venerdì 3 aprile 2015

ACCADONO COSE GRAVI IN PARLAMENTO…E FUORI di Franco Astengo



Va dato atto al Presidente del Senato Grasso di un comportamento istituzionalmente ineccepibile, ma quanto accaduto ieri tra la Procura della Repubblica di Roma e il Senato ha fornito, ancora una volta, il segno del “Regime” e della voglia di repressione che questo Regime tende a esprimere.

 

Nove senatori rappresentanti di tutto l’arco politico che va da Forza Italia al PD (Il “Partito Unico” della Nazione e/o Renziano, senza tanti infingimenti) si sono rivolti alla Procura della Repubblica di Roma contro gli atti di ostruzionismo parlamentare svolti, nell’occasione della conversione in legge del cosiddetto decreto “Sblocca Italia”, da parte dei senatori del Movimento 5 Stelle.

Il Presidente del Senato ha provveduto a rinviare al mittente l’iniziativa, ma il segnale appare di una gravità inaudita proprio sul piano delle garanzie democratiche di sviluppo del dibattito parlamentare considerato che l’iniziativa è partita proprio dall’interno del Senato e alcuni senatori sono già stati coinvolti negli atti d’indagine.

La demonizzazione dell’ostruzionismo parlamentare, addirittura nella dimensione di una denuncia penale, è atto politicamente gravissimo da denunciare senza mezzi termini quale – appunto – espressione del nuovo Regime.

Regime che sta cercando, attraverso la legge elettorale, di soffocare completamente la dialettica in Parlamento e di affermarsi proprio come Partito Unico di Governo della Nazione.

Sovvengono ricordi molto tristi sotto questo profilo, primo fra tutti – e non si tema di esagerare – l’atteggiamento dei fascisti nel corso del dibattito sull’esito delle elezioni del 1924 la cui conseguenza diretta fu l’assassinio di Matteotti e le leggi “fascistissime” con l’istituzione del Tribunale Speciale.

Il tentativo di oggi è quello, in pratica, di dichiarare fuori legge la residua opposizione: opposizione che può politicamente essere giudicata, nella fattispecie, rozza e meramente agitatoria ma la cui realtà e funzione non può essere messa in discussione in questa dimensione.

Ne va della qualità di fondo della democrazia, in un Paese dove fuori dal Parlamento, nel mondo del lavoro si è affermato il metodo Marchionne, i delegati FIOM vengono esclusi dalle trattative, il job act mette i lavoratori nella condizione più debole rispetto alle sopraffazioni imposte dai padroni.

Il nostro ricordo va ai grandi ostruzionismi attuati dalla sinistra e più precisamente dai deputati e dai senatori del Fonte Popolare avverso l’ingresso dell’Italia nella NATO e la legge-truffa del 1953: due momenti che vanno giudicati ancora, pur nell’asprezza massima del confronto, come momenti “alti” della democrazia italiana.

Si sta pericolosamente smarrendo non solo il senso delle istituzioni ma anche quello stesso delle libertà politiche e sindacali: questo il mesto giudizio che può essere avanzato in questo difficile momento per la democrazia e i principi costituzionali.

2 commenti:

PERCHE' LA SINISTRA D'ALTERNATIVA RITORNI NEL PARLAMENTO ITALIANO ha detto...

Totalmente d'accordo. Chi ignora la irresponsabilità penale per i voti dati e le opinioni espresse nell'esercizio del mandato parlamentare può essere solo un parlamentare nominato, che non agisce nel'interesse della nazione, ma di chi l'ha messo in posizione utile e che spera di essere un capolista con l'Italikum. Su questa strada chi ha ammesso l'emendamento canguro va denunciato per abuso in atti d'ufficio? Alla faccia di chi si è lamentato delle interferenze dei magistrati. Per fortuna i PM non dipendono dsal Ministero della Giustizia o dal Primo ministro. Alla vigilia delle elezioni farebbero una bella retata, tanto un GIP compiacente lo si trova sempre.


Felice C. Besostri

PERCHE' LA SINISTRA D'ALTERNATIVA RITORNI NEL PARLAMENTO ITALIANO ha detto...

Mi vengono in mente quelle pagine di Marcia su Roma e dintorni di Lussu, in cui era così ben descritto l'affermarsi del Fascismo col benestare delle istituzioni. Carlo Rovello

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