Pier Luigi Concutelli, imputato dell’assassinio del giudice
Vittorio Occorsio, uccise, nel marzo del 1981, nel carcere di Novara, Ermanno
Buzzi imputato per la strage di piazza della Loggia a Brescia, e uccise ancora
nello stesso carcere, nell’agosto dello stesso anno, un altro neofascista,
Carmine Palladino.
Concutelli è uno dei tanti neofascisti che sono risultati
iscritti alla P2 (Secolo XIX del 13/8/82) e il Paladino che era al corrente di
molti segreti, passava come l’amico più fedele di Stefano Delle Chiaie, ex capo
di Avanguardia Nazionale, ricercato per tutte le stragi avvenute in Italia dal
1969 in poi.
Albert Bergamelli, uno dei capi della famosa “banda dei
marsigliesi”, responsabile di omicidi, rapine e rapimenti, banda sgominata
dagli inquirenti romani (le indagini erano dirette dai giudici Occorsio e
Imposimato), quando fu catturato dichiarò: “ La grande famiglia mi proteggerà”
(Repubblica, 1/9/81).
Come scrive lo stesso giornale “Il P.M. Occorsio dette molta
importanza a quella frase, ritenendo che il delinquente si riferisse ad una
loggia massonica, Fu così che scoprì che la banda di Bergamelli, per riciclare
il denaro sporco si era servita dell’avvocato Gianantonio Minghelli, segretario
della P2 e difensore di numerosi esponenti dell’eversione nera.
L’avvocato Minghelli fu arrestato. Bergamelli inviò dal
carcere un telegramma ad Occorsio minacciandolo d morte se non avesse messo in
libertà la sua donna.
L’avviso fu spedito ai primi di luglio del 1976: la mattina
del 10 Luglio Vittorio Occorsio fu assassinato dai terroristi di “Ordine Nero”.
Il giudice Giovanni Tamburino, membro del CSM e considerato
uno dei maggiori esperti nazionali nella conoscenza del settore dei servizi
segreti devianti e delle strutture parallele segretissime, ha dichiarato quanto
segue ad Astrolabio del 7/11/82: “Il cosiddetto SID parallelo, identificato nel
1974 dal processo sulla Rosa dei Venti era in contatto con un settore della
massoneria ed è probabile l’identificazione di tale settore con quello facente
capo a Gelli”.
Nella comunicazione “Strage dell’Italicus e della stazione
di Bologna” presentata al citato convegno di Arezzo (gruppo di lavoro,
coordinatori Giuseppe Giampaolo e Mario Moruzzi) è detto: “ un noto rapporto
del SID ha spiegato come il Fronte Nazionale di Borghese abbia proseguito
l’attività dopo il 1970 dando vita alla Rosa dei Venti e collegandosi con i
propositi eversivi di Edgardo Sogno”.
Ebbene, dei personaggi che troviamo collegati al Fronte
Nazionale molti li troviamo iscritti alla P2.
Alcune testimonianze parlano della P2 come di un gruppo
inizialmente costituito da circa 400 persone, di cui gran parte ufficiali delle
varie armi, quale nucleo alternativa per sostituire Parlamento e Governo a
seguito dell’effettuazione di un colpo di Stato.
I personaggi sono: Edgardo Sogno, Federico D’Amato, Giulio
Caradonna, Pietro Giannotti (poi espulso dalla DC) e Mario Tilgher.
Il sospetto che la P2 nasca come associazione golpista è
quindi più che rafforzato dalla constatazione che abbia raccolto tra i suoi
iscritti la struttura di vertice del golpe Borghese”.
Il Presidente Pertini, in occasione di una sua visita a
Brescia, città duramente colpita dal terrorismo nero, definì, come è noto, la
P2 una associazione a delinquere.
Ma il vero volto della P2 apparirà forse da un importante
atto giudiziario: la sentenza del CSM nei confronti dei magistrati affiliati
alla Loggia, e di cui si attende il deposito.
Guido Neppi Modona scrive, tra l’altro, su Repubblica
dell’11/2/1982: “ Ci sembra che la decisione del CSM assuma il valore di un
modello esemplare per tutti gli organismi – propriamente politici (come la
Commissione parlamentare), giurisdizionali o amministrativi – tra i cui compiti
rientra quello di far luce sulla compenetrazione tra P2, esponenti degli
apparati dello Stato e dei partiti politici.
Non si dimentichi – e credo che il CSM nel perseguire con
rigore e tenacia i magistrati coinvolti non l’abbia dimenticato – che porta la
firma di Licio Gelli quel “piano di rinascita democratica” che spiegava e
programmava analiticamente gli strumenti operativi con cui la loggia segreta si
proponeva di occupare lo Stato e la società, dal governo al Parlamento, alla
magistratura, ai partiti, ai sindacati, agli organi di stampa”.
Prosegue Neppi Modona: “ Aspettiamo ora il deposito della
sentenza per meglio conoscere la ricostruzione dei fatti e la motivazione delle
condanne, ma fin d’ora possiamo dire che sarà una sentenza capace di recare un
importante contributo di conoscenza sulle concrete modalità di funzionamento e
sugli obiettivi della P2, perché è la prima volta che un organo giurisdizionale
quale è appunto la commissione disciplinare del CSM, che opera applicando le
procedure di accertamento probatorio e le garanzie del processo penale, è
riuscita a far luce sulla natura e sulle finalità della loggia segreta, nonché
sui concreti livelli di pericolosità raggiunti attraverso il programma operativo
di occupazione della magistratura”.
(segue)

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