SAVONA: L’ENNESIMO SEGNALE DI DECLINO a cura
di Franco Astengo
In una situazione di sostanziale
stagnazione delle buste paga dei lavoratori dipendenti italiani nel settore
privato, Milano si conferma per distanza - pur non sfuggendo al piattume del
quadro generale - la città dove si guadagna meglio in Italia. La retribuzione
annua lorda (RAL) osservata attraverso il
calcolatore di JobPricing è infatti poco sopra 34mila euro, un
valore che pone ben 2mila euro di distanza dalla provincia al secondo posto in
classifica. Che è, per altro, un continuum con il capoluogo
lombardo: Monza Brianza.
Sensibile la discesa del peso delle
buste paga man mano che si cala lungo lo stivale, anche se ovviamente bisogna
tenere conto dei differenti costi della vita. In ogni caso, la macro-area del
Sud vede RAL medie (meno di 26mila euro) di quasi 5mila euro inferiori rispetto
al Nord. La distanza massima tra Regioni raggiunge il 20%: fatto 100 lo
stipendio medio italiano, in Calabria si guadagnano 83 euro e in Lombardia se
ne mettono insieme 108.
Se si guarda alla distribuzione
geografica delle retribuzioni, colpisce come il paese sia di fatto spaccato in
due: 8 regioni al Nord, con la Lombardia in testa, trainano gli stipendi verso
l'alto, le altre 12 (dalla Toscana in giù con eccezione del Friuli Venezia
Giulia) si collocano sotto la media: il mercato retributivo, come sempre, è una
fotografia molto puntuale dello stato dell'arte del mercato del lavoro e
dell'economia, dato che laddove le retribuzioni sono più basse, i tassi di
disoccupazione sono più alti e la produttività è più bassa.
Se si guarda alle tabelle sotto riportate si
può notare come l’affermazione che da tempo si sta avanzando della Liguria
Occidentale come il “Sud del Nord” sia confermata. Le province di Savona e di
Imperia, infatti, fanno registrare una delle più rilevante diminuzioni di peso
delle buste – paga , superate soltanto dalle province sarde. Da notare la crisi
del modello nord – est con il calo di Vicenza e Treviso (nel caso di queste due
province però ci sarebbe da calcolare quanto sfugge con il lavoro nero).
Savona e Imperia soffrono del deserto
industriale nel quale sono cadute da tempo a causa dell’adozione di modelli
sbagliati che hanno privilegiato attività a particolare intensità di
sfruttamento ed episodicità d’impiego.
Mancano centri direzionali e di conseguenza
alti livelli di occupazione. Savona soffre di una fuga di cervelli che risale
ormai fin dall’inizio degli anni’60 e ha causato la sparizione delle aziende
tecnologicamente più avanzate: dalla Scarpa e Magnano alla Ferrania, pensando alla titolarità di
brevetti nel frattempo ceduti e sorpassti.
E’ questo il nodo vero della nostra
situazione economica, dovuta soprattutto alla speculazione finanziaria che ha
contraddistinto, sotto il segno dell’invasione cementizia, interi decenni della
nostra vita economica, sotto l’egida di una politica miope incapace di
progettare il futuro e legata a piccoli centri di potere.
Stipendi, le province che
balzano in classifica
Verbano-Cusio-Ossola
12
Macerata
12
Matera
12
Alessandria
11
Cuneo
11
Aosta
10
Pesaro e
Urbino
9
Viterbo
8
Novara
7
Ancona
7
Massa-Carrara
7
Latina
7
Bari
7
Frosinone
7
Ascoli
Piceno
7
E quelle che scendono
maggiormente
Siracusa
-6
Salerno
-6
Chieti
-6
Terni
-6
Vicenza
-7
Piacenza
-7
Mantova
-7
Savona
-7
Imperia
-7
Treviso
-8
Sud Sardegna
-8
Nuoro
-8
Oristano
-8
Sassari
-10
Cagliari
-13
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