giovedì 12 marzo 2020

UN SEGNALE DI VITALITA'

UN SEGNALE DI VITALITA’ di Franco Astengo


Questa la notizia di poco fa:
“Si moltiplicano le segnalazioni di sindacati e lavoratori arrabbiati per la scelta di mantenere le linee aperte e per gli atteggiamenti delle aziende. La Fiom al governo: “Garantire la sicurezza”
La decisione di chiudere l'Italia dei negozi e degli esercizi commerciali, ma di lasciare aperte le fabbriche e le attività produttive sta generando forti ripercussioni negli stabilimenti italiani. Scioperi spontanei sono segnalati da Brescia a Mantova, i sindacati sono in allarme perché vengano garantiti i livelli di sicurezza dal punto di vista sanitario.”
Un veloce commento:
Si tratta del primo segnale di vitalità, di protesta, di presenza sociale, di pressione per l’apertura di un confronto che si verifica all’interno di questa situazione di vero e proprio smarrimento collettivo che è stata provocata dall’emergenza sanitaria .
Emergenza sanitaria per il cui fronteggiamento abbiamo assistito ad una vera e propria escalation di provvedimenti assunti nel giro di poche ore, nella dimostrazione di una difficoltà profonda che il sistema sta incontrando in questa drammatica fattispecie.
Tutte le scelte emergenziali sono avvenute al riparo da qualsiasi livello di confronto politico pubblico, quasi come se si fosse in una situazione di trattativa privata.
Lo stesso rapporto tra governo, maggioranza, opposizione è stato tenuto attraverso vertici ristretti, incontri riservati, in un crescendo di messaggi contraddittori governati secondo specifici interessi d’immagine dai grandi mezzi di comunicazione giornalistica, televisiva, a mezzo social.
Un quadro complessivo che ci ha mostrato segnali di corporativizzazione di vasti settori sociali.
In alcuni casi la mitica “società civile” ha fornito una vera e propria dimostrazione di un egoismo sospeso tra individualismo, familismo amorale, insofferenza verso l’interesse generale ormai giudicato come “superfluo”.
Il Parlamento ha votato lo sforamento di bilancio con una procedura (al Senato la presenza “a scaglioni”) che molti giuristi hanno giudicato incostituzionale.
Irrilevante il ruolo delle parti sociali nelle scelte decisive, scelte che determineranno la condizione di salute di milioni di italiane e italiani e la stessa prospettiva economica e sociale almeno nel medio periodo: insomma si sta agendo in un clima di democrazia sospesa.
Si è determinata una situazione fortemente negativa adesso finalmente fatto oggetto di rilievo, protesta, domanda di confronto pubblico da parte di chi ci avevano fatto credere si fosse estinta: la classe operaia.
Quando se ne potrà ritornare a parlare il tema principale della politica in Italia dovrà essere quello di una riconnessione di sistema e una ricostruzione di soggettività e di senso.
Intanto gli operai hanno provveduto a dare una scossa e a ricordare non tanto e non solo la loro presenza come soggetto politico ma soprattutto la necessità di recuperare per quanto possibile un senso di partecipazione, iniziativa, dialogo che sembrava completamente smarrito nell’ormai apparentemente insuperabile ruolo della mera fruizione passiva esercitata dal pubblico spettatore.


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