Questo Primo Maggio sarà senza l'articolo
18. Basterebbe questa constatazione per sottolineare che ogni vuota e retorica celebrazione della ricorrenza, ogni sanremese
Concertone, sono oramai totalmente fuori contesto . Il Primo Maggio è nato come
data di lotta e ora torna ad esserlo. Giornata di lotta per i tanti lavoratori
che rischiano i diritti, il salario o il proprio lavoro, ultimi quelli della
Whirpool e dell'Auchan, che il Primo Maggio saranno costretti a lavorare in
attesa di essere licenziati.
Questo Primo Maggio sarà prima di tutto una
giornata di lotta contro il governo. Renzi ha dimostrato quanto fosse vera
l'affermazione di Giuseppe DiVittorio che la Costituzione doveva entrare nelle
fabbriche per realizzarsi davvero. Completando l'opera avviata dal suo grande
sponsor Marchionne e dai suoi predecessori, l'attuale presidente del consiglio con il Jobsact ha
definitivamente abolito ogni libertà di chi lavora e garantito all'impresa un
potere assoluto di stampo medievale. Reduce da questo successo, il governo ha
quindi iniziato a procedere allo smantellamento anche della costituzione
formale, dopo aver cancellato quella reale. L'Italicum e le altre riforme
cancellano l'equilibrio tra i poteri previsto dalla nostra Carta e creano la
figura di un capo del governo padrone assoluto delle istituzioni del paese. Si
chiude così il cerchio, dalla fabbrica, alla società, alle istituzioni.
Questo è proprio ciò che chiedeva l'
ufficio studi della Banca Morgan, quando il 28 maggio 2013 scriveva che le
costituzioni antifasciste europee sono troppo segnate dal pensiero socialista e
dal peso della sinistra e che per questo sono un ostacolo da rimuovere,
per realizzare le riforme liberiste
chieste della finanza internazionale. Come scriveva
Primo Levi , il fascismo si ripresenta in ogni epoca e sempre in forme diverse.
Ed è bene ricordare che tra gli scopritori di Renzi c'è quel Tony Blair
che è consigliere lautamente retribuito della banca Morgan.
Naturalmente Renzi non avrebbe mai realizzato
la sua resistibile ascesa da solo o con i suoi pur considerevoli appoggi
finanziari. Decisivo, come per un'altra scalata al potere negli anni 20 del
secolo scorso, è stato il sostegno
istituzionale della più alta carica dello stato, quel presidente Napolitano
verso il quale la storia democratica futura non sarà impietosa nel paragone con
Vittorio Emanuele III. E ancora più importante è stato il potere bancario e
finanziario europeo, impersonato da Mario Draghi. Che assieme al suo
predecessore Trichet scrisse il 5 agosto del 2011 una lettera nella quale sono
contenute tutte le disposizioni attuate e in via di realizzazione da parte dei
governi della Repubblica; dalle pensioni, ai licenziamenti, allo smantellamento
dei contratti nazionali e dello stato sociale, alle privatizzazioni. Così da
noi viene realizzata in modo e per vie diverse quella stessa politica che la famigerata Troika ha
imposto e vuol continuare ad imporre alla Grecia.
Per questo chi vuole difendere i diritti
del lavoro, lo stato e l'eguaglianza sociale oggi ha di fronte a sé il governo
Renzi come primo e più diretto avversario. Ora l'accelerazione brutale sulle
riforme fa sì che l'opposizione oggi comprenda anche vasti settori del
sindacalismo confederale, la Cgil in primo luogo, e gran parte della vecchia
classe dirigente del PD e del centro sinistra. Ma costoro, pur nella onesta
indignazione che esprimono, sono destinati a mostrare le stesse debolezze e
contraddizioni dei liberali di novant'anni fa verso il fascismo. La vecchia
leadership del centrosinistra e CGIlCISL UIL sono corresponsabili di molte
delle riforme economiche e politiche liberiste , fino a quelle dei governi
Monti e Letta. La loro opposizione attuale è quindi debolissima e sostanzialmente inefficace, cosa che Renzi ha
compreso perfettamente e che usa per rafforzare il proprio potere.
La resistenza sociale che sicuramente
vedremo crescere ed organizzarsi è quella che sarà in corteo a Milano il Primo Maggio
contro Expo. Quella fiera è diventata la prima grande opera del nuovo regime. L'Expo si è avvolta nella bandiera
della nazione, si alimenta della propaganda a reti unificate, condanna come
antipatriottico chiunque la contesti. Che invece ne ha ben motivo, tra lavoro
sottopagato gratuito, speculazione sulle aree, ruberie varie, il tutto sotto la
sponsorizzazione e l'occhio vigile delle peggiori multinazionali del cibo. Expo
è la vetrina del peggio di questo paese e delle peggiori ipocrisie della
globalizzazione, e per questo è diventata così importante. Expo è la fiera di
tutto ciò che il mondo del lavoro nei suoi momenti più duri e veri ha
combattuto con la data del Primo Maggio e non è un caso che ora essa sia
diventata anche una scusa per cancellare
il diritto di sciopero. I movimenti ambientalisti, i precari, le lavoratrici ed
i lavoratori organizzati nel sindacalismo conflittuale si troveranno assieme
contro il modello Expo, e saranno l'embrione di quella coalizione sociale che
può davvero contrastare il governo Renzi
e ciò che rappresenta.
Il Primo Maggio sarà di lotta contro il governo in tutta Italia, ma
la sua capitale quest'anno è a Milano.
Nessun commento:
Posta un commento
La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie