RITORNARE ALLO STATUTO di Franco Astengo
Colpiti dalla sciagura in una condizione di sostanziale impreparazione, con un settore strategico come quello della sanità lacerato tra le “arlecchinesche competenze” delle regioni e la bramosia di guadagno dei privati, adesso ci troviamo di fronte a una sostanziale incapacità di governo della situazione.
Premono le grandi lobbie.
L’Europa appare spaccata e
sostanzialmente in forte difficoltà a compiere delle scelte che non
siano di pura mediazione.
In Italia la gestione dello stato di cose in atto si è mantenuta
al limite della legalità costituzionale, il Paese è spossato,
colpito, ancora e sempre percorso dalla “questione morale”.Vengono al pettine tutti i nodi della fragilità del sistema.
Così precipita la crisi di fronte alle scelte di Bruxelles (mentre Strasburgo rivela una tragica impotenza) e si profila addirittura un potenziale conflitto di potere per il dopo tra il governo e la task – force che si intende prevedere addetta a una non meglio precisata “ricostruzione”.
Task – force della quale manca completamente, almeno per ora, un minimo di profilo istituzionale che ne definisca i compiti.
Task – force che adesso come adesso appare ipotizzata completamente al di fuori da un quadro costituzionale; tanto più che deve essere ricordato ancora una volta come questo governo sia stato formato attraverso un’operazione di puro trasformismo attuata per fermare una pericolosissima ondata sovranista di estrema destra.
E’ questo il quadro che presenta il nostro sistema politico: duello all’infinito tra trasformismo e sovranismo?
In realtà si discute sul vuoto, al di fuori da un qualche indirizzo di programmazione per l’oggi e per l’indomani e al di fuori da un’idea di percorso istituzionale che consenta ad arrivare a scelte che il Paese senta come proprie e le assuma con consapevolezza.
Naturalmente esistono questioni di carattere culturale complessivo, di modelli negativi dettati dal consumismo individualista che debbono essere superati, di mancata definizione di altri criteri di organizzazione sociale.
Ritorno perciò su di un argomento già toccato in altro intervento: lo spettacolo offerto dai senatori nel corso dell’ultima seduta di quella che un tempo era definita Camera Alta ha rappresentato lo specchio di una sostanziale incapacità del sistema di produrre una rappresentanza politica misurata all’altezza del dettato costituzionale.
Si renderebbe indispensabile un vero e proprio “ritorno allo Statuto”, alla piena legalità repubblicana, al confronto democratico tra forze politiche socialmente consistenti nel paese.
In queste settimane è emersa una vera e propria “emergenza politica” che dovremmo cercare di far presente alle parti culturalmente e socialmente più avvertite del Paese, facendo nascere da lì una corrente di pensiero capace di portarci all’altezza di scelte degne di quella tradizione che ci consentì di fare la Resistenza e scrivere la Costituzione.
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