PER UNA RISPOSTA A ROSSANA ROSSANDA: VALORE D’USO E VALORE
DI SCAMBIO di Franco Astengo
Per una risposta, del tutto inadeguata, all’appello lanciato
da Rossana Rossanda “Per un Marx al presente”, in particolare laddove nel testo
in conclusione si nota: “ C’è da
chiedersi quanto, perfino nelle meno odiose tra le società occidentali, non
siano stati visti i bisogni operai in crescita intellettuale e morale rispetto
ai loro bisogni materiali, affidati essenzialmente alla distribuzione”
Riprendo allora dal testo di Mariana Mazzuccato “Il valore
di tutto”:
“Se sentite che
un’operazione finanziaria “crea valore” alzate le antenne; di solito non lo
crea ma lo estrae a favore di qualcuno.
Un esempio è
l’acquisto di azione proprie, che fa salire il prezzo dei titoli distribuendo
liquidità agli azionisti è definito “creazione di valore” lo spostamento di
risorse dall’impresa agli azionisti e ai manager.
Una distorsione frutto
della narrazione funzionale al pensiero unico dell’ultimo quarto di secolo,
quello della finanziarizzazione dell’economia secondo cui “valore” è sinonimo
di prezzo. Siamo così assuefatti a tale versione che abbiamo smesso di
chiederci cosa davvero crea valore, domanda fondamentale visto che il valore è
il perno su cui ruota l’organizzazione economica, sociale e politica di
un’epoca.
Nella nostra abbiamo
accettato che il valore fosse il prezzo se non vogliamo restare ostaggi
dell’economia della disuguaglianza che sta consumando il pianeta e minando la
democrazia occorre cominciare a chiederci cosa sia il valore, chi lo crea e per
chi.”
Davvero una mirabile sintesi , questa elaborata da Mariana
Mazzucato, degli effetti creati dallo smarrimento dei “fondamentali” che
caratterizza questa fase politica.
Per rispondere adeguatamente all’insieme delle questioni
sollevate, sia da Rossanda, sia da Mazzucato, non ho trovato di meglio che
ritornare appunto al Marx tra valore d’uso e valore di scambio
“Per indagare il
sistema economico della società moderna bisognerà partire dalla merce che è ciò
che viene prodotto e sta alla base dello scambio (e quindi alla base
dell’economia). Essa è prima di tutto qualcosa che serve all’uomo per
soddisfare i propri bisogni ecco perché si dice che essa possiede un valore
d’uso che può cambiare in base alla merce e in base al bisogno del singolo. A
esso è strettamente collegato il valore di scambio che non è altro che il
valore che la merce assume in base al suo valore d’uso nel momento in cui deve
essere scambiata con un’altra merce (una forchetta avrà un valore d’uso
superiore a un pettine perché è strettamente legata a un bisogno primario,
quello di mangiare; questo vuol dire che per scambiare forchette con pettini ci
vorranno, ad esempio, tre pettini per ogni forchetta).”
Per non smarrirci in questo “mare magnum” di falsità e di
mistificazioni che ci ha condotto nella totale incultura che caratterizza
l’attualità e che così coraggiosamente Rossanda è stata capace di interrogare.
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