domenica 24 dicembre 2023

SAVONA: DIFFICOLTA' ECONOMICHE E DEFICIT PROGETTUALE

 

SAVONA: DIFFICOLTA' ECONOMICHE E DEFICIT PROGETTUALE di Franco Astengo

Dai dati INPS e INAIL elaborati dall'Unione Industriali emerge che nel 2023 il numero dei pensionati ha superato quello dei lavoratori attivi.

L'Unione Industriali ha così dedotto: "Savona si piazza nelle ultime 40 posizioni della classifica delle province italiane. Nel 2022 il tasso di occupazione raggiunge il picco degli ultimi 10 anni raggiungendo il 66%. “E’ a rischio la sostenibilità del sistema economico tra 15 anni. Bisogna intervenire subito”, hanno commentato.

Questi numeri preoccupano gli industriali. Infatti, il calo demografico “insieme alle infrastrutture – evidenziano -, anche se in maniera meno vistosa, pesa sulle potenzialità di crescita e di produzione (e distribuzione) di ricchezza della Liguria e del savonese in particolare”.

Tra le conseguenze negative: “Minore propensione al rischio, minore propensione all’innovazione, minore propensione ad accettare insediamenti produttivi, minore propensione a sopportare il peso della logistica e dei mezzi di trasporto legati a fattori della produzione, difficoltà di reperimento di sostituti sul lavoro, minore produzione di ricchezza, elevato peso della spesa sociale sulle risorse propotte dalla popolazione attiva“.

Verrebbe da dire: Benvenuti nel risveglio dopo il lungo sonno e dopo che per anni la logica è stata quella della deindustrializzazione versus speculazione edilizia, verso l'impoverimento tecnologico della principali aziende (pensiamo alle difficoltà della Piaggio) e all'impossibilità di recuperare il deficit infrastrutturale, l'assenza nel recupero delle aree industriali dismesse, la mancanza di progettualità al riguardo dell'area industriale di crisi complessa, la crescita del gap infrastrutturale (pensiamo anche alla vicenda funivie).

Savona: una provincia dalla struttura economica fragile, con settori facilmente esposti alle incursioni dello sfruttamento e del lavor nero, in deficit industriale, in forte calo demografico, con un "ritiro" dell'occupazione femminile.

Una provincia che si avvia verso la marginalità (anche rispetto alle grandi contraddizioni della modernità sia negli aspetti positivi come quelli dell'innovazione tecnologica, sia al riguardo degli aspetti problematici come quelli dell'immigrazione), con un'area centrale isolata dal punto di vista infrastrutturale e un territorio ex-industriale da bonificare e recuperare.

. Sta in questi elementi il segnale più evidente della strutturalità della crisi economica della provincia di Savona. L'occupazione cresce in settori fragili (vale poco il 66% di occupati se non se ne analizza la composizione ) dove imperano sfruttamento e lavoro nero e diminuisce ancora (dopo i colpi subiti negli anni precedenti) nel settore decisivo dell'industria. Altro segnale d'allarme è la perdita di occupazione femminile (in questo caso però il riferimento al settore terziario e all'immersione nel lavoro nero può rappresentare una notazione non fantasiosa), dimostrata anche dalla percentuale di disoccupazione.

Altro tema di porre in evidenza: quello della sanità pubblica; della differenza tra comuni interni e costieri, così come tra città maggiori e piccoli centri, la condizione dell'edilizia scolastica, confrontando la presenza di scuole vetuste. Va approfondito il tema della raggiungibilità dei plessi per gli studenti e la capillarità della rete di servizi prima infanzia sul territorio ligure.

Su tutti però domina il tema delle infrastrutture: si deve riconoscere la priorità del raccordo dalla piattaforma di Vado Ligure e la linea Savona/Ventimiglia/Genova/Torino e il raddoppio della ferrovia verso il Piemonte compresa la linea per Alessandria : una priorità naturalmente non conflittuale con il raddoppio Finale – Andora e la costruzione del tratto autostradale Albenga – Predosa).

Il tema di fondo rimane però quello della capacità di governo del territorio e della relativa necessaria progettualità d'espressione per il cui esercizio è necessario trovare nuovi strumenti di aggregazione territoriale, capaci di aprire un dialogo con il resto del nostro territorio (da Ponente a Levante, dalla costa all'entroterra si rilevano diversità storiche mai affrontate fino in fondo) la Regione e il Governo Centrale: il tema comprensoriale Savona - circondario litoraneo - Val Bormida diventa quindi quanto mai attuale e urgente da affrontare.


Nessun commento:

Posta un commento

La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie