sabato 8 giugno 2013

LABORATORIO POLITICO DELLA SINISTRA DI ALTERNATIVA: SEMINARIO "LEGGE ELETTORALE E QUALITÀ DELLA DEMOCRAZIA"

Un momento del seminario
Sabato 8 giugno, presso l'ISREC di Savona, si è svolto il seminario di studio su "legge elettorale e qualità della democrazia".
I lavori si sono svolti sulla base di una relazione tenuta dal sen. prof. Felice Carlo Besostri.
Nel corso dei lavori molto partecipati sono intervenuti: Franco Astengo, Luigi Fasce, Mimmo Filippi, Renato Pezzoli, Luciano Locci, Furio Mocco, Giancarlo Poddine, Irma Dematteis, Angelo Billia, Daniele Frumento, Marino Masala, Giovanni Burzio.
Sono disponibili i video dell'iniziativa

Nel corso della sua relazione Felice Besostri ha illustrato i complessi passaggi che hanno portato al ricorso in Cassazione avverso il cd Porcellum.
Il ricorso ha avuto un esito positivo e la legge elettorale sarà sottoposta al giudizio della Corte Costituzionale.
L'iter è durato cinque anni nella disattenzione delle forze politiche e nel quasi totale silenzio della stampa.
Anche gli stessi giuristi democratici non hanno appoggiato l'iniziativa e solo saltuariamente si sono (almeno sin qui) occupati della difesa della Costituzione.

Oggi siamo di fronte ad un tentativo di cambiare la forma di governo attraverso la proposta di elezione del Presidente della Repubblica, evitando di discutere dei necessari pesi e contrappesi.
Ci troviamo così in una situazione di vera e propria difficoltà per la nostra democrazia.

Tornando al tema della legge elettorale Besostri ha sottolineato come non esista un sistema elettorale perfetto e nel caso italiano appare, all'interno del dibattito, la totale assenza di una visione sistemica.

E' necessario cercare di contrastare questa vera e propria deriva avanzando una proposta che ponga l'obiettivo di un sistema elettorale che riequilibri il rapporto tra rappresentanza e governabilità, evitando che l'occuparsi di riforme istituzionali rappresenti semplicemente un arma di distazione di massa, nascondendo i veri problemi dell'economia e dello stato sociale.

Nelle sue conclusioni, cogliendo gli importanti elementi emersi da un dibattito risultato particolarmente articolato, Besostri ha voluto cogliere aspetti positivi.

Dopo aver definito il Porcellum un vero e proprio attentato alla democrazia e aver sottolineato come il meccanismo delle liste bloccate sia stato utile a tutte le parti politiche, ha indicato nel referendum istituzionale preventivo sulla forma di governo e sulla forma di Stato l'obiettivo da conseguire per quanti intendano opporsi.

E' fondamentale che su questi temi si formi una nuova maggioranza sociale e politica, ricostruendo gli strumenti per la formazione delle coscienze e i luoghi dove confrontare le linee politiche, considerato che di questi temi non si discute più nemmeno nelle direzioni dei partiti.

Debbono essere esercitate pressioni sui membri della Commissione consultiva - nella quale sono presenti ben tre esponenti convinti della costituzionalità del Porcellum e sostenitori della linea iper maggioritaria del premio assegnato al primo partito (in questo caso nell'occasione delle elezioni 2013 un partito del 25% come è stato per PD e M5S avrebbe ottenuto il 53,8% dei seggi) - perchè i temi della centralità della democrazia parlamentare emergano all'interno dei lavori.

Besostri ha sottolineato anche come il modo di affrontare il tema dei costi della politica abbia favorito un attacco all'estensione della democrazia, anche rispetto al ruolo degli enti locali, se si pensa alla abolizione delle Province, e al riguardo del numero dei parlamentari e degli eletti negli altri livelli dei consessi elettivi.

E' necessario infine ricostruire elementi indispensabili di una cultura politica:
la parte più avanzata e consapevole dei democratici italiani è chiamata a questo compito.

Il primo video dell'iniziativa

Il secondo video

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi pare di ricordare che aldilà del benemerito impegno di Besostri nello specifico ricorso che ha fatto pronunciare la Cassazione e passata la palla alla Corte costituzionale (tutto da dimostrare che non vada a finire nel nulla) che si sia messo bene in evidenza da Besostri e dal dibattito che questa operazione del governo di puntare, seppur confusamente, sull'elezione diretta del capo dello sia il corollario di un disegno preciso, quello del capitalismo economico-finanziario neoliberista, pensiero unico, che vuole avere in mano poche persone nei posti chiave della politica e delle istituzioni. Già Napolitano si è prestato a questo disegno ed è il regista assieme all'oligarchia PDL-PD di questo programma neoliberista. Nel passaggio conclusivo della relazione Besostri ha indicato che soltanto una forzsa politica che intercetti anche il 25% degli astensionisti del voto potrà modificare la situazione.
Io ho preso spunto da questo per ricordare che in questa prospettiva ci sono due alternative o si aggrega una forza di destra con posizioni nazionalistiche anti europee - Berlusconi in avanscoperta ha già lanciato l'appello anti Merkel - anti Euro e ci proverà, mentre la nostra Sinistra non riesce ancora - alcuni segnali rivelano lo stato sorgente ma sempre in ritardo sugli avvenimenti e dunque bisogna accelerare perchè la modifica della costituzione in senso presidenzialista o ci consegna Berlusconi o Grillo dittatori di destra popolusta nazionalista o il successore di Napolitano garante dell'attuale sistema neoliberista silente ma cogente (l'accordo sindacale CGIL CISL UIL ne è altro sintomo indicatore significativo) ... e la Sinistra non riesce a costituirsi massa critica superando inutili distinguo del passato tra comunisti e socialisti tra radicali e riformisti. Orbene intanto dobbiamo contrapporci radicalmente aprendo un fronte ampio - compresa l'ANPI - al presidenzialimo e poi subito attivarci per formare il partito della sinistra in Italia per le elezioni europee che prevede l'elezione diretta del presidente della commissione europea inevitabilmente o PSE o PPE. Resistenza resitenza resistenza. Luigi Fasce - http://www.circolocalogerocapitini.it/eventi_det.asp?ID=381

Anonimo ha detto...

L'Euro è lo strumento tecnico progettato per sottomettere i lavoratori europei , come argomentano ormai in tanti economisti , primo tra tutti Bagnai http://www.youtube.com/watch?v=U9QDp9x8qo0 , quindi è compito di una forza di sinistra liberarsene.
La rigidità del cambio è funzionale a tutti gli speculatori/creditori e agli interessi della Germanica che ha attuato colpevolmente delle riforme contrarie persino alle regole iperliberiste di Maastricht .
Non facciamoci distrarre dal fatto che ultimamente , strumentalmente, Berlusconi si stia facendo paladino dei crescenti sentimenti antieuropei , c'è modo e modo di combattere l'euro e la sinistra d'alternativa deve capire che la sovranità monetaria di un popolo equivale alla sovranità sulle proprie scelte economiche.
L'Italia e gli altri paesi Piigs hanno oggi un unico modo per uscire dalla crisi : svalutare la loro moneta.
Combattere l'Euro non è antieuropeismo nazionalistico, ma è l'unico modo per rilanciare il processo democratico in una Europa dei popoli.
Ma è proprio questo quello che le due destre oligarchiche che ci dominano non vogliono : popoli che nella loro autonomia democratica decidono di unirsi.

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