martedì 26 aprile 2022

LANDINI - PD (Curzio Maltese "Domani")

 

Permettemi di interloquire con l'idea (profondamente sbagliata) esposta da Curzio Maltese ("Domani" 26 aprile) circa "l'innesto" nel PD di una figura come quella di Maurizio Landini al fine di recuperare al Partito Democratico quella fetta di elettorato di operai emigrato (da molto tempo) nella Lega e di disagio sociale che (allettato dalla promessa del reddito di cittadinanza) nel 2013 e nel 2018 ha premiato i disastrosi 5 stelle.

In questo quadro emergono due punti di analisi che vanno considerati:

1) E' fortemente negativo l'esaltare un meccanismo di personalizzazione della politica che è quello che, prima di ogni altro elemento, ha contribuito a portare dentro a una crisi profonda l'intero sistema politico italiano esaltando un populismo di basso profilo originato naturalmente dalla modifica della legge elettorale nel 1993 e da una ben identificata "discesa in campo";

2) la natura del PD dovrà essere valutata come modificabile rispetto all'impostazione di partenza data nel 2007 (quando la sinistra fu rifiutata in nome di una assurda "vocazione maggioritaria). Una natura del PD, in allora come adesso, fondata su presupposti ben diversi da quelli di una centralità di riferimento del mondo del lavoro. Fu quella dell'abbandono del mondo del lavoro l'origine della fase sfociata poi nel tragico referendum del 2016 e fu quello il punto di scaturigine del divario di un possibile intendimenti di fondo con l'idea di un partito laburista di massa (che già aveva ricevuto un duro colpo con la vicenda legata alle sorti personali di Cofferati: altro caso molto negativo di caduta nel personalismo). Un divario che non è certo stato colmato con la scissione di Italia Viva e l'attuale riempimento del vuoto creato dalla precedente uscita di Articolo 1 (il cui recente congresso è stato certamente venato da una impronta di politicismo conservativo della presenza parlamentare). Il tutto, si intende l'accordo Landini - Letta,sarebbe naturalmente raccolto dentro il perimetro del governo Draghi e in alleanza con il M5S (almeno con una sua parte): altro punto sul quale andrebbe aperta una discussione non riducibile alla presenza o meno di questo o quel personaggio in una lista elettorale tanto più che la questione vera della prossima tornata elettorale legislativa sarà quello della crescita dell'astensionismo.

Grazie per l'attenzione

Franco Astengo

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