25 APRILE 2019: UN NUOVO INIZIO di Franco
Astengo
A Milano nella giornata di ieri, 24 aprile data
dell’insurrezione del Nord e della Liberazione di Genova, i fascisti (senza il
“neo” e significativamente anche ultras del calcio) hanno compiuto un gesto non
solo provocatorio ma emblematico dispiegando, proprio nei pressi di Piazzale
Loreto, uno striscione inneggiante a Mussolini.
Da parte dei fascisti essere arrivati a questo punto può
rappresentare quasi come il momento terminale di una sorta di ascesa
dell’indifferenza verso ciò che è stato il fascismo nella storia d’Italia,
indifferenza che arriva a riproporne essenza e miti.
Per noi, nel nostro presente, questo fatto rappresenta
un punto da riflettere con grande attenzione.
Un gesto che è stato accompagnato, proprio in questi
giorni, da una lunga serie di provocazioni che ha messo a nudo complicità e
ipocrisie nel mondo politico verso l’emergenza rappresentato da questo ritorno
del fascismo in forma diversa dal passato ma altrettanto pericoloso.
Complicità e ipocrisie da parte del mondo politico che
altro non rappresentano che il frutto delle tante e delle troppe concessioni
fatte non tanto sul piano storico, ma su quello morale e sui cedimenti avvenuti
nella definizione dei principi fondativi non solo della nostra Repubblica ma
della stessa convivenza civile a partire dal mutamento di segno del concetto
aberrante di razzismo.
Il quadro generale è quello di un sistema politico
estremamente fragile, di una struttura dello stato che non regge, di un governo
basato su di una logica da “voto di scambio” esercitato a livello di massa e su
di una società che non riesca a esprimere nulla di più di un corporativismo
diffuso e di un “individualismo della paura”.
Con grandi pericoli per la democrazia
repubblicana.
Per tutto questo serve ricordare un 25 aprile
antifascista proponendo in pieno i valori che ispirarono prima l’antifascismo
durante il ventennio e poi la Resistenza: senza concessioni di sorta a sbagliati
ecumenismi attraverso i quali si apre il varco al dispregio dei valori, alla
proposta indecente del ritorno all’indietro.
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