sabato 8 agosto 2020

INCONTRO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

IL Comitato per la Democrazia Costituzionale di Savona ha richiesto un formale urgente incontro al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri al fine di poter illustrare gli effetti concreti dell’accorpamento al 20 – 21 settembre p.v. della data di svolgimento del referendum ex-articolo 138 sulla riduzione del numero dei parlamentari con quella delle elezioni regionali e amministrative.
Fin dall’avvio della campagna elettorale per le elezioni regionali e amministrative è risaltata palese la difficoltà, prescindendo dalle precarie condizioni logistiche di coinvolgimento delle elettrici e degli elettori a causa dell’emergenza sanitaria, a fornire ai cittadini le argomentazioni necessarie al fine di rendere il più chiare possibili le differenti scelte, in un quadro istituzionale che neppure può garantire il primario diritto all’informazione.
Da questo punto di vista rileviamo come del tutto insormontabili le difficoltà di rango delle competizioni elettorali, le une di carattere amministrativo e l’altra (ben più significativa) di livello costituzionale.
Il rischio è quello di una sottovalutazione complessiva dell’importanza degli argomenti di cui si sta discutendo, costringendo così l’elettorato ad emettere un giudizio in un contesto di inaccettabile semplificazione sul dirimente diritto al voto ed alla rappresentanza.
Risulterebbe apertamente violato lo spirito stesso attraverso cui i Padri Costituenti hanno fatto sì che l’articolo 138 della Costituzione contenga la possibilità di rimandare al giudizio popolare una legge di modifica della Costituzione, qualora questa non abbia raggiunto una votazione parlamentare qualificata.
Salvo le iniziative di ricorso alla Corte Costituzionali che saranno esaminate mercoledì 12 agosto non appare presente anche nell’opinione pubblica più avvertita del Paese la realtà del livello di democrazia che viene posta in discussione da questa legge approvata con superficialità e miopia di visione da parte delle forze parlamentari, in acquiescenza del mantenimento di un assetto parlamentare e di un quadro di governo dominati da una presenza di pericolosa antipolitica.
In questa occasione non soltanto vanno in gioco i criteri della rappresentanza politica e territoriale ma potrebbe aprirsi la strada alla formazione di maggioranze favorevoli a modifiche costituzionali tali da non dover passare dalla conferma elettorale puntando a cambiare la stessa forma di governo muovendosi nel solco delle forti tensioni presidenzialiste presenti nel mondo politico e che già originarono in passato richieste di modifica poi bocciate dal voto popolare.
Abbiamo così pensato, attraverso questa richiesta di incontro della quale ci rendiamo perfettamente conto delle difficoltà di accoglimento, di farci interpreti di una segnalazione di vero e proprio pericolo democratico, come avvertito dai settori socialmente e culturalmente più avanzati nella richiesta di difesa e di affermazione della Costituzione Repubblicana.
Franco Astengo




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