Dall’UNITA’
21 dicembre 1972 :NEL SOLCO DI UNA GLORIOSA TRADIZIONE DI LOTTA
INTERNAZIONALISTA PER LA PACE di Franco Astengo
COMUNICATO
COLLETTIVO AUTONOMO LAVORATORI PORTUALI GENOVA – Febbraio 2020
“Nei
mesi scorsi, nel porto di Genova, una mobilitazione partita dai
lavoratori del porto ha impedito l’imbarco di materiale bellico
diretto in Arabia Saudita e destinato alla guerra in Yemen. Analoghe
manifestazioni a sostegno del blocco del traffico di armi si sono
tenute in altri porti europei (Le Havre e Marsiglia, ancora prima a
Bilbao) contro le navi della compagnia saudita Bahri, che rifornisce
d’armi e mezzi militari tutto il Medio Oriente.
I venti di guerra però non si sono fermati come dimostrano benissimo gli sviluppi drammatici legati alle guerre in Siria, al conflitto libico e all’aggressione statunitense in Iraq. Sono conflitti sanguinosi che mietono vittime giornalmente, devastano territori, spingono migliaia di persone ad abbandonare i loro paesi per emigrare. Il complesso militare industriale è tra i molti responsabili di questa escalation in combutta con governi sempre pronti ad approvare politiche di saccheggio verso le risorse naturali in varie zone del mondo.
Il combinato disposto con una crisi economica che non è risolvibile all’interno del sistema capitalista e neoliberista rende la guerra come una costante nelle nostre società. Fermarli però è possibile cominciando dai nostri territori. Boicottando la guerra cominciando da casa nostra.
Il 12 febbraio (la data potrebbe variare) a Genova arriverà una nuova nave carica di armi, la Bahri Yanbu. Come lavoratori chiameremo tutta la città solidale ad unirsi a noi per bloccare l’ennesimo traffico di morte. Chiediamo a tutti i lavoratori, ai cittadini, ai sindacati e alle forze politiche di sostenere questo blocco trasformando questa giornata in un’occasione di lotta contro la guerra e per la pace tra i popoli e tra gli oppressi. Invitiamo tutti e tutte a raccogliere quest’appello.
Dalla produzione bellica alla sua logistica, dalle basi militari ai centri di ricerca, l’ingranaggio della guerra è ampio e diffuso e permette a chiunque e dovunque di mettere in campo in autonomia ciò che vorrà e potrà.
Guerra alla guerra! Pace fra i popoli!”
Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali – Genova”
I venti di guerra però non si sono fermati come dimostrano benissimo gli sviluppi drammatici legati alle guerre in Siria, al conflitto libico e all’aggressione statunitense in Iraq. Sono conflitti sanguinosi che mietono vittime giornalmente, devastano territori, spingono migliaia di persone ad abbandonare i loro paesi per emigrare. Il complesso militare industriale è tra i molti responsabili di questa escalation in combutta con governi sempre pronti ad approvare politiche di saccheggio verso le risorse naturali in varie zone del mondo.
Il combinato disposto con una crisi economica che non è risolvibile all’interno del sistema capitalista e neoliberista rende la guerra come una costante nelle nostre società. Fermarli però è possibile cominciando dai nostri territori. Boicottando la guerra cominciando da casa nostra.
Il 12 febbraio (la data potrebbe variare) a Genova arriverà una nuova nave carica di armi, la Bahri Yanbu. Come lavoratori chiameremo tutta la città solidale ad unirsi a noi per bloccare l’ennesimo traffico di morte. Chiediamo a tutti i lavoratori, ai cittadini, ai sindacati e alle forze politiche di sostenere questo blocco trasformando questa giornata in un’occasione di lotta contro la guerra e per la pace tra i popoli e tra gli oppressi. Invitiamo tutti e tutte a raccogliere quest’appello.
Dalla produzione bellica alla sua logistica, dalle basi militari ai centri di ricerca, l’ingranaggio della guerra è ampio e diffuso e permette a chiunque e dovunque di mettere in campo in autonomia ciò che vorrà e potrà.
Guerra alla guerra! Pace fra i popoli!”
Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali – Genova”
Pubblichiamo
questa nota, riportata dal blog “La Bottega del Barbieri”
semplicemente per segnalare che questa iniziativa dei portuali
genovesi si colloca nel solco di una grande tradizione
internazionalista per la pace che ha contraddistinto la classe
operaia ligure e in particolare i portuali.
Di
seguito, infatti, si riporta una nota “storica” tratta
dall’archivio digitale dell’Unità tornato disponibile.
Si
tratta dell’edizione del 21 dicembre 1972 e ci troviamo al centro
dell’escalation bellica degli USA in Vietnam con Hanoi bombardata
dai B52.
E’
appena il caso di rimarcare la continuità d’impegno politico che
contraddistingue le due fasi, senza dimenticare ovviamente il ben
diverso contesto storico.
Purtuttavia
è necessario accostare i due avvenimenti, pur a distanza di tanti
anni, a testimonianza e esempio della necessità di operare per la
pace e la solidarietà internazionale com’è sempre stato nella
grande storia del movimento operaio,
L’UNITA’
21 DICEMBRE 1972
Genova:
la decisione dei portuali
I
portuali genovesi hanno deciso il boicottaggio delle navi americane
dal 25 al 31 dicembre, come prima misura di lotta nei confronti dei
selvaggi bombardamenti USA nel Vietnam. Oltre a prendere questa
decisione, che testimonia ancora una volta dell'impegno civile ed
internazionalista dei portuali genovesi, la « Compagnia» ha
invitato tutti i lavoratori degli scali liguri e dei più -
importanti porti italiani ad adottare analoghe misure antiamericane.
Il comitato di - solidarietà per il Vietnam ha inoltre indetto una
manifestazione pubblica per domani pomeriggio: un corteo percorrerà
le vie del centro per concludersi in Piazza Verdi, dove è previsto
un comizio unitari.Da tutte le più importanti fabbriche genovesi
sono partiti ordini del giorno di ferma condanna dei crimini
americani e di richiesta al governo italiano perché intervenga
presso Nixon affinché firmi l'accordo di pace nel Vietnam concordato
il 20 ottobre.”
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