martedì 28 aprile 2015

IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA SULLA LEGGE ELETTORALE: SPARISCONO DIALETTICA PARLAMENTARE E RAPPRESENTATIVITA' POLITICA notizia da Repubblica.it con un commento della redazione di Perchè la Sinistra

 Il governo Renzi ha posto la questione di fiducia sulla legge elettorale. Si tratta di un atto politico di inaudta gravità che ci riporta davvero indietro ai tempi della Legge Acerbo del 1924.
Deliberatamente si punta a fare una questione di parte del provvedimento legislativo che costituisce il fulcro su cui poggia l'intero sistema politico e che dovrebbe essere pensato in termini del tutto alieni dagli interessi di parte, privilegiando la rappresentatività politica perchè è questa l'inidcazione di fondo che contiene la Costituzione Repubblicana.
Questo atto porta a compimento la degenerazione del sistema in senso antidemocratico: una degenerazione avviata, è bene ricordarlo, con la mistificazione compiuta fin dal 1993 attraverso l'adozione di un  sistema maggioritario che ha finito, progressivamente, con esaltare la personalizzazione della politica e lo svuotamento del sistema fondato sui partiti, ridotti a simulacro di copertura di un coacervo di interessi particolaristici.
Con la questione di fiducia scompaiono la dialettica parlamentare, annullata d'imperio, e la rappresentatività politica.
Il governo pone la fiducia su di una legge palesemente incostituzionale che contiene un premio di maggioranza abnormee i capilista bloccati "ad usum" dei vari cerchi magici.
Definire questa pagina come la più nera nella storia della Repubblica Italiana appare ancora un eufemismo.



Italicum, governo pone questione di fiducia, bagarre in aula. Renzi: "Ci prendiamo le nostre responsabilità"





Il primo scoglio, quello delle pregiudiziali di costituzionalità, è stato superato senza troppi affanni. Ma ora per Matteo Renzi, che sull'Italicum si gioca una partita decisiva, arriva il momento più difficile: passare indenne la bufera politica che si è scatenata dopo la decisione di porre la questione di fiducia sulla legge elettorale. Una scelta che ha provocato reazioni durissime da parte delle opposizioni e un terremoto all'interno del Partito democratico.

Il premier rivendica la scelta. "Dopo anni di rinvii noi ci prendiamo le nostre responsabilità in Parlamento e davanti al Paese, senza paura #LeggeElettorale #lavoltabuona", ha scritto su twitter il premier Matteo Renzi. Poi, sempre su twitter, ha aggiunto: "La Camera ha il diritto di mandarmi a casa se vuole: la fiducia serve a questo. Finchè sto qui, provo a cambiare l'Italia". Il voto finale dovrebbe arrivare la settimana prossima, sarà la conferenza dei capogruppo a decidere la tempistica.










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