venerdì 28 giugno 2013

LA TERZA PARTE DELLA RELAZIONE DELL'AVV.TRIVELLONI su "Loggia P2 e Bombe di Savona"


L'avv. Trivelloni


Pubblichiamo la terza parte della relazione redatta dall'avvocato Carlo Trivelloni nel 1983 su "Loggia P2 e Bombe di Savona" non pubblicata per molti anni. La pubblicazione prosseguirà nei prossimi giorni
P2, POTERI OCCULTI ED EVERSIONE NERA


Restano fondamentali in materia le seguenti pubblicazioni: AAVV “L’Italia della P2”, Milano, Mondadori, 1981; Gianni Rossi e Francesco Lombrassa “In nome della Loggia”, supplemento a “Nuova Polizia”, n.8 Settembre 1981 e gli atti del Convegno di Arezzo 26-28 Novembre 1982, sul tema “La vicenda della P2: poteri occulti e stato democratico”, convegno promosso dal Centro studi e iniziative per la Riforma dello Stato del PCI e dalla segreteria regionale toscana di quel partito.

Sono da segnalare oltre all’interesse dimostrato dai maggiori organi della stampa quotidiana, gli accurati servizi dedicati alla questione in esame da Panorama, L’Espresso, L’Europeo, Rinascita, L’Astrolabio.

Anche settimanali come Famiglia Cristiana hanno rivolto la loro preoccupata attenzione al fenomeno dei pericolosi intrecci tra P2, corruzione politica ed eversione mano a mano che essi apparivano più evidenti.

E’ opportuna inoltre una avvertenza.

Sebbene ci sembri di per sé evidente, desideriamo sottolineare che parlando di destra eversiva non intendiamo riferirci al MSI-DN, che è rappresentato nei due rami del Parlamento e che nella nostra provincia, per quanto ne sappiamo, svolge il suo ruolo di partito di destra, nell’osservanza delle leggi dello Stato.

Non avendo neppure la pretesa di effettuare una ridotta sintesi del copioso materiale sopra citato, ci limiteremo a brevi citazioni di fatti accaduti in periodi di tempo vicini a quelli degli attentati terroristici di Savona e che potrebbero anche fornire risposta ai molti interrogativi che gli inquirenti, allora, si posero.

Il 17/12/1974, il direttore dell’Ispettorato antiterrorismo, Emilio Santillo, inviò un rapporto su Gelli e la P2 al magistrato Giovanni Tamburino che stava indagando a Padova sulla “Rosa dei Venti”.

Il 27 Dicembre 1975, Santillo fece avere un altro rapporto su Gelli, la P2 e gli ambienti neofascisti al giudice di Bologna Vito Zincani, che indagava sulla strage del treno Italicus e su Ordine Nuovo.

Il 9 Ottobre 1976 ancora Santillo inviò al giudice di Firenze Pier Luigi Vigna che indagava sull’uccisione del giudice romano Vittorio Occorsio, un altro dettagliato rapporto su Gelli e la P2 (Il Mondo, 7/8/81).

Ma l’attività oscura della P2 ha inizio molto tempo prima con l’ingresso in loggia di personaggi dei servizi segreti, della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza; schiera andata man a mano infoltendosi.

Il col. Rocca, capo di un importante ufficio del SIFAR eppoi trovato suicida con molti dubbi degli inquirenti, era stato investito dal problema del “reclutamento” ai fini del “Piano Solo” e tale reclutamento avveniva tra ex paracadutisti, ex aderenti alla X MAS, ex repubblichini (l’Astrolabio, 6/6/82).

Molti delitti, molti oscuri suicidi, molte stragi, molte strane morti accidentali, da piazza della Fontana all’Italicus a Bologna, vanno rivisti sotto una nuova luce.

Scrive Panorama del 22/6/81: “ L’esempio più drammatico d’inquinamento di un’inchiesta l’ha vissuto a Roma Domenico Sica, sostituto procuratore della Repubblica.

Doveva scoprire da dove fossero usciti alcuni documenti riservatissimi, in particolare il rapporto M-FO-Biali sulla guardia di finanza pubblicato da OP e trovati tra le carte di Pecorelli…

Chiamò Giuseppe Santovito, capo del SISMI (spionaggio militare).

