NUMERI DAI BALLOTTAGGI di Franco Astengo
Di seguito qualche prima considerazione sull’esito dei
ballottaggi svoltisi il 9 giugno: i dati sono riferiti ai 16 comuni capoluogo di
provincia impegnati nei comizi elettorali.
In questi sedici comuni si è verificato il successo dei
candidati presentati da coalizioni di centro sinistra in 7 occasioni,
altrettante sono state quelle nelle quali è risultato vittorioso un candidato
presentato dalla coalizione di centrodestra, un successo per il M5S nell’unico
caso in cui questo movimento era pervenuto al ballottaggio, un successo per il
candidato di una lista civica.
Grande interesse era rivolto alla partecipazione al voto:
come capita in queste occasioni da quando è stato introdotto il meccanismo del ballottaggio
si è registrata una diminuzione nell’afflusso di elettrici ed elettori.
La flessione è stata quasi del 14%, però – rispetto ad
analoghe situazioni del passato –il totale dei voti validi espressi è rimasto
al di sopra del 50% dell’intero corpo elettorale. Hanno espresso, infatti, voto
valido nei 16 capoluoghi presi in considerazione 617.409 elettrici ed elettori
pari al 51,95% dell’intero corpo elettorale che era composto da 1.188.447
unità.
Dal punto di vista più specificatamente rivolto all’indirizzo
politico dell’esito del voto si segnale una tendenziale caduta della coalizione
di centro destra.
Nel primo turno, infatti, i candidati pervenuti al
ballottaggio come esponenti di coalizioni di centro destra avevano raccolto
295.602 voti, nel secondo turno sono scesi a 285.657 con una flessione di 9.945
suffragi.
In crescita, invece, i candidati esponenti di coalizioni di
centro sinistra: da 260.451 voti a 287.228 con una crescita di 26.777 unità.
Nell’unico comune (Campobasso) nel quale il candidato del
Movimento 5 stelle era riuscito ad approdare al ballottaggio si è assistito a
un raddoppio: da 8.484 voti al primo turno a 16.139 nel secondo, mentre sono
anche cresciuti i candidati delle liste civiche (presenti in 2 comuni) saliti
da 20.300 voti a 27.755.
Nei 7 comuni nei quali le candidature di centrosinistra
hanno prevalso registriamo un aumento di voti per i candidati vincenti a
Verbania, Livorno, Cremona, Rovigo e Cesena mentre i Sindaci di Reggio Emilia e
Prato sono stati eletti perdendo voti tra il primo e il secondo turno.
I candidati sconfitti presentati dal centro destra hanno
fatto registrare un incremento di voti a Prato, Livorno e Cesena mentre sono
arretrati a Verbania, Reggio Emilia, Cremona e Rovigo
Dalla parte dei 7 successi fatti registrare dal centro
destra, a parte la situazione di Biella nella quale entrambe le candidature appartenevano
a quello schieramento l’unica situazione in crescita è stata Ascoli Piceno. In
calo le candidature pur alla fine vincenti a Vercelli, Ferrara, Forlì, Foggia e
Potenza.
Per i candidati battuti nel centro sinistra aumento a
Vercelli, Ferrara, Ascoli Piceno. In diminuzione Foggia.
Già segnalato il raddoppio del M5S a Campobasso, resta da
segnalare l’aumento del candidato della Lista Civica a Potenza (pur alla fine
sconfitto) e il successo in crescita di una candidatura da Lista Civica ad
Avellino.
Tra il 1° e il 2°turno si sono effettuati questi sorpassi: a
Verbania a favore del centro sinistra, a Rovigo a favore del centro sinistra, a
Campobasso a favore del M5S, ad Avellino a favore della Lista Civica.
Da segnalare, infine, il caso di Potenza: al primo turno,
infatti, il candidato del centrodestra Guarente disponeva di un vantaggio sul
candidato Tramutoli (Lista civica) di quasi 7.000 voti ridottisi esattamente a
200 (16.248 a 16.048) al ballottaggio.
In sostanza, dalla prima analisi del voto nei 16 comuni
capoluogo, si può rilevare un minor crollo nella partecipazione al voto
rispetto a quanto poteva essere prevedibile considerata anche la stagione
(ricordiamo, in questo senso, passaggi nettamente inferiori al 50%), un’evidente
“fatica” nella tenuta tra un turno e l’altro da parte delle coalizioni di
centro destra che complessivamente perdono voti in cifra assoluta e un buon
impatto, anche se limitato nella capacità di estensione numerica, da parte
delle coalizioni di centrosinistra.
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