DERIVATI di Franco Astengo
.. Torniamo indietro, per quasi quindici anni banche italiane, ma soprattutto estere, hanno piazzato a 797 enti locali lungo tutto il Paese migliaia di contratti derivati, sconosciuti e incomprensibili ai più. Comuni, province, regioni si sono trovati, senza saperlo, con buchi miliardari, e gli effetti di quei contratti durano ancora oggi e lo faranno per molti anni a venire, dato che alcuni hanno durata addirittura trentennale. Si tratta molto spesso di scommesse camuffate da assicurazioni dove è l’assicurato a fare da assicuratore alla banca. Dopo perdite gigantesche, nel 2014 il governo l0 ha vietati, ma il ministero dell’Economia conta oggi ben 149 enti territoriali ancora coinvolti che ogni anno (fonte Eurostat) pagano oltre agli interessi sul debito, 250 milioni per i derivati. Le perdite potenziali invece stimate dalla banca d’Italia solo verso le banche italiane (unicredit, Bnl, Monte dei Paschi, Intesa San Paolo) sono di 1 miliardo”,
A questo punto debbono essere precisati alcuni punti e rivolte alcune domande al Comune di Savona.
La precisazione:
Non è vero il “senza saperlo”.
Chi scrive queste note condusse da subito una battaglia per avvertire gli Enti Locali della Liguria della trappola che si stava preparando al tempo della “finanza creativa”. Mi permetto di sottolinearlo per far presente quella che fu un’iniziativa, in origine (primi anni’2000) della Lega Regionale Ligure delle Autonomie Locali (l’ANCI di sinistra per capirci) nella quale ricoprivo l’incarico di vice segretario regionale dal 1996 al 2014, poi portata avanti quasi personalmente con diversi articoli e interventi. Il Sindaco di Savona, in quel momento Federico Berruti, mi rispose, al momento di una ricontrattazione – capestro condotta mi pare con la Deutsche – Bank che “così facevano tutti” con assoluta superficialità, se posso permettermi un giudizio.
Era nato da lì, in tempi ancora precedenti, il “buco” del Comune di Savona che portò al pre-dissesto nel quale hanno versato le finanze del Municipio.
Una responsabilità evidente, è necessario esercitare onestà intellettuale, delle amministrazioni di centro sinistra ma anche un alibi per giustificare il pressapochismo e l’immobilismo dell’attuale amministrazione.
La domanda, molto semplice:
A che punto è la vicenda al riguardo del Comune di Savona? Mi auguro che qualcuno risponda.
Di seguito due articoli il primo del 2009, il secondo del 2011, ma la battaglia era cominciata molto prima senza esito.
Ecco qui:
ENTI
LOCALI E FINANZA CREATIVA di Franco Astengo
L'articolo 41
della legge 448/2002 ha permesso agli Enti Locali di accedere agli
investimenti di capitale riguardanti i cosiddetti “derivati”:
prodotti finanziari, frutto di quella “finanza creativa”
all'epoca molto di moda importata dagli USA ed adottata anche da noi
su impulso del Ministero dell'Economia allora come oggi in mano al
centrodestra (Ministero poi convertitosi rapidamente
all'interventismo statale, al “colbertismo”, al controllo
centralizzato sull'operato delle banche).I “derivati” sono quelle categorie di strumenti finanziari il cui valore economico risulta legato ad una particolare attività sottostante come il valore di una valuta, di un tasso di cambio, di indici di borsa: uno strumento ad alto rischio, successivamente identificato come uno dei fattori più importanti della crisi finanziaria esplosa in USA e, successivamente, allargatasi al resto del mondo fino a diventare quella crisi economica globale, all'interno della quale stiamo ancora dibattendoci.
All'epoca dei fatti poche voci si levarono chiedendo di prestare attenzione: una raccomandazione pressoché inascoltata rivolta in particolare agli Enti Locali, una parte dei quali invece (circa 737, più o meno il 10% del numero, ma rappresentanti circa venti milioni di cittadini: quindi i più importanti e popolati) decisero di correre l'alea, pur non disponendo, come oggi individua la Corte dei Conti della struttura e delle competenze necessarie a “monitorare costantemente i loro derivati, restando di fatto costantemente soggetti ai loro consulenti bancari).
Oggi 387 di quei comuni, che avevano stipulato con le banche contratti di finanza creativa, si trovano a fare i conti con perdite rilevanti: Genova ad esempio si trova di fronte alla prospettiva di un “buco” ammontante a 24 milioni di Euro, ed il Sindaco sta minacciando di chiedere i danni a chi le ha fatto trovare nel bilancio comunale questa drammatica situazione.