“Non so nulla” si sentì rispondere.

Si rivolse a Giulio Grassini, capo del SISDE (sicurezza interna): stessa risposta.

E a Orazio Giannini, comandante generale della Guardia di Finanza: tempo perso.

Infine a Walter Pelosi, il Prefetto coordinatore dei servizi segreti. Un muro di silenzio.

Arrivata la lista P2, Sica vi ha scoperto i nomi di Santovito, Grassini, Giannini e Pelosi.

E anche quello dell’uomo che negli ultimi mesi gli era stato più vicino nelle indagini, il vice questore Elio Cioppa.

Nella lista ha trovato lo stesso Pecorelli, oltre ad altri ufficiali dei servizi segreti.

Riferisce Paese Sera del 19/11/81…”Il processo bolognese per la strage dell’Italicus ( 4 Agosto 1974) ha subito fatto perno sulla loggia P2 di Licio Gelli…centinaia di carte raccolte sulla cosca massonica dall’istruttoria, ma sempre da essa trascurata, si stanno appunto confermando uno dei perni del processo. Ma ancor più clamorosa è apparsa la reazione degli imputati, Luciano Franci e Mario Tuti, alle contestazioni del P.M Luigi Persico che mirano ad accertare se tra loro e gli uomini della P2 fossero intercorse intese: una reazione irritata quasi rabbiosa. Franci è giunto a minacciare di sottrarsi all’interrogatorio ove le domande su Gelli e soci fossero continuate. E Tuti gli ha dato immediatamente manforte. E’ lecito chiedersi perché mai gli imputati si esentano dalla minaccia di un loro coinvolgimento nella P2 con la stessa foga con cui si difendono dall’accusa, ben più tragica, di strage”.

Sempre Paese Sera, nello stesso giorno, pubblica un verbale di interrogatorio del neofascista Marco Affatigato, poi transfuga in Francia, comparso come testimone davanti al giudice Vigna di Firenze che indagava sul delitto Occorsio.

Nell’autunno del 1972, raccontò Aggatifato che lui e Marco Tomei “vennero contattati, in quanto rappresentanti toscani di Ordine Nuovo, da un esponente della massoneria di Piazza del Gesù (proprio in quei mesi verso la fusione con la massoneria di Palazzo Giustiniani).

Il massone offrì un finanziamento, poi, ha raccontato Affatigato: “ cominciò a fare discorsi strani sull’organizzazione che Ordine Nuovo avrebbe dovuto darsi e che doveva prevedere gruppi armati clandestini anche per il resto del movimento e destinati a compiere azioni violente. Ci fece anche l’offerta di armi e tritolo per usarli contro obiettivi statali, tipo centrali elettriche, ecc.”.

Offerte respinte, secondo Affatigato.

Pier Luigi Concutelli, imputato dell’assassinio del giudice Vittorio Occorsio, uccise, nel marzo del 1981, nel carcere di Novara, Ermanno Buzzi imputato per la strage di piazza della Loggia a Brescia, e uccise ancora nello stesso carcere, nell’agosto dello stesso anno, un altro neofascista, Carmine Palladino.

Concutelli è uno dei tanti neofascisti che sono risultati iscritti alla P2 (Secolo XIX del 13/8/82) e il Paladino che era al corrente di molti segreti, passava come l’amico più fedele di Stefano Delle Chiaie, ex capo di Avanguardia Nazionale, ricercato per tutte le stragi avvenute in Italia dal 1969 in poi.

Albert Bergamelli, uno dei capi della famosa “banda dei marsigliesi”, responsabile di omicidi, rapine e rapimenti, banda sgominata dagli inquirenti romani (le indagini erano dirette dai giudici Occorsio e Imposimato), quando fu catturato dichiarò: “ La grande famiglia mi proteggerà” (Repubblica, 1/9/81).

Come scrive lo stesso giornale “Il P.M. Occorsio dette molta importanza a quella frase, ritenendo che il delinquente si riferisse ad una loggia massonica, Fu così che scoprì che la banda di Bergamelli, per riciclare il denaro sporco si era servita dell’avvocato Gianantonio Minghelli, segretario della P2 e difensore di numerosi esponenti dell’eversione nera.

