BOMBARDIER: PROSEGUE
L’INCERTEZZA di Franco Astengo
Questo il riassunto della
situazione odierna secondo notizie giornalistiche.
“È in fase di definizione il contratto per la produzione di 14 treni per
l’alta velocità per i quali lo stabilimento Bombardier di Vado Ligure potrebbe
produrre le 28 carrozze di testa mentre lo scorporo del comparto ingegneria
proseguirà e la produzione delle locomotive DC3 polacche non verrà trasferita a
Vado Ligure eludendo gli impegni assunti a suo tempo dall’azienda nell’ambito
della presentazione del piano industriale. Questo, in estrema sintesi, è quanto
emerso dall’incontro di ieri presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla
presenza del Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial e del vicepresidente di
Bombardier Transportation Europa Oscar Vazquez. Nessun nome, inoltre, è stato
pronunciato rispetto al partner industriale con cui Bombardier intende
collaborare per la parte operation e per il quale si dovranno attendere ancora
dai due ai quattro mesi.”
Allora è ancor ail caso di
ripetersi su questi tre punti:
1) Si ribadisce la necessità di una mobilitazione
di tutta la provincia: delle sue forze produttive in ogni articolazione,
delle istituzioni, dei soggetti associativi.
2)
Il nodo è sempre lo stesso e sul
quale ci battiamo da anni: quello del livello di capacità di adeguamento
tecnologico. Su questo punto (oltre che in altre situazioni su quello del
rapporto produzione/ambiente) si è verificata la deindustrializzazione della
provincia di Savona in un quadro di corrività da parte degli industriali in un
quadro di logica di scambio e di insufficiente comprensione di ciò che stava
accadendo da parte dei sindacati ( a partire, almeno, dagli anni’80 del secolo
scorso). Con il massimo di solidarietà esprimibile verso i lavoratori.
3)
E’
assolutamente necessario, in funzione del destino del sito produttivo di Vado
Ligure che in vista della formalizzazione ufficiale da parte di Trenitalia si
addivenga anche a un accordo con Bombardier perché, almeno nei due anni di
lavorazione che questi 14 treni dovrebbero assicurare allo stabilimento, siano
sospese tutte le azioni unilaterali fin qui intentate dall’azienda destinate
alla cessione di rami d’azienda oltre alle procedure per smantellamenti vari. E’
questa la condizione perché sia mantenuta l’unitarietà del ciclo, fattore
decisivo per il futuro, e siano mantenuti i livelli occupazionali.
Non è il
caso (com’è avvenuto con il decreto di area di crisi industriale complessa) di
firmare assegni in bianco senza precisare contropartite assolutamente
essenziali. Bombardier, in questi anni, ha fatto centinaia di milioni di utili
lucrando sulle commesse pubbliche italiane e non vi è stata alcuna affidabilità
nella redistribuzione che alla fine si è rivelata ben misera.
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