sabato 10 luglio 2021

NOTE DALLA MODERNITA'

 

NOTE DALLA MODERNITA' di Franco Astengo

Di seguito due notizie arrivate in queste ultime ore: sono le avvisaglie dello sblocco dei licenziamenti; sono le "note della modernità" della liberazione del lavoro per favorire lo sviluppo; i fuochi di una modernizzazione incentrata sulla finanza, sull'idea (entrambe le aziende lavorano nel settore automobilistico) che la produzione non conti nulla e che il denaro si fabbrichi con il denaro e rimanga centrale il soggetto del consumo individualistico.

Ecco le notizie, del resto già note:

1) Gianetti, licenziati via whatsapp: “Noi traditi dal fondo tedesco" Il private equity Quantum prometteva il rilancio dell’attività. Invece lascia a casa i 152 dipendenti

2)Gkn Firenze chiude e annuncia 422 licenziamenti: il dramma degli operai fuori dai cancelli La fabbrica di Campo Bisenzio annuncia lo stop via Whatsapp.

Per chi ritiene ancora gli operai una specie in via di estinzione e la lotta di fabbrica superata dall’innovazione tecnologica questi fatti paiono la migliore dimostrazione della fallacia dell’analisi.


Si discute molto della “diversità” nell’evidenziarsi delle “fratture” chiedendo un aggiornamento della teoria che le ha, a suo tempo, individuate (Rokkan).


Ma anche in questo caso il substrato teorico rimane quello – appunto – dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, elemento base per qualsivoglia ragionamento teorico.


Nei luoghi della produzione si diffonde un sistema autoritario e oppressivo. Può essere più sottile o più brutale a seconda delle mansioni o della nazionalità dei lavoratori.


Anche qui esagerazioni? Ma non possiamo dimenticare che la commissione economica dell’ OCSE ha raccomandato all’Italia di rendere ancor più facile il licenziamento per riprendere a crescere.


E le politiche di austerità e rigore non stanno forse cancellando ciò che resta di contratti e di diritti del lavoro qui da noi e in tutta Europa?


Non si piangano lacrime da coccodrillo, ci si risparmi la solita dose di ipocrisia.


Nell’emergenza sanitaria ancora in corso il darwinismo sociale si esalta come componente strutturata di un'azione padronale che punta diritto a un regime di schiavitù del lavoro.


Non potrà esserci futuro democratico e civile se non si ritornerà a porre il tema del conflitto nel lavoro e nella società, del contrasto verso lo sfruttamento e alle forme più adatte per organizzarlo questo conflitto e questo contrasto nella maniera maggiormente incisiva.



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