martedì 18 agosto 2020

CONTRADDIZIONI

Care compagne e cari compagni ,
terrei a porre all’ordine del giorno della vostra sensibilità intellettuale l’approssimarsi di un nuovo pericolo di fraintendimento teorico: quello di una affermazione della contraddizione definita “ecologica” prevalente su quella storicamente affermata come “contraddizione principale” o “contraddizione di classe”.
E’ evidente che se ci riducessimo a questo livello di dialettica ci troveremmo di fronte a una deviazione di pensiero dovuta all’incapacità di realizzare un’analisi destinata alla definizione dell’allargamento delle contraddizioni “classiche” in una dimensione di intreccio con le fratture definite post – materialiste.
Analisi indispensabile per costruirvi sopra una identità di nuova struttura politica.
In realtà, a mio modesto giudizio, siamo di fronte all’emergere di un altro livello di “dialettica principale” i cui termini derivano dal modificarsi dell’area di interesse nella relazione tra complessità sociale e autonomia dell’agire politico.
L’emergenza sanitaria ha imposto l’evidenza di un confronto tra il possibile permanere di un’etica politica e l’avanzare di una ricerca di potere esclusivamente misurata sul valore dell’estetica.
Si conclude in questo modo il ciclo aperto negli anni ‘90 con l’assunzione del concetto di governabilità come ragione ultima ed esaustiva dell’agire politico.
Finalmente ci sono tutti i margini per aprire una riflessione di fondo svincolata dal peso dei tentativi di inveramento del potere verificatisi nel “secolo breve” e non possiamo perdere l’occasione perdendoci in diatribe politiciste


Franco Astengo

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