mercoledì 10 giugno 2020

OTTANT'ANNI FA L'ITALIA FU TRASCINATA NEL CULMINE DELLE TRAGEDIA DELLA DITTATURA FASCISTA

OTTANT’ANNI FA L’ITALIA FU TRASCINATA NEL CULMINE DELLA TRAGEDIA DELLA DITTATURA FASCISTA di Franco Astengo


NELLA RICORRENZA DEL GIORNO PIU’ TRAGICO DELLA STORIA D’ITALIA SI STANNO VENDENDO NAVI DA GUERRA ALLA DITTATURA MILITARE EGIZIANA E SI AUMENTANO LE SPESE MILITARI PONENDOSI AGLI ORDINI DEI FRANCESI IN MALI E NEL NIGER, INCREMENTANDO LA PRESENZA MISSILISTICA IN KUWAIT, FACENDOSI CARICO DI UNA MAGGIORE PRESENZA IN IRAQ, MANTENENDO IL CONTINGENTE IN AFGHANISTAN.
UN PAESE DALLA POLITICA BELLICISTA CON UN GOVERNO CHE CONTRADDICE ANCORA UNA VOLTA L’ARTICOLO 11 DELLA COSTITUZIONE.
In quel giorno del 10 giugno 1940 dal balcone di Piazza Venezia Mussolini annunciò a un Paese secondo molte testimonianze più perplesso che entusiasta (e che si vergognava non poco dell’opportunistica scelta dei tempi) che era finalmente giunto il momento di “spezzare le catene” che imprigionavano l’Italia nel Mediterraneo e di entrare nella “lotta dei popoli fecondi e giovani” contro gli “affamatori che detengono ferocemente il monopolio delle ricchezze e di tutto l’oro della terra”, ma ormai “isteriliti e volgenti al tramonto”.
Una bolsa retorica nazionalista che, in alcuni e non certo secondari tratti, riemerge oggi in certa oratoria pseudo-immaginifica di stampo sovranista e populista.
La seconda guerra mondiale costò al nostro Paese oltre 300.000 morti, distruzioni immense, il suolo calpestato e invaso da eserciti stranieri.
Un dramma riscattato soltanto dal sacrificio degli antifascisti che fecero la Resistenza.
Un passaggio storico che deve essere ricordato nella sua interezza di espressione, senza infingimenti retorici, come segno più evidente, come lo sbocco naturale della politica dittatoriale del regime fascista e della monarchia sabauda.

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