COSTITUZIONE ED EMERGENZA di Franco Astengo
Anche la Costituzione francese (articolo 16) permette al presidente di adottare le misure richieste dalle circostanze, nessuna esclusa.
Ma quella italiana no, non lo consente.
La nostra Carta custodisce l’ambizione, o forse l’illusione, d’assoggettare lo stato d’eccezione alle regole dello Stato di diritto.
E la prima regola è proprio questa: il primato delle assemblee legislative.” Così scrive Michele Ainis su Repubblica (19 marzo).
Da questo articolo toglierei “o forse l’illusione” sostituendolo con un termine di certezza.
Il nostro impegno deve concentrarsi
proprio su questo punto ,del primato delle assemblee legislative e
dell’impossibilità di sospensione del complesso di garanzie
democratiche previste dalla Costituzione.
Non deve essere consentita nessuna concentrazione di poteri in una
persona o in un solo organismo e anche il confronto con la comunità
scientifica, cui spettano enormi responsabilità, deve avvenire nel
pieno della trasparenza politica.Senza mai interrogarci sul “a chi giova ?”. Interrogativo furbescamente utilizzato da soggetti capaci soltanto di muoversi in modo strumentalmente utilitaristico.
E’ l’antico discorso della “centralità del Parlamento” e del ruolo delle forze politiche su cui abbiamo tanto dibattuto nel passato in diverse sedi e che adesso si sta palesando in tutta la sua crudezza.
Mostra la corda una sistema politico
fragile verso il cui rafforzamento non sono certo sufficienti i
richiami patriottici con il tricolore e l’Inno, oppure ottimistici
sondaggi.
Dentro questo complesso itinerario dell’emergenza siamo
pericolosamente vicini a punto di rottura che sarà causato, con ogni
probabilità, da un possibile ( e temibile) corto circuito tra
disposizioni riguardanti l’isolamento privato e la realtà del
tessuto produttivo ed economico pesantemente investito ormai ai
limiti della sopportabilità.Corto circuito che potrebbe verificarsi nel giro di pochissimi giorni.
In quel momento, se ci si arriverà com’è francamente realistico temere, la tenuta costituzionale rappresenterà il solo punto di saldatura possibile per il mantenimento del quadro democratico e di una ragionevole possibilità di colloquio tra le istituzioni e i cittadini, senza che i nostri generali seguano l’esempio di Cadorna a Caporetto dando la colpa alla vigliaccheria dei soldati.
La situazione è vicina al punto di
rottura considerato che,infine, sono impietosamente salite a galla
tutte le falle di un sistema dove stanno presentando un salatissimo
conto i tagli imposti ai punti più delicati del welfare nella fase
del passaggio (antico) dall’universalistico all’individualistico.
Un passaggio sulla base del quale, per far arricchire i pochi e far
crescere le disuguaglianze, quei tagli furono effettuati a vantaggio
del privato sul pubblico e non solo nella sanità.
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