IL MESSAGGIO DELLA RADICALITÀ’ Di Franco Astengo
Noi privilegiati abbiamo avuto, in questi giorni
di isolamento, la possibilità di colloquiare attraverso la
tecnologia sia all’interno dei nostri consueti ambiti di
riferimento e anche con il resto del mondo.
In una situazione del tutto
straordinaria rispetto ai nostri consueti canoni di vita è stato
così possibile acquisire una grande quantità di nuove nozioni anche
e soprattutto sul piano scientifico e ci è stato concesso lo spazio
mentale di poterci interrogare e di interrogare gli altri al
riguardo delle prospettive future.
Credo che in tanti ci siamo posti la questione del
quale fosse il messaggio di fondo che ci arrivava dallo scatenarsi di
questa situazione di emergenza.
Ci siamo preoccupati di tante cose: dall’utilizzo
delle risorse pensando alla necessità di elaborare nuovi modelli di
vita rispetto a quelli della società globalizzata di massa che fino
a due mesi fa apparivano come invincibili ; di diversa relazione con
la tecnica e l’idea di sviluppo; della ricerca del “punto di
partenza” dell’epidemia; di quanto pesassero nella diffusione del
contagio l’inquinamento , il surriscaldamento climatico, la
cementificazione e il disboscamento; della difesa delle libertà
democratiche e costituzionali messe in discussione dalla necessità
di “decisionalità immediata” (salvo assistere, su questo preciso
punto, alla pericolosa grande confusione posta in essere da quasi
tutti i governi con in prima fila,da questo punto di vista, quello
italiano).
Nel frattempo ci siamo dimenticati di questioni
che fino ai giorni precedenti l’esplosione della pandemia
apparivano all’ordine del giorno: abbiamo messo in un angolo la
contesa per i nuovi poteri planetari, la fine del ciclo atlantico, il
conflitto dei dazi, le tante guerre presenti in giro per il mondo,
abbiamo posto in second’ordine la situazione drammatica nelle
condizioni di vita di aree fondamentali del pianeta, prima fra tutte
l’Africa; la crescita esponenziale delle disuguaglianze.
Soprattutto il punto d’oblio ha riguardato un
elemento che invece dovrebbe stare sempre al primo posto dei nostri
pensieri: ciò che accade non nasce mai come “fulmine a ciel
sereno”, è sempre frutto di un processo che viene avanti in
maniera e forme diseguali, per salti e scarti ma che sempre arriva da
lontano e non si ferma anche quando l’esplosione del “fatto”
sembra averlo ormai arrestato.
Natura non facit saltus e la capacità di pensiero
del genere umano dovrebbe comprendere il “prevedere”, l’ansia
di definire il futuro. Un’ansia abbandonata nel corso degli anni
con l’idea che la storia fosse finita e sostituita dalla voracità
dell’oggi tipica dell’individuo che non riesce a oltrepassare sé
stesso.
Siamo dentro a un processo in divenire e questa
consapevolezza ci deve permettere di escludere dal nostro orizzonte
di pensiero il pessimismo cosmico: l’esigenza primaria rimane
quella di non smarrire il senso del progredire e dunque di non
restare attrezzati per il futuro.
Allora quali messaggi ci sono pervenuti nel corso
di questa straordinarietà di eventi con i quali apparentemente
all’improvviso ci siamo trovati a convivere ?
Il messaggio più importante è quello della
necessità di una radicalità delle scelte.
Prendo a prestito, per concludere, una frase
pronunciata dalla scrittrice polacca Olga
Tokarczuk, premio Nobel 2019, in una sua intervista comparsa in un
libretto “Il mondo che sarà” allegato a Repubblica.
Afferma
la Tokarczuk : “ Questa
pandemia ha sgonfiato il pallone dell’impossibilità e
dell’impotenza..Penso che diventeremo più radicali e cercheremo
soluzioni più radicali. Il cambiamento sarà sempre possibile , non
siamo costretti a vivere nello sconforto e nell’impotenza”.
Appunto “il cambiamento” e non la
conservazione : niente ritorno agognato alla “vita di prima”.
Riprendere in pieno il discorso sul pensiero,
sulla capacità umana di riflettere sull’avvenire possibile
fondando le nostre future scelte politiche sulla “radicalità”
della mutazione necessaria.
Nessun commento:
Posta un commento
La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie