UN SEGNALE DI VITALITA’ di Franco Astengo
“Si moltiplicano le segnalazioni di sindacati e lavoratori arrabbiati per la scelta di mantenere le linee aperte e per gli atteggiamenti delle aziende. La Fiom al governo: “Garantire la sicurezza”
La
decisione di chiudere
l'Italia
dei
negozi e degli esercizi commerciali, ma di
lasciare aperte le fabbriche e le attività produttive sta generando
forti ripercussioni negli stabilimenti italiani. Scioperi spontanei
sono segnalati da Brescia a Mantova, i sindacati sono in allarme
perché vengano garantiti i livelli di sicurezza dal punto di vista
sanitario.”
Un
veloce commento:
Si
tratta del primo segnale di vitalità, di protesta,
di presenza
sociale, di
pressione per l’apertura di un confronto che si verifica
all’interno di
questa
situazione di vero e proprio smarrimento collettivo che è stata
provocata
dall’emergenza sanitaria .
Emergenza
sanitaria per il cui fronteggiamento abbiamo assistito ad una vera e
propria escalation
di provvedimenti assunti nel
giro di poche ore,
nella dimostrazione di una difficoltà profonda che il sistema sta
incontrando in questa drammatica fattispecie.
Tutte
le scelte emergenziali sono avvenute al riparo da qualsiasi livello
di confronto politico pubblico, quasi come se si fosse
in una situazione
di trattativa privata.
Lo
stesso rapporto tra governo, maggioranza, opposizione è stato tenuto
attraverso vertici ristretti, incontri riservati, in un crescendo di
messaggi contraddittori
governati secondo specifici interessi d’immagine dai grandi mezzi
di comunicazione giornalistica, televisiva, a mezzo social.
Un
quadro complessivo che ci ha mostrato segnali di corporativizzazione
di vasti settori sociali.
In
alcuni casi la mitica “società civile” ha fornito una vera e
propria dimostrazione di un egoismo sospeso tra individualismo,
familismo amorale, insofferenza verso l’interesse generale ormai
giudicato come “superfluo”.
Il
Parlamento ha votato lo sforamento di bilancio con una procedura (al
Senato la presenza “a scaglioni”) che molti giuristi hanno
giudicato incostituzionale.
Irrilevante
il ruolo delle parti sociali nelle scelte decisive, scelte che
determineranno la condizione di salute di milioni di italiane e
italiani e la stessa prospettiva economica e sociale almeno nel medio
periodo: insomma si sta agendo in un clima di democrazia sospesa.
Si
è determinata una situazione fortemente negativa adesso finalmente
fatto oggetto di rilievo, protesta,
domanda
di confronto
pubblico da parte
di
chi
ci avevano fatto credere si fosse estinta:
la classe operaia.
Quando
se ne potrà ritornare a parlare il tema principale della politica in
Italia dovrà essere quello di una riconnessione di sistema e una
ricostruzione di soggettività e di senso.
Intanto
gli operai hanno provveduto a dare una scossa e a ricordare non tanto
e non solo la loro presenza come soggetto politico ma soprattutto la
necessità di recuperare per quanto possibile un senso di
partecipazione, iniziativa, dialogo che sembrava completamente
smarrito nell’ormai apparentemente insuperabile ruolo della mera
fruizione passiva esercitata dal pubblico spettatore.
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