SINISTRA NELL’EMERGENZA E NEL DOPO di Franco Astengo (Ringrazio in
anticipo quanti condividendo vorranno aiutarmi nell’amplificare la
diffusione di questo messaggio)
Torno a rivolgermi ad alcuni esponenti della
sinistra italiana verso i quali dispongo della possibilità
d’interlocuzione al fine di sollecitare l’apertura, sia pure a
distanza, di un confronto di analisi sulla possibilità di
ricostruzione di una nostra presenza all’interno della vicenda
politica italiana, adesso nell’emergenza e per il dopo.
Ci troviamo in una fase di difficilissimo
passaggio, nel momento in cui emergono sempre più evidenti
difficoltà di tenuta del sistema, come indicano anche commentatori
assolutamente insospettabili di intenzioni “eversive”.
Si parla di scollamento quotidiano che può
tradursi in lacerazione sociale, mentre emergono i nodi mai sciolti,
dal disastro del motore industriale al Nord alla piaga del sommerso
al Sud, tanto per semplificare.
E’ arrivata anche al “dunque” la questione
europea in termini che sarebbe stato difficile da immaginare sul
piano dell’esigenza immediata e concreta di scelte sovranazionali,
in uno stato di cose nel quale si registra il ritorno allo schema
della governabilità autoritaria al centro del Continente.
Schematizzo al massimo:
1) Durante l’emergenza è
necessario, con gli strumenti a disposizione, ritessere la tela di un
dibattito politico destinato per quando possibile a far emergere il
tema della ricostruzione di una presenza politica di una sinistra
d’alternativa;
2) Il tema della fragilità del
sistema politico italiano deve essere affrontato senza reticenze:il
pericolo che sta correndo la democrazia repubblicana è troppo grave
per essere snobbato e considerato secondario;
3) la questione europea necessita di
un ripensamento al riguardo di determinate posizioni assunte anche
nel recente passato. Il tema di una dimensione sovranazionale
dell’intervento politico appare quanto mai urgente e indifferibile.
Si sarà notata, ad esempio, l’assoluta assenza di voci provenienti
dal Parlamento Europeo. Su questo punto mi permetto di rinnovare
l’appello rivolto al PSE e a Sinistra Europea per un incontro
urgente.
4) Debbono essere elaborati elementi
di progettualità alternativa posti sia sul terreno della
strutturazione politica, sia al riguardo della prospettiva economica
e sociale. Non è sufficiente pensare alla green economy e ai
possibili relativi modelli di vita.
5) Abbiamo davanti grandi difficoltà
ma anche una possibile occasione se saremo capaci di ripensare, anche
oltrepassando il pur doveroso richiamo alle diverse identità
presenti nella sinistra italiana ed europea, i temi di fondo dello
sviluppo e della stessa convivenza civile, delle relazioni umane,
degli interscambi economici, culturali, sociali non esclusivamente
legati alla logica del profitto, delle comunicazioni d’informazione.
Pur nella povertà della mia capacità
d’esposizione mi auguro di aver contribuito allo sviluppo di un
confronto che tra qualche tempo permetta di porre concretamente
all’ordine del giorno il tema della ricostruzione di una
soggettività politica della sinistra.
Una sinistra in grado di produrre una concreta
ipotesi di alternativa nel sistema politico italiano e oltre di esso.
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