Per porre le basi della costruzione di una nuova soggettività dei comunisti e della sinistra d'alternativa, fondata sui tre elementi che continuiamo a ritenere fondativi di questo progetto: autonomia teorica e d'iniziativa, alternativa di società in termini anti-capitalistici e opposizione allo stato di cose presenti.
giovedì 10 aprile 2025
DA SAVONA A GENOVA: LE ELEZIONI COMUNALI PER UN LABORATORIO POLITICO LIGURE ?
DA SAVONA A GENOVA: LE ELEZIONI COMUNALI PER UN LABORATORIO POLITICO LIGURE? di Franco Astengo
Le prossime elezioni genovesi per l'elezione del Sindaco e il rinnovo del consiglio comunale potrebbero rappresentare una ulteriore tappa per la costruzione di un vero e proprio "laboratorio politico ligure" attraverso il quale contribuire ad una alternativa concreta al governo della destra sul piano nazionale.
Una riflessione in questo senso potrebbe partire da due esperienze precedenti: quella dell'elezione comunale di Savona dell'autunno 2021 che registrò l'affermazione di Marco Russo alla guida di una coalizione democratico-progressista e delle elezioni regionali del 2024 quando la candidatura di Andrea Orlando realizzò un risultato comunque importante affermandosi nettamente nella realtà genovese.
Nelle due occasioni appena citate la nostra associazione savonese "Il Rosso non è il Nero" aveva fornito un apporto sul piano dell'elaborazione programmatica e anche dell'aggregazione elettorale (nel caso di Savona) e, soprattutto per iniziativa di "Le Radici e le Ali" partecipato (nell'occasione delle elezioni regionali) ad una importante elaborazione comune dei soggetti promotori di cultura politica in tutte le province liguri.
Su queste basi e soprattutto riflettendo sull'esperienza di governo in corso a Savona può essere possibile fornire alcune indicazioni relative alla scadenza genovese.
Ovviamente queste poche note sono state elaborate senza alcuna pretesa di mostrare una sorta di "modello" da seguire, ma semplicemente come elemento di confronto e di stimolo in una contesa comunque particolarmente difficile sia per il contesto specifico in cui si svolgerà e per il quadro generale drammaticamente segnato da aspre contraddizioni sui temi decisivi della pace e dell'economia nella dimensione sovranazionale.
Andando per ordine:
1) il primo elemento che mi pare debba essere ripreso è - appunto - quello del quadro generale. La dimensione della progettualità, in ispecie in una situazione di dimensione così importante sul piano economico come quella di Genova, dovrà necessariamente essere adeguata allo sviluppo di una situazione in atto di grandissima difficoltà. Il ruolo dell'amministrazione comunale alle esigenze di mantenere e far crescere un riferimento di piena partecipazione della Città alle possibilità di internazionalizzazione su diversi terreni (dal porto al turismo) dovrà rimanere centrale. Le elezioni comunali di una grande città come Genova tutto debbono rappresentare meno che un fattore di tipo localistico/autarchico;
2) Un elemento comune che mi permetto di richiamare con l'esperienza savonese riguarda la candidatura a Sindaco. Nel caso di Genova 2025 a Sindaca (come giustamente ho visto scritto nei manifesti di lancio della proposta). Tra Marco Russo e Silvia Salis esistono, dal punto di vista dell'esperienza politica, diversità radicali (anche se, nel caso di Silvia Salis, l'aver percorso al suo livello la politica sportiva denota sicuramente la presenza di capacità personali di rilievo) ma entrambe possono essere accomunate da un punto: l'esperienza di carattere civico messa a disposizione dell'impegno politico. Esperienza civica considerata quale elemento di rottura di uno schema usuale di designazione. Non tanto e non solo quindi di una "novità" ma qualcosa di più importante e profondo nella capacità di proposizione all'intero elettorato e non soltanto verso la "porzione" già riconosciuta di partenza dallo schieramento politico;
3) Un altro fattore che può essere considerato quasi come di "collegamento" tra le due esperienze (e che potrebbe stare alla base dell'idea di "laboratorio politico") è quello della relazione da mantenere con la coalizione e la forma da far assumere alla maggioranza (nel caso di Genova auspicabile; in quella di Savona che si sta ricercando nel corso dell'esperienza di governo): il tema è quello della reciproca "autonomia" tra l'assunzione di ruolo nell'incarico di tipo monocratico e la funzione dei partiti che compongono la coalizione di governo. Un punto di estrema delicatezza perchè la coesione che deve crescere nell'autonomia non deve semplicemente derivare dall'applicazione meccanica del programma ( e dal suo semplice richiamo nel corso della campagna elettorale) ma dalla consapevolezza reciproca dei due soggetti (carica monocratica e coalizione) di lavorare per costruire una articolazione di riferimento sociale sulla quale basare una ipotesi di governo della Città di lunga durata fondata sulla trasformazione dell'assetto cittadino in urbanistica, infrastrutture, trasporti, sanità, servizi sociali. Sarà l'idea della trasformazione ( e la sua relativa concretizzazione) a determinare questa visione "storica" della vita cittadina e a segnarne cammino e identità;
4) L'ultimo punto riguarda appunto l'identità che non può e non potrà che essere affidata al fattore culturale. Da questo punto di vista non si può non rimarcare come Regione Liguria e Comune di Genova nel periodo di governo della destra non abbiano mai registrato nell'organigramma di governo la presenza dell'assessorato alla Cultura (che pure in entrambe le esperienze di Regione e Comune vantava in passato passaggi di grande rilievo anche sul piano delle personalità cui l'incarico era stato via via affidato). La prospettiva culturale di una città non può essere semplicemente identificata come quella dell'Ufficio del Turismo promotore di spettacoli ed eventi buoni per attirare il pubblico. L'esperienza della partecipazione di Savona alla gara per la nomina a capitale italiana della Cultura del 2027 (tralasciando gli aspetti geopolitici che hanno determinato un diverso risultato) ci ha indicato proprio questo fattore che potrebbe essere indicato quale elemento di collegamento nella prospettiva futura della due città: la cultura intesa quale elemento di una identità che andrà rinnovata passo dopo passo anche nei suoi contenitori materiali ma soprattutto seguendo l'evoluzione di una tecnologia culturale che investe tutti i campi (la ricerca come lo spettacolo). Da questo punto di vista non si può non rimarcare l'esigenza di una forte valorizzazione del ruolo dell'Università quale sede di un continuo richiamo e rinnovamento dell'identità culturale, specialmente in una situazione complessa come quella genovese.
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