L’avvocato Minghelli fu arrestato. Bergamelli inviò dal carcere un telegramma ad Occorsio minacciandolo d morte se non avesse messo in libertà la sua donna.

L’avviso fu spedito ai primi di luglio del 1976: la mattina del 10 Luglio Vittorio Occorsio fu assassinato dai terroristi di “Ordine Nero”.

Il giudice Giovanni Tamburino, membro del CSM e considerato uno dei maggiori esperti nazionali nella conoscenza del settore dei servizi segreti devianti e delle strutture parallele segretissime, ha dichiarato quanto segue ad Astrolabio del 7/11/82: “Il cosiddetto SID parallelo, identificato nel 1974 dal processo sulla Rosa dei Venti era in contatto con un settore della massoneria ed è probabile l’identificazione di tale settore con quello facente capo a Gelli”.

Nella comunicazione “Strage dell’Italicus e della stazione di Bologna” presentata al citato convegno di Arezzo (gruppo di lavoro, coordinatori Giuseppe Giampaolo e Mario Moruzzi) è detto: “ un noto rapporto del SID ha spiegato come il Fronte Nazionale di Borghese abbia proseguito l’attività dopo il 1970 dando vita alla Rosa dei Venti e collegandosi con i propositi eversivi di Edgardo Sogno”.

Ebbene, dei personaggi che troviamo collegati al Fronte Nazionale molti li troviamo iscritti alla P2.

Alcune testimonianze parlano della P2 come di un gruppo inizialmente costituito da circa 400 persone, di cui gran parte ufficiali delle varie armi, quale nucleo alternativa per sostituire Parlamento e Governo a seguito dell’effettuazione di un colpo di Stato.

I personaggi sono: Edgardo Sogno, Federico D’Amato, Giulio Caradonna, Pietro Giannotti (poi espulso dalla DC) e Mario Tilgher.

Il sospetto che la P2 nasca come associazione golpista è quindi più che rafforzato dalla constatazione che abbia raccolto tra i suoi iscritti la struttura di vertice del golpe Borghese”.

Il Presidente Pertini, in occasione di una sua visita a Brescia, città duramente colpita dal terrorismo nero, definì, come è noto, la P2 una associazione a delinquere.

Ma il vero volto della P2 apparirà forse da un importante atto giudiziario: la sentenza del CSM nei confronti dei magistrati affiliati alla Loggia, e di cui si attende il deposito.

Guido Neppi Modona scrive, tra l’altro, su Repubblica dell’11/2/1982: “ Ci sembra che la decisione del CSM assuma il valore di un modello esemplare per tutti gli organismi – propriamente politici (come la Commissione parlamentare), giurisdizionali o amministrativi – tra i cui compiti rientra quello di far luce sulla compenetrazione tra P2, esponenti degli apparati dello Stato e dei partiti politici.

Non si dimentichi – e credo che il CSM nel perseguire con rigore e tenacia i magistrati coinvolti non l’abbia dimenticato – che porta la firma di Licio Gelli quel “piano di rinascita democratica” che spiegava e programmava analiticamente gli strumenti operativi con cui la loggia segreta si proponeva di occupare lo Stato e la società, dal governo al Parlamento, alla magistratura, ai partiti, ai sindacati, agli organi di stampa”.

Prosegue Neppi Modona: “ Aspettiamo ora il deposito della sentenza per meglio conoscere la ricostruzione dei fatti e la motivazione delle condanne, ma fin d’ora possiamo dire che sarà una sentenza capace di recare un importante contributo di conoscenza sulle concrete modalità di funzionamento e sugli obiettivi della P2, perché è la prima volta che un organo giurisdizionale quale è appunto la commissione disciplinare del CSM, che opera applicando le procedure di accertamento probatorio e le garanzie del processo penale, è riuscita a far luce sulla natura e sulle finalità della loggia segreta, nonché sui concreti livelli di pericolosità raggiunti attraverso il programma operativo di occupazione della magistratura”.
(segue)

Nessun commento:

Posta un commento

La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie