mercoledì 18 gennaio 2023

PER IL TAVOLO DI CONCERTAZIONE SOCIALISTA DEL 21 GENNAIO 2023

 

Care compagne e cari compagni, nell'impossibilità di partecipare di persona invio al Tavolo di Concertazione socialista questo breve e schematico intervento scritto, dichiarando altresì il mio interesse diretto per l'esito dell'assemblea di cui vi prego di portarmi a conoscenza.

Scusandomi per l'assenza porgo anche i migliori auguri di buon lavoro.


PER IL TAVOLO DI CONCERTAZIONE SOCIALISTA DEL 21 GENNAIO 2023 - Roma



Espongo in forma assolutamente problematica e per punti alcuni elementi di riflessione relativi alla fase che stiamo attraversando:


1) Tutte le crisi internazionali, compresa quella dello scenario di guerra russo/ucraino, sono legate da un filo: la preminenza della politica interna su quella estera. Ciò significa: a) E' questo il punto del ridimensionamento del processo di globalizzazione, almeno sul piano politico; b) la necessità di un rilancio dell'idea internazionalista legata al tema dei soggetti della sovranazionalità e della proposta di pace;

2) Il quadro politico italiano appare in fibrillazione e, in particolare, in questi primi mesi che ci aspettano nel 2023 appaiono possibili sommovimenti di una certa rilevanza collegati soprattutto alla ricerca di spazio al centro e di appeseament verso l'area governativa da parte di diversi soggetti (non solo Azione e Italia Viva). Sorge la questione della qualità dell'opposizione alla destra che non potrà però legarsi semplicemente al populismo 5 stelle o al levarsi dell'idea dell'ambientalismo considerato quasi come "contraddizione esaustiva" (fermo restando il giudizio su una transizione ecologica strumento di apertura di una fase di modernizzazione capitalistica nel segno del neo - liberismo) o al recupero di forme di movimentismo;

3) Appare sottovalutato il tema delle differenze sociali, con la cancellazione dal dibattito pubblico del discorso "di classe" (dando per regalati alla destra i settori del lavoro dipendente). L'esatto contrario di ciò che sta cercando di fare, ad esempio, il governo spagnolo che punta al ritorno alla socialdemocrazia necessaria in una società di enormi disuguaglianze, senza paura di pronunciare una parola dimenticata: redistribuzione;

4) Torna a circolare l'idea del partito ambientalista partendo dalla single issue del mutamento climatico e cercando di mettere assieme settori "verdi" d'antan e novità del tipo "Fridays for future".

E' necessario essere chiari su di un punto: questa operazione non è sufficiente e non colma il vuoto di identità che attraversa la sinistra italiana.

Sul piano teorico la questione ambientale è parzialità nel complesso quadro d'intreccio tra le contraddizioni della modernità raccolte attorno alla "frattura" dello sfruttamento di genere, del lavoro, del territorio.

5) Occorre una visione di società legata al progetto di un socialismo capace di comprendere nella sua progettualità e nella sua visione sociale l'insieme di questa complessità, aggiungendo - nello specifico del "caso italiano" il tema costituzionale nel suo insieme, dei diritti, dei doveri e della forma della democrazia repubblicana.

6) Possiamo indicare quattro riferimenti possibili per la nostra azione, riferendoci ad altrettanti articoli del dettato presente nel testo della nostra Carta Fondamentale:

a) L'articolo 3 che può ben essere ancora considerato "il cuore della Costituzione" e ne rappresenta la chiave essenziale di lettura: non a caso il principio di uguaglianza costituisce nel testo " il principio generale che condiziona tutto l'ordinamento nella sua obiettiva struttura". Con esso il Costituente afferma il principio che la legge si deve rivolgere egualmente a tutti, governanti e governati, ricchi e poveri, uomini e donne e nessuno può essere esentato dal rispettarla e porsi al di sopra di essa senza distinzioni di sorta;

b) L'articolo 11 che sancisce il principio pacifista, ripudiando la guerra come strumento lesivo della libertà degli altri popoli. Si tratta dell'articolo più contestato e maggiormente superato di fatto nel corso di questi anni da tutti i governi ma che, proprio in questo tragico momento di ritorno della guerra sul suolo europeo, deve essere indicato come stella polare della nostra azione politica e morale;

c) l'articolo 94 : "il governo deve avere la fiducia delle due Camere". E' questa l'indicazione della forma parlamentare del governo dello Stato. La fiducia politica deve necessariamente intercorrere tra Governo e Parlamento. Esso si fonda sul consenso e il sostegno che la maggioranza parlamentare deve manifestare al Governo. Questo punto esclude forme di governo fondate su di un'elezione affidata al corpo elettorale per funzioni esecutive e/o rappresentative svolte in forma monocratica;

d) La disposizione XII transitoria e finale che vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista. Proprio nel momento in cui l'Italia è governata da esponenti che dichiaratamente si rifanno al MSI, partito che fu di diretta emanazione del fascismo nella sua odiosa versione di una Repubblica di Salò feroce complice dell'invasione nazista , si ha l’impressione che chi parla di fascismo non abbia idea di ciò che è stato, che non abbia contezza non solo del contenuto delle Leggi Razziali ma anche di come a quelle si è arrivato e di come ci si sia arrivati, che non si sappia cosa furono le Fosse Ardeatine, l’eccidio di Cefalonia e cosa sia stato realmente l’8 Settembre 1943 e ancora la Resistenza. Proprio sulla base della validità della XII disposizione occorre  aumentare la consapevolezza facendo si che la storia si conosca ma la si conosca realmente.

Occorre narrare tutto quello che è stato il fascismo dalla sua origine alla sua fine.

Il tentativo dovrebbe essere quello di rivolgersi sì all’innovazione ma proponendo un forte legame con la tradizione più alta della sinistra e del movimento operaio in Italia.


In tempi recenti abbiamo cercato di muoverci in questa direzione attraverso l'identificazione di due figure come quelle di Gramsci e Matteotti, poste proprio in relazione alla necessità di narrare ciò che è stato davvero il fascismo e al fine di contribuire a superare ogni divisione e remora del passato.


Si tratta di proporre non una generica "nuova unità della sinistra" ma l'elaborazione libera di un progetto di vera e propria ricostruzione di una identità di socialismo costituzionale.








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