La Guardia di Finanza ha aperto, soltanto in questo 2009, 24 indagini sui complessivi 9,1 miliardi di euro di derivati sottoscritti dagli Enti Locali: ed è stato calcolato che, in questo momento, su ciascheduno dei 20 milioni di cittadini amministrati dagli Enti Locali sottoscrittori, grava un debito personale di 1.429 euro.
Oltre ai 737 comuni, infatti, hanno sottoscritto quelli che ben possiamo definire come “titoli tossici” anche 40 province e 13 regioni.
Due mesi fa il Presidente della Corte dei Conti ha spiegato che, con l'introduzione dei derivati nella finanza locale, si è registrato, su di una massa di debito di 5 miliardi un maggior costo di 126 milioni.
Alla fine del Luglio 2009, inoltre, si è conclusa l'inchiesta della magistratura sui derivati stipulati dal Comune di Milano ( quattro le banche interessate: Deutsche Bank, Ubs, Jp Morgan, Depfa) per una ipotesi di perdita che si aggira attorno ai 100 milioni di euro.
Per la Regione Lombardia, invece, il colpo subito appare aggirarsi sugli 80 milioni.
Da rilevare, inoltre, l'altalena micidiale nel gioco dei tassi: nel giro di un e mezzo , fra il 2000 ed il 2002 la Regione Liguria trasformò un mutuo a tasso variabile in tasso fisso (con derivato Merril Lynch) e poi di nuovo a tasso variabile (con derivato Nomura), una operazione giudicata, sempre dalla relazione della Corte dei Conti, “di rischio significativo”.
Nella sostanza il numero dei Comuni che rischiano perdite rilevanti risultano essere : al Nord 151, al Centro 104, al Sud 114, nelle Isole 48.
Quali le origini di questa situazione così complicata? Per la risposta ci affidiamo al giudizio espresso da Sergio Rizzo, nelle conclusioni della sua inchiesta sull'argomento condotta per conto del “Corriere della Sera”:incompetenza e superficialità.
Nel rapporto, già segnalato, redatto dalla Corte dei Conti si legge un elenco sorprendente:ad esempio, in alcuni casi si è riscontrato che il rapporto contrattuale era regolato da una giurisdizione diversa da quella italiana (nel caso quella inglese).
Ripetiamo; incompetenza e superficialità.
Elementi su cui riflettere da parte dei cittadini elettori.
Savona, li 10 Settembre 2009 Franco Astengo
ANCORA SUI DERIVATI
(“TITOLI TOSSICI”)
IL
BILANCIO DEL COMUNE DI SAVONA
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La sindaco Marta
Vincenzi, tramite il lavoro dell'avvocato Sara Armella
presidente di SPIM (una vadese d.o.c figlia del grande
mediano del Vado anni'60, il compianto Piero Armella), ha
davvero evitato con questa operazione il rischio di un tracollo di
bilancio: si profilava infatti una esposizione per 92 milioni 518
mila 322 euro.
E'
la prima volta, in Italia, che si chiude una vicenda di
questo tipo, senza oneri ed esborsi, per la società che ha
firmato il “derivato”: un tipo di contratto altamente
pericoloso e dannoso per le casse pubbliche, nella cui tipologia
sono caduti, come una vera e propria trappola, molti Enti Locali
convinti di fare della facile “finanza creativa”.
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Quanto denaro è stato
impiegato in questo tipo di operazione (perché il fatto è
avvenuto, durante la tornata amministrativa 2002-2006, in questa
che sta per concludersi dovrebbe essere cambiato il gestore e
“ristrutturata” la vicenda), come stanno le cose, nel concreto
e nel dettaglio sotto questo aspetto?
E'
in corso la campagna elettorale, condotta in una deprimente
accezione personalistica da alcuni candidati che hanno riempito la
città dei loro manifesti anche di grande dimensione: non ci pare
si sia verificata una minima attenzione, anche da parte di forze
di opposizione, a questa tematica della condizione finanziaria,
che pure risulta essere a nostro modesto giudizio del tutto
decisiva.
Saremo
grati a quanti, nella amministrazione comunale e nel mondo
politico savonese, vorranno cortesemente risponderci ed
interessarsi alla questione.
Savona,
16 Aprile 2011 Franco Astengo
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