martedì 5 maggio 2020

INQUINAMENTO DA POTERE

INQUINAMENTO DA POTERE di Franco Astengo


Con ogni probabilità il battibecco Di Matteo / Bonafede sarà archiviato nella categoria dello “spiacevole incidente” come del resto si è già cercato di fare in qualche TG particolarmente osservante.
Qualcuno questa mattina scrive di “crollo di un mito”.
Invece si è semplicemente confermato qualche elemento in più al riguardo della natura del M5S.
Una natura particolarmente esposta al fenomeno dell’inquinamento da potere: un altro pezzo di quella “questione morale” che da tanto tempo sta avviluppando il nostro sistema politico.
IL M5S è arrivato al potere puntando a dimostrare l’inesistenza della mediazione politica: palesando così una tendenza irresistibile verso la dimostrazione di un superamento proprio di quel concetto di mediazione politica che i suoi esponenti ritenevano una costrizione nell’esercizio della loro forza assoluta.
Si torna così alle origini, allo Stirner di “L’unico e la sua proprietà” (1844): “ogni concetto ideale astratto che si contrapponga alla concretezza irriducibile del singolo va destituito secondo una prospettiva individualistica”.
L’individualismo come punto comune e fonte di un nichilismo fondato sul “bel gesto” dell’esercizio del dominio sulle masse considerate appunto un assieme indistinto di “individui”.
Per dirla con un  termine che è stato di moda “antipolitica allo stato puro”.
La vocazione nichilistica del potere intesa come fattore identitario.
Un potere ridotto alla “vocazione del suo esercizio” e perciò slegato da qualsiasi visione di cambiamento dell’assetto sociale.
L’antipolitica elevata a funzione esclusiva di passaggio di mano nel segno del comando.
E’ questo il punto filosofico da riflettere al riguardo della situazione in atto circa le tendenze ampiamente accettate sul piano teorico che corrono all’interno del sistema politico italiano.
Tendenze che dunque si sono fatte “comando” e non certo “governo”.
A questo ci ha portato lo svilimento totale della funzione dei partiti e del loro sistema, sostituiti dall’uno vale uno e dal click.
In questo modo però l’inquinamento da potere è impossibile da tenere a bada e la “questione morale” irrompe nella sua indifferibile pervicacità.
Alla fine si arriverà alla presentazione del conto di tutto questo.
Un conto che potrebbe essere pagato da un’ulteriore riduzione dei margini di agibilità politica collettiva.
Quanto tempo dovremo allora aspettare perché emerga un qualche segnale di consapevolezza e di messa in opera di una riflessione e di un’azione assolutamente controtendenza?

Nessun commento:

Posta un commento

La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie