“IL ROSSO NON E’ IL NERO”: Assemblea del 26 aprile (sintesi di Franco Astengo)
Gli interventi pronunciati nel corso della discussione dell’assemblea svolta il 26 aprile dall’Associazione “Il Rosso non è il Nero” hanno affrontato alcuni dei nodi fondamentali rispetto a come, in un città di provincia qual’è Savona, potrà essere possibile fronteggiare l’impoverimento costante del dibattito politico – culturale.
La discussione pubblica va posta con chiarezza in diretta relazione all’articolarsi di una società complessa e di una situazione generale contrassegnata da un inedito susseguirsi di emergenze, da quella sanitaria all’inasprirsi del confronto bellico all’interno dell’Europa.
Nel corso della discussione ci si è soffermati in particolare sulla costruzione di un rapporto possibile tra l’individuazione di senso dei principi generali contenuti nella carta dei valori dell’Associazione e precisati proprio nei termini della cittadinanza costituzionale e della ricerca dell’uguaglianza sociale e politica con l’espressione della progettualità necessaria per l’innovazione nella capacità di governo dell' amministrazione pubblica.
Il tema dell’innovazione nella capacità amministrativa appare quanto mai complesso e urgente da affrontare in particolare nella nostra Città dopo l’esito della consultazione elettorale dell’ottobre 2021 quando si è affermata una vera e propria “svolta” politica con la sconfitta della destra, svolta costruita anche con l’apporto del nostro soggetto associativo.
Così la discussione su temi specifici come quelli riguardanti il trasferimento della Biblioteca a Palazzo Della Rovere/Santa Chiara e l’utilizzo dei contenitori storici (ipotesi affrontata attraverso un’analisi di ampio respiro riguardante l’insieme del territorio cittadino) o altri (ad esempio la questione sanitaria) si è intrecciata con questa ricerca di promozione assieme di capacità di innovazione, estensione del diritto di fruizione sociale, centralità della regia pubblica, creazione di occasioni di crescita economica.
E’ così emersa l’esigenza di collocare l’Associazione al centro di una idea di soggetto posto nella condizione di “riannodare” i fili delle tante iniziative che animano la società savonese e di una ipotesi di “sprovincializzazione” del confronto.
Per far questo i confini dell’appartenenza associativa dovranno essere spostati nel senso di un allargamento nella sua forza di inclusione e di relazione esterna.
Un allargamento che non potrà essere semplicemente una nostra prerogativa ma dovrà rappresentare il punto di riferimento dell’impegno da profondere per aprire un dialogo con l’insieme dei soggetti posti, come già si accennava, nel campo culturale e sociale della “Cittadinanza Costituzionale” evitando così il pericolo di assumere, anche da parte nostra, riflessi meramente conservativi.
Sarà questo il terreno dei prossimi impegni dell’Associazione.
Impegni che saranno assunti aprendo da subito un confronto a tutto campo con quanti, nella nostra realtà, potranno pensare di poter condividere un progetto di questo tipo.
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