martedì 19 maggio 2020

COSI' VANNO LE COSE NELLA PIU' TOTALE CONFUSIONE

COSI’ VANNO LE COSE NELLA PIÙ’ TOTALE CONFUSIONE di Franco Astengo
Dopo le travagliate vicende delle mascherine:
Un clamoroso ritardo burocratico: ecco la ragione per cui, da domenica scorsa, è venuto meno il divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Almeno in via temporanea. La norma, introdotta dal decreto Cura Italia e valida per 60 giorni, doveva essere prorogata per altri tre mesi dal decreto Rilancio. Senonché quest’ultimo provvedimento non è stato pubblicato prima che scadesse il termine dei 60 giorni. Risultato: chi vuole, ora può attuare di nuovo i licenziamenti per motivi economici. Non solo: possono pure ripartire le procedure avviate prima del 24 febbraio scorso e rimaste congelate. Almeno finché il decreto non verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale che non è ancora avvenuto perché la Ragioneria dello Stato deve controllare voce, per voce, le coperture e "bollinare".
In pratica, il decreto Rilancio prevede la sostituzione del termine di «60 giorni», stabilito dal Cura Italia, con «cinque mesi». In questo modo, non sarebbe stato possibile attuare alcun licenziamento per motivi economici fino al 17 agosto anziché – come fissato nel primo decreto – fino al 16 maggio. Il problema è che quest’ultima data è già passata, ma il decreto Rilancio non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Ciò significa che i licenziamenti attuati ieri o in queste ore sono assolutamente legittimi. Per capirci: se, per esempio, il decreto entrasse in vigore domani 20 maggio, i licenziamenti attuati tra domenica e domani non sarebbero contestabili.

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