SANT’AGOSTINO IN VENDITA di Franco Astengo
La
notizia della messa in vendita da parte del Demanio del complesso
dell’ex-carcere di Sant’Agostino deve essere valutata con grande
allarme di chi ha ancora a cuore le sorti di Savona dal punto di
vista culturale, artistico ed economico.
Si
presenta evidente il rischio dell’ennesima speculazione edilizia
,come del resto indicano anche con chiarezza le edizioni locali dei
quotidiani.
Soprattutto
svanirebbe la possibilità di costruire una “Savona della cultura”
che rimane l’unica possibilità di rilancio della Città dopo il
fenomeno della deindustrializzazione che ha portato a un
impoverimento generale che ben si evidenzia soltanto passeggiando nel
centro cittadino e osservando i negozi chiusi e consegnato Savona
alla logica del “mordi e fuggi” delle Crociere, oltre –
ovviamente – all’utilizzo speculativo di luoghi che sarebbero
risultati decisivi al fine di progettare un ben diverso futuro.
Nella
fattispecie la cessione a privati del complesso di Sant’Agostino
finirebbe con il far svanire del tutto la possibilità di realizzare
un polo culturale strutturato tra quello stesso complesso e Palazzo
Santa Chiara (la cui “favola” facciamo fatica a raccontare nel
delirio di trascuratezza e degrado come è stata sviluppata nel corso
degli anni).
Polo
culturale caratterizzato dalla presenza di una grande biblioteca e da
una presenza universitaria nel Centro Città (senza nulla togliere al
Campus di Legino).
Una
presenza di istituzioni culturali strutturate in Centro Città appare
essere la sola strada per rivitalizzare il punto nevralgico di una
possibile ripresa in una situazione nella quale il turismo può
risultare soltanto complementare.
Ho
riassunto in pillole un progetto che da tempo è stato elaborato in
maniera molto più dettagliata.
L’occasione
di questo intervento intende soltanto sollevare la questione,
chiedere l’avvio di una riflessione collettiva e sollecitare un
intervento adeguato da parte delle istituzioni locali.
Lasciar
correre nell’ignavia, come purtroppo da molti è stato fatto in
passato, risulterebbe ancora una volta imperdonabile.